lunedì 26 gennaio 2009

VENTENNE SI SUICIDA CON FARMACI E FILMA LA PROPRIA AGONIA

MODENA - Un filmato agghiacciante, che documenta oltre un'ora di agonia di un ventenne di Modena che si e' suicidato iniettandosi un mix di farmaci e che ha filmato la propria morte.

Venerdi' il ragazzo e' andato nella sua stanza, ha sistemato davanti al letto un treppiedi con una telecamera, poi l'ha accesa, si e' iniettato il cocktail di farmaci, si e' steso sul letto e si e' lasciato morire mentre tutto veniva registrato.

Sono stati i genitori, con i quali il ragazzo viveva, a trovare il corpo senza vita e la telecamera puntata sul letto. Sulla vicenda c'e' grande riserbo da parte degli investigatori, a tutela di una famiglia provata da questa morte terribile. Ma da quanto si e' potuto apprendere, i genitori non hanno visto quel terribile video. Il filmato e' stato poi acquisito formalmente dalla procura che lo sta analizzando.

Si tratta comunque solo di accertamenti di rito, perche' non ci sono dubbi sul suicidio. Il ragazzo, schivo e introverso, forse sofferente di depressione, non ha lasciato nessun biglietto. Ma il suo gesto estremo, appare come una provocazione e una aggressione verso chi resta. Secondo lo psichiatra esperto di suicidi Maurizio Pompili, dell'universita' di Roma La Sapienza, si tratta di un gesto di odio verso chi sopravvive.

''In molti casi - osserva - i suicidi lasciano messaggi o filmati. Nel caso del ragazzo di Modena il messaggio e' particolarmente esplicito''. Secondo lo psichiatra, la vicenda ricorda il caso descritto nel libro ''Autopsia di una mente suicida'', di Edwin Shneidman, dove il suicida in 11 pagine descrive passo dopo passo tutto quello che fa. ''E' un modo per lasciare lo scheletro del suicida nell'armadio del sopravvissuto.

Il suicidio e' un atto egoistico, che lascia ricatti e messaggi indelebili nella vita di chi sopravvive''. Ma c'e' anche chi sottolinea il primato dell'immagine sulla vita, soprattutto tra i giovani. ''Purtroppo anche la decisione di togliersi la vita puo' risentire del clima culturale in cui i giovani vivono. C'e' un'abitudine a fissare tutto con il telefonino che puo' portare a gesti estremi'', rileva il direttore del dipartimento di salute mentale dell' Ausl di Modena, Giovanni Neri.

E don Luigi Valentini, responsabile della comunita' di recupero Betania, punta il dito contro la spettacolarizzazione della morte: ''Oggi tutto e' spettacolare, non c'e' piu' uno spazio reale per l'ascolto. Tutti i giorni troviamo questo aspetto della spettacolarizzazione della morte. Serve un percorso di 'ripulitura', per restituire all'immagine il volto dell'uomo'

5 commenti:

DAIDE ha detto...

Come l'ignoranza e l'egoismo possano rovinare la propria vita e quella delle persone vicine...

Anonimo ha detto...

Con che farmaci?

Anonimo ha detto...

Mix, lorans e tutti i medicinali che ti ritrovi. Sicuramente non può mancare augumentin. Tutte le medicine che hai insomma è una bella bottiglia di whisky.

yanmaneee ha detto...

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