venerdì 13 agosto 2010

Bruce Lee

Bruce Jun Fan Lee (cinese tradizionale 李小龍, in pinyin Lǐ Xiǎolóng; San Francisco, 27 novembre 1940 – Hong Kong, 20 luglio 1973) è stato un attore e artista marziale statunitense.

Nato a San Francisco e cresciuto ad Hong Kong, Lee è l'attore più ricordato per la presentazione delle arti marziali cinesi al mondo non cinese. I suoi film, prodotti ad Hong Kong e ad Hollywood, elevarono ad un nuovo livello di popolarità e gradimento le pellicole di arti marziali, facendo aumentare per la prima volta ed improvvisamente anche l'interesse per questo tipo di discipline in Occidente. La direzione ed il tono delle sue opere influenzarono profondamente i film di arti marziali di Hong Kong, che fino ad allora mostravano più un senso teatrale che realistico delle scene.

Lee divenne un'icona soprattutto per i cinesi, come ritratto dell'orgoglio nazionale e per alcuni tratti nazionalistici presenti nei suoi film. Alcuni videro Lee come un modello per acquisire un corpo forte ed efficiente ed un altissimo livello di benessere fisico, sviluppando allo stesso tempo destrezza nel combattimento corpo a corpo. Nonostante il contenuto violento dei suoi film, Bruce in realtà era una persona pacifica e fermamente contraria all'uso delle arti marziali come metodo di offesa e supremazia.

Nell'occasione di quello che sarebbe stato il suo 65° compleanno (novembre 2005), una statua commemorativa è stata posata sull'Avenue of the Stars a Kowloon, in sua memoria. Nonché memoria di colui che è stato votato "Star of the Century" dagli addetti ai lavori del mondo del cinema di Hong Kong. Nel 1993 è stato anche onorato con una stella sulla Hollywood Walk of Fame a Los AngelesBiografia
Nascita

Bruce Lee nacque nell'ora mattutina del drago, fra le 5.59 – 8.00 nell'anno del drago; il 27 novembre 1940, al Jackson Street Hospital nella Chinatown di San Francisco, Stati Uniti. Penultimo di 5 figli Phoebe, Agnes, Robert, Bruce appunto e Peter il minore, gli venne dato un nome femminile per scacciare gli eventuali spiriti maligni che l'avrebbero portato via. Suo padre, Li Hoi-Chuen (李海泉), era cinese, mentre sua madre Grace di origine euroasiatica (per metà tedesca), e cattolica. I genitori di Lee tornarono ad Hong Kong con il neonato Bruce, quando aveva appena tre mesi.
Educazione e famiglia

All'età di 12 anni Lee entrò al La Salle College (scuola per ragazzi cattolici). Successivamente frequentò il S. Francis Xavier's College, finché un giorno, da quello che doveva essere esclusivamente un confronto fra tecniche, Bruce, dopo aver ricevuto un pugno si imbestialì, picchiando un ragazzo bianco. La madre del tizio denunciò il fatto alle autorità. La pessima piega intrapresa, poi, nonché la scarsissima voglia di applicarsi nello studio, e non per ultimo il rischio che potesse rovinare la reputazione della famiglia, medio-borghese, furono tutti elementi decisivi affinché si decidesse di allontanarlo. La famiglia decise così di mandarlo a vivere da un vecchio amico del padre, negli Stati Uniti. Tutto ciò che il giovane Lee ricevette prima di imbarcarsi furono 100 dollari. Fu così che Bruce partì; con un titolo di campione 'interscolastico' di boxe, e uno di campione di cha cha cha di Hong Kong. Ma dopo un breve periodo vissuto a San Francisco si trasferì a Seattle, dove lavorò come cameriere presso Ruby Chow, altro amico del padre. Nel '62 riuscì a terminare la sua formazione di scuola superiore a Seattle, dove ricevette il diploma alla Edison Technical School. Si iscrisse così all'Università del Washington, alla facoltà di filosofia, ma abbandonò gli studi al penultimo anno. Ed è li che conoscerà Linda Emery che sposerà poi, nell'agosto del 1964, in una piccola chiesa protestante. I due ebbero due figli: Brandon e Shannon Lee, nati rispettivamente nel '65 e '69.
Nomi

