venerdì 23 maggio 2008

NUCLEARE, SCAJOLA: PRIMA PIETRA ENTRO LEGISLATURA

ROMA - L'Italia rientra nel nucleare: a 21 anni dal referendum dell'87 che bandì l'atomo dalle penisola, il Governo annuncia la retromarcia. E fissa un calendario serrato: già tra cinque anni, entro il 2013, i cantieri delle centrali atomiche saranno aperti. Parola del Ministro per lo sviluppo economico, Claudio Scajiola, che coglie l'occasione dell'assemblea di Confindustria e prende al volo l'invito della neo presidente Emma Marcegaglia a riaprire gli investimenti nel settore. "Entro la fine della legislatura, sarà posta la prima

pietra di un gruppo di centrali di nuova generazione", dice il ministro, ricevendo gli applausi degli imprenditori.

Gli operatori, Enel ed Eni in prima linea, rispondono al volo: "noi siamo pronti". E, anche se per veder prodotto il primo chilowattora di elettricità servono, una volta avviati i lavori, altri 4 anni e mezzo, l'Italia rientra nel settore. Settore che vede in Europa circa il 35% della luce consumata dal vecchio continente provenire dall'atomo e nel quale sono presenti, in varia misura, quasi tutti i principali partner, Francia e Germania in prima linea. Scajola, avverte che l'Italia ha bisogno di una svolta in materia energetica da "affrontare con estrema risolutezza e senso di responsabilità".

Largo quindi all'atomo, perché, spiega il ministro, "solo gli impianti nucleari consentono di produrre energia su larga scala, in modo sicuro, a costi competitivi e nel rispetto dell'ambiente". A più di vent'anni dal referendum che l'aveva abrogata, si riapre la strada mentre - come facilmente ipotizzabile - gli ambientalisti insorgono e si preparano e ricreare quel fronte del 'no grazie' che fece epoca alla fine degli anni '80. ''Non è più eludibile un piano di azione per il ritorno al nucleare", sottolinea Scajola, annunciando che "onoreremo con convinzione e determinazione l'impegno assunto dal premier Silvio Berlusconi: entro questa legislatura porremo la prima pietra per la costruzione di una centrale nucleare di nuova generazione". La scadenza è al 2013, una data entro la quale, secondo il ministro, sarà necessario "ricostruire competenze e istituzioni di presidio, formando la necessaria filiera imprenditoriale e tecnica e prevedendo soluzioni credibili per i rifiuti radioattivi".

Parole che hanno immediatamente scatenato la reazione, dura, degli ambientalisti: "L'energia prodotta dall'atomo è più costosa delle altre fonti e non ha fatto passi avanti in termini di sicurezza", ribatte Legambiente e Greenpeace Italia rincara la dose: "riaprire il nucleare è inaccettabile" e "questo annuncio suona come una dichiarazione di guerra" Sulla stessa linea anche il mondo politico: "il nucleare è una scelta sbagliata perché è antieconomica, vecchia e pericolosa", spiega Angelo Bolelli dei Verdi, mentre per il ministro ombra per l'Ambiente del Pd, Ermete Realacci, "pensare di portare in cinque anni il nucleare in Italia è qualcosa di ideologico, una battaglia come quella per l'articolo 18, che sappiamo come è andata a finire". Le sollecitazioni di Scajola trovano invece pronta e positiva risposta nel mondo industriale, in particolare quello energetico. La stessa neo-presidente degli industriali, Emma Marcegaglia, durante il suo discorso aveva sottolineato come sia arrivato il "tempo di tornare ad investire nell'energia nucleare", perché quello "di nuova generazione, la mobilità, il risparmio energetico, le tecnologie ambientali" sono settori e grandi progetti di investimento per il Paese. Aperture importanti arrivano anche dalle imprese. "Tecnicamente siamo pronti - ha spiegato l'amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti - ed effettivamente la durata della legislatura, pari a cinque anni, può essere un percorso realizzabile". Di pari passo Edison, con l'a.d. Umberto Quadrino che parla di "apertura condivisibile".