Inizialmente la madre chiamò il piccolo Li Yuen Kam (李炫金; Pinyin: Lǐ Xuànjīn). Questo nome sarà poi abbandonato, a causa di un contrasto con il nome di suo nonno, e sostituito con Jun Fan (振藩; Pinyin: Zhènfán), che significa letteralmente "protettore di San Francisco". Alla nascita, gli fu inoltre aggiunto il nome inglese dalla dottoressa Mary Glover. I Li non avevano pensato ad un nome inglese per il bambino, quindi convennero con la dottoressa. Nonostante ciò, il nome "Bruce" non fu mai utilizzato all'interno della famiglia, fin quando Bruce non s'iscrisse al La Salle college. Inoltre a Bruce fu donato anche un nome femminile, Sai Fung (細鳳, letteralmente "piccola fenice"), usato soprattutto nella sua infanzia.

Un ulteriore nome datogli fu Li Xiao Long (李小龍; Pinyin: Lǐ Xiǎolóng), letteralmente "piccolo drago", in quanto nato appunto nell'ora e nell'anno cinese del drago. Questo nomignolo ne sottolineava il carattere esuberante, che durante l'infanzia trascorsa ad Hong Kong lo porta appunto a scontrarsi con la piccola criminalità giovanile. Fino a quando un giorno, ferito in una rissa, chiese esplicitamente ai genitori di poter imparare a difendersi per bene. La scelta cadde sulla prestigiosa scuola di Wing Chun il cui maestro era Yip Man, con cui studiò per quattro anni. Da allora Bruce non abbandonò più lo studio delle arti marziali.
Kung Fu Wing Chun

Anche se l'introduzione di Bruce Lee nel campo delle arti marziali si crede sia dovuta alla trasmissione paterna, in realtà Lee non studiò mai il Tai Chi (appunto trasmesso di padre in figlio) seriamente. Era uno stile che non si confaceva assolutamente alle sue caratteristiche peculiari, prima fra le quali la sua incredibile velocità (il Tai Chi ha invece movimenti estremamente lenti). Da lui imparò i concetti fondamentali di questa antica arte, che viene generalmente esercitata per mantenere una certa tonicità muscolare. Lee studiò assiduamente Kung Fu nello stile Wing Chun con sifu (Yip Man), collaboratore ed amico di Wu ta-Ch'i (maestro di Tai Chi). All'inizio, gli studi di Bruce con Yip Man furono affidati a William Cheung, studente di Man, per poi continuare fino ai diciotto anni nel 1959, anno in cui partì per gli Stati Uniti. Come molte scuole di arti marziali cinesi di quel tempo, nel corso di sifu Man si insegnava a studenti di rango elevato. Uno degli studenti di maggior livello fu Wong Shun-Leung. Si ritiene che Wong abbia avuto una grande influenza sull'allenamento di Lee. Bruce in realtà era attratto da qualsiasi disciplina da combattimento, tanto che si allenò anche nel pugilato occidentale, vincendo nel 1958 il titolo interscolastico di boxe. Batté il tre volte campione Gary Elms con un K.O. al terzo round. Ma prima di arrivare in finale contro Elms, Lee, aveva battuto tre pugili al primo round. Imparò anche rudimenti di scherma occidentale dal fratello minore Peter Li, che all'epoca era campione di scherma. Questo approccio a 360° distinse via via sempre più Lee da ogni altro praticante di arti marziali, tanto che nel 1966, decise di dare un nome al suo 'stile senza stile': Jeet Kune Do.
Campionato internazionale di Long Beach del 1964

Danny Lee, aveva presentato Bruce ad Ed poco tempo prima, ed entrambi erano convinti, viste le eccezionali capacità di Bruce, che in futuro potesse lavorare in tv e al cinema. Parker sapeva che al torneo sarebbero stati presenti anche produttori, fu così che decise di filmare la dimostrazione di Bruce. Lee si esibì così nel primo Campionato internazionale di karate, tenutosi a Long Beach il 2 agosto del 1964, ed il filmino 'finì' nelle mani di William Dozier, produttore di Batman e Robin. L'esibizione incluse varie dimostrazioni, tra le quali le famose flessioni su sole due dita di una mano (pollice ed indice). Nello stesso evento si esibì anche nel suo incredibile "pugno a un pollice" (one inch punch).[1] Bruce creò scalpore, con questa dimostrazione, per l'impressionante potenza che riusciva ad imprimere al colpo senza apparente sforzo. Molte fonti riportano che uno dei segreti dell'one inch punch stia nello scatto finale all'insù del pugno, si tratta invece di pura e semplice fisica applicata, ovvero il principio secondo cui un oggetto che ruota in modo che i suoi estremi abbiano velocità lineare costante ha maggiore velocità di rotazione quanto più ridotte sono le sue dimensioni, come specificato dallo stesso Lee nei suoi appunti.

L'azione è la seguente: un volontario si offre e si posiziona frontalmente, in piedi, reggendo con le mani un piccolo cuscinetto protettivo all'altezza del plesso solare, per proteggere (quanto possibile), il punto dove il pugno andrà ad impattare. Lee si posiziona trasversalmente, con il piede sinistro arretrato che poggia sui soli metatarsi. L'azione è fulminea, esplosiva, ed è tutta qua la spiegazione della straordinaria potenza di Lee. Bruce in una frazione di secondo imprime spinta e rotazione che si propagano attraverso l'intera linea del corpo: dalla gamba arretrata, ai fianchi, al torso, alla spalla, fino all'estensione fulminea finale del braccio. Il corpo fa perno unicamente sul piede avanzato, il destro. La potenza che ne scaturisce dipende unicamente dall'abilità del praticante.

Lee nonostante a quel tempo pesasse pressappoco 60 kg, sferrava questo pugno con una potenza devastante, scaraventando spesso all'indietro o a terra il volontario. Uno dei volontari fu Bob Baker (il russo di Fist of Fury) di Stockton, California; divenuto poi suo grande amico, chiese a Bruce di non fare più questo tipo di dimostrazione, e ricorda: «Dopo quella dimostrazione dovetti restare a casa: non andai a lavorare, poiché il dolore nel mio petto era insopportabile»[2]. In occasione della dimostrazione di Long Beach, Lee conobbe anche il campione di karate Chuck Norris, che come si evince dal personale diario di allenamento di Lee, prese da Bruce lezioni a cavallo fra il '68 ed il '69. Norris riferì più volte: «quando ti allenavi con lui, comprendevi quanto la tua preparazione fosse limitata».
Campionato internazionale di Long Beach del 1967

Bruce Lee fece la sua apparizione anche al Campionato internazionale di Long Beach del 1967 (30 luglio) e si esibì in diverse dimostrazioni, incluso il famoso «pugno inarrestabile» con il campione del mondo di karate USA Vic Moore. Bruce annunciò a Vic Moore che gli avrebbe tirato un pugno dritto in faccia e tutto quello che doveva fare Moore era bloccarlo. Lee fece diversi passi indietro e chiese a Moore se fosse pronto. Quando Moore annuì, Bruce scattò verso di lui finché non fu all'interno del raggio sufficiente per colpire. Poi tirò un pugno direttamente al volto di Moore e si fermò prima dell'impatto. In otto tentativi, Moore non riuscì a bloccarne neanche uno.
Jeet Kune Do

Nel diario di Lee, pagina dell'8 gennaio 1967, per la prima volta compare il nome Jeet Kune Do come appellativo dato al suo stile.
Inoltre, nel serial televisivo che aprì la stagione del 1971 (Longstreet), James Franciscus, protagonista della serie, in uno degli episodi chiese a Lee: "Come chiami ciò che stai facendo?" e Bruce spiegò a Franciscus che il nome dato al suo personale approccio alle arti marziali, era: Jeet Kune Do.
Abilità e problemi
Efficienza fisica

Bruce Lee si rese conto che diversi praticanti di arti marziali dell'epoca non impiegavano abbastanza tempo per lo sviluppo della propria condizione fisica. Al contrario, Lee incluse nel suo allenamento tutti gli elementi di fitness, forza e resistenza muscolare, resistenza cardiovascolare e flessibilità. Utilizzò le tecniche tradizionali del culturismo per scolpire e aumentare la massa muscolare. Tuttavia, fu sempre attento nel sottolineare quanto la preparazione mentale e spirituale fossero fondamentali per il successo dell'allenamento fisico e nella pratica delle arti marziali. Nel suo libro Tao of Jeet Kune Do scrisse: L'allenamento è una delle fasi più trascurate dagli atleti. Troppo tempo è dedicato allo sviluppo della pratica e troppo poco allo sviluppo della persona nella pratica di quest'arte. Jeet Kune Do, sostanzialmente, non è una materia dalle tecniche banali ma di alto sviluppo mentale e fisico.

Il programma di sollevamento pesi a cui Lee fece riferimento durante il suo soggiorno ad Hong Kong nel 1965, a soli ventiquattro anni, diede molto vigore alle sue braccia. A quel tempo poteva sollevare con le braccia da 30 a 35 kg per tre serie da otto ripetizioni, insieme ad altri tipi di esercizi, come piegamenti, flessioni ed altri ancora. Le ripetizioni che effettuava a quel tempo erano da sei a dodici per esercizio. Nonostante lo scopo principale di quest'allenamento fosse aumentare la velocità della contrazione e della distensione muscolare, per massimizzare la propria abilità fisica, Lee praticò diverse tipologie di allenamenti ed esercizi, tra cui lo Skipping, che effettivamente servì al suo obiettivo di allenamento e di body building.

Lee credeva che quello dei muscoli addominali fosse uno dei più importanti gruppi muscolari per i praticanti di arti marziali, poiché quasi ogni movimento richiede un certo grado di lavoro addominale. Per di più, gli addominali sono come un guscio che protegge le costole e gli organi vitali. Si allenava dunque ogni mattina dalle 7.00 alle 9.00, praticando esercizio addominale, di flessibilità, sessioni di corsa, per poi riprendere dalle 11.00 alle 12.00. Lee allenava spesso la propria resistenza andando in bicicletta. Un tipico esercizio era correre per una distanza da due a sei miglia in un tempo dai 15 ai 45 minuti, durante il quale variava la sua velocità e con intervalli da 3-5 minuti. Lee percorreva l'equivalente di 10 miglia in 45 minuti di bicicletta. Qualche volta, dopo essere andato in bicicletta, si esercitava con la corda. Spesso faceva anche esercizi per temprare la pelle delle sue mani, tra cui lo spingerle di forza in secchi colmi di pietre e ghiaia.
Fisico

Con il suo continuo dedicarsi al fitness, Bruce riuscì ad avere un fisico ammirato da alcuni dei più importanti nomi della comunità di culturismo. Joe Weider, il fondatore di Mr. Olympia, parlò del fisico di Bruce come «il più definito che io abbia mai visto». Alcuni importanti culturisti hanno indicato Lee come la maggiore influenza sulle loro carriere, inclusi Flex Wheeler, Shawn Ray, Rachel McClish, Lou Ferrigno, Lee Haney, Lenda Murray e il sei volte campione di Mr. Olympia, Dorian Yates. Anche Arnold Schwarzenegger fu influenzato da Bruce, e disse del suo corpo: «Bruce Lee aveva… Voglio dire… Un fisico molto definito. Aveva pochissimo grasso corporeo. Voglio dire, probabilmente aveva uno dei più bassi totali di grasso corporeo di ogni atleta. E credo che è per questo che sembrava così incredibile». Un dottore che una volta conobbe Lee affermò che era «muscoloso come uno scoiattolo e animoso come un cavallo». È risaputo che Lee, nella sua vita, aveva collezionato più di centoquaranta libri sul culturismo, sull'allenamento con i pesi, e la fisiologia. Al fine di allenare specifici gruppi di muscoli, egli creò anche parecchi progetti originali per la sua attrezzatura personale, ed il suo amico George Lee gliele costruì, con le apposite specificazioni.
Prestazioni fisiche

La sua preparazione fisica fece sì che fosse capace di esibirsi in alcune eccezionali prestazioni. La lista seguente parla delle prestazioni che sono documentate e supportate da fonti affidabili.

* La velocità di estensione del pugno di Lee nel colpire da un metro di distanza, raggiunse i cinque centesimi di secondo[3].
* In alcune dimostrazioni, grazie al “pugno a un pollice”, Bruce riuscì a scaraventare all'indietro il volontario anche per alcuni metri[4].
* Bruce riusciva a fare difficili piegamenti sulle braccia usando i soli pollici come punto di appoggio, a braccia protese in avanti (invece che nella postura classica a 'croce'). [5]. In più, celeberrimi sono i piegamenti che riusciva ad effettuare con il solo braccio destro, poggiando l'intero peso del corpo sulle punte dei piedi e su pollice ed indice della mano destra. Un esercizio questo che incluse nella sua dimostrazione a Long Beach nel 1964.
* Bruce poteva mantenere un'elevata posizione a “v” per circa trenta minuti[6]
* In un film che è stato doppiato Dragon Flag, Bruce alza le gambe con le sue sole spalle restando sul margine di una panchina e sospendendo le sue gambe e il torso perfettamente in orizzontale a mezz'aria[7].
* Bruce Lee era in grado di reggere un bilanciere con un carico di 35 kg tenendolo perfettamente diritto davanti a se con le braccia tese.

Problemi

Bruce Lee cercò sempre di migliorarsi, sia dal punto di vista mentale che fisico. Si allenava sei giorni su sette, dedicando spesso la domenica a sedute di pugilato. Ogni qualvolta raggiungeva un livello, se ne prefiggeva uno ancora più alto. Ma il 13 agosto del 1970, a causa di un errato preriscaldamento dei muscoli in un allenamento di sollevamento pesi, subì un grave infortunio: gli esami clinici mostrarono un serio stiramento al quarto nervo sacrale, nella parte inferiore della schiena. I medici consigliarono a Lee di restare a letto tutto il giorno per un periodo di almeno sei mesi. Inoltre annunciarono fermamente che non avrebbe più potuto praticare arti marziali. Lee osservò scrupolosamente il riposo, ma non riusciva ad impedirsi di pensare. Chiese così a Linda di comprargli dei contenitori e dei cartoncini. Li riempì con una gran mole di appunti, che costituiscono per la maggiore il materiale contenuto nei libri scritti da John Little che, come ha sostenuto egli stesso, non apportò modifiche personali a nessuno degli scritti, ma solo li riordinò in modo coerente. Dopo un certo periodo di riposo in cui si spostava soltanto fra il letto e la scrivania, Lee decise di iniziare a tastare nuovamente e progressivamente il terreno. Aveva precedentemente acquistato, soprattutto in Canada, una gran mole di libri che trattavano un po' di tutto: dalle religioni alla riabilitazione, alla filosofia e a qualsiasi arte da combattimento. Non era tipo da lasciarsi abbattere, e se non poté allenare il suo corpo, almeno allenò la mente. In questo lasso di tempo, che rappresenta sicuramente il periodo più buio nella vita di Bruce, progredì moltissimo nella comprensione e nell'approccio alle arti marziali, tanto che quando si fu rimesso risultò ancora più in gamba di prima. Restò molto colpito nelle sue letture dalla filosofia e dagli scritti di Jiddu Krishnamurti. Egli sosteneva che la verità si trova all'interno di ciascun individuo, e che solo con la contemplazione di sé stessi è possibile trovare un motivo per andare avanti, nonché la fiducia in sé stessi. Nell'arco dei successivi sei mesi, Lee riuscì a recuperare la sua agilità e velocità, oltre alla sua potenza; nonostante ciò, la zona lesionata continuò a tormentarlo fino alla morte, che arriverà purtroppo precoce e inaspettata.
Attore
Debutto cinematografico
Un dipinto su muro raffigurante Bruce Lee

Il suo debutto nel mondo cinematografico Hong Kong avvenne molto presto: aveva addirittura solo tre mesi d'età quando fu scelto per il ruolo del neonato nel film Golden Gate Girl (1941). Fra i sei ed i diciassette anni partecipò a ben sedici pellicole, anche se il primo film di un certo riguardo lo interpretò a diciotto anni: si tratta di The Orphan (Ren hai gu hong, 1958, ma distribuito solo due anni più tardi), un film che tratta l'argomento della criminalità giovanile.

Mentre Bruce era negli Stati Uniti abbandonò ogni idea di un film sulle arti marziali. Tuttavia, il produttore di “Batman”, William Dozier, quando il suo parrucchiere gli raccomandò Bruce Lee dopo aver visto la sua dimostrazione nel torneo “Long beach karate” del 1964, lo invitò per un'audizione, durante la quale impressionò il produttore con le sue dimostrazioni veloci sulle arti marziali e si aggiudicò un posto interpretando Kato accanto a Van Williams nella serie TV Il calabrone verde. Lo spettacolo sarebbe durato solo per una stagione (1966-1967). Interpretò Kato anche in tre episodi della serie “Batman” che era prodotta dalla stessa compagnia del Calabrone verde. La serie non ebbe grande successo in patria e ne venne girata una sola stagione (26 episodi).

Seguirono apparizioni da caratterista nelle serie televisive: Ironside e Here come the brides. Nel 1969 Lee fece anche la sua prima apparizione in un film americano: L'investigatore Marlowe. Dove interpreta il ruolo di un killer assunto per intimidire il detective privato Philip Marlowe. Nel 1971 apparve in quattro episodi della serie TV Longstreet, nella quale interpretava l'istruttore di arti marziali del personaggio che da il nome alla serie: Mike Longstreet. Bruce ebbe anche l'idea di una sua serie televisiva chiamata Messaggi da forze sconosciute. L'idea di Lee fu rielaborata più tardi nel tempo e chiamata Kung fu. Il ruolo del monaco nel selvaggio west, ambito da Lee, fu dato a David Carradine poiché il colosso cinematografico americano era convinto che un Cinese nel ruolo di protagonista non avrebbe mai potuto catturare l'attenzione del pubblico americano.
Successo

Lee interpretò il suo primo ruolo da protagonista in Il furore della Cina colpisce ancora (The Big Boss, 1971). Ebbe un enorme, incredibile successo ai botteghini di tutta l'Asia, e lo catapultò verso la celebrità. Arrivò come star nel film Dalla Cina con furore (Fist of Fury, 1972), che fu un altro grandissimo successo. Fondò poi una propria casa di produzione: la Concord Production, al 50% col boss della Golden Harvest Raymond Chow. Sotto tale egida co-produsse, scrisse, diresse e interpretò L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente (The Way of the Dragon, 1972). Nell'Urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente, Lee introdusse Chuck Norris come suo rivale, nella scena dello scontro finale nel Colosseo. In realtà Lee e Norris avevano già lavorato assieme qualche anno prima ad Hollywood, sul set del film Missione compiuta... (The wrecking Crew, 1969), il primo come "Karate Advisor" ed il secondo come stuntman. Il loro duello nel Colosseo divenne il combattimento di arti marziali più celebre nella storia del cinema, richiese tre giorni di riprese e venti pagine di minuziose descrizioni in sceneggiatura. Fu filmato in esterni al Colosseo, ma il duello vero e proprio venne realizzato negli studi Golden Harvest in Hong Kong.

Verso la fine del 1972, mentre stava già lavorando al progetto di 'The game of death', la Warner gli offrì il ruolo di protagonista in I tre dell'Operazione Drago, (Enter the Dragon, 1973). Era l'occasione che Lee attendeva da sempre, il poter diventare una stella a livello mondiale. Questo sarebbe, e fu il film, che lo consacrò come divo internazionale. Ne fu non solo protagonista, ma coreografo di tutti i combattimenti e coproduttore con la sua Concord Production. Sfortunatamente, il destino pose fine alla giovane vita di Lee appena qualche mese dopo la fine delle riprese