7 commenti:

Kylie ha detto...

Lavorando nella pubblica amministrazione so che dietro a grandi investimenti ci sono grandi interessi. Ora serve solo capire di chi.
Buona giornata

DAIDE ha detto...

Sicuramente non i nostri di interessi..

Nana ha detto...

forse io farò la voce fuori dal coro...ma forse è solo perchè data la scarsa informazione che ho dei retroscena posso solo pensarla con la mia testa...
quindi chiedo a chi ne sa più di me di ribattere e rispondere a quello che scriverò perchè la mia è solo un'opinione...

Io sono relativamente contenta che il nucleare torni in Italia...tanto per cominciare il nostro paese va avanti ad energia nucleare di produzione francese...
quindi se il nucleare torna in Italia eviteremmo di pagare alla francia ingenti quantità di denaro per un prodotto su cui poi veniamo ulteriormente tassati...

e poi chi ribatte che è contro il nucleare perchè è rischioso...allora dovrebbe trasferirsi lontano dalla francia...non è che se per disgrazia esplode lì una centrale noi siamo immuni...quindi qui o lì la centrale non cambia il rischio...

Se poi uno per principio è contro il nucleare...bè dovrebbe esserlo anche contro quello francese che però cmq utilizza e ampliamente...eh si perchè ci sono pochissime persone che utilizzano energie alternative nel nostro paese...

quindi ragionando in questo modo non vedo perchè dovrei schierarmi contro...certo ci sono i costi per la costruzione delle centrali(che chissà da dove verranno fuori...)ma sul fronte risparmio futuro mi pare un bel passo avanti no?

Tomaso ha detto...

Brava nana quanto hai spegato è purtroppo reale, io vivo già da oltre 50 anni in svizzera a 20 km. c'è una centrale nucleare alimentata dal fiume Reno, come si sa l'acqua serve per raffreddare, quanto hai affermato lo ha dimostrato in Russia la distanza non esiste in caso di catastrofi, dobbiamo essere più ottimisti non ci sono tante alternative, e poi dobbiamo pensare che i nuovi reattori sono meno pericolosi.
Tomaso

Giacomo ha detto...

Ricordo che... anzi, mi hanno raccontato poiché ancora non c'ero (che bugia) cheun bel giorno di aprile del 1986 in una cittadina dell'Ucraina, una certa Cernobyl, una fuga di materiale radioattivo contaminò l'intera Europa....

Pensate che venne consigliato di non mangiare verdure a foglia larga... in quelle settimane, niente insalata!

Quindi, le distanze non contano.... a quel punto, tanto vale averle anche noi... e tenere le dita incrociate!

DAIDE ha detto...

C'è un referendum che parla chiaro,un referendum abrogativo gli italiani hanno scelto più di 20 anni fa ,se no parliamo anche per l'aborto,monarchia e cosi via cosa dite...
Ci sono tante fonti alternative che l'Italia e il mondo non usano..

Nana ha detto...

è vero c'è stato un referendum e il popolo italiano si è pronunciato....ma allora la siruazione era un pò diversa^^
vogliamo energia...non vogliamo il nucleare in Italia...ma prendiamo quello francese...non ti sembra un controsenso Daide?è questo che mi sfugge...

sono come i rifiuti a Napoli...
vogliono la città pulita...ma non vogliono le discariche...e allora pagano(anzi paghiamo tutti...) perchè vengano spostati all'estero o in altre regioni...
è un paradosso...

lo spazio c'è...le possibilità anche...sacrificarsi un anno in più o un anno in meno dopo tutto quello che c'è stato cosa cambia??

noi italiani siamo secondo me un popolo di impazienti e pessimisti...manchiamo di fiducia nel governo qualunque esso sia e non diamo possibilità...per me è sbagliato porsi in questa posizione...

un bacio^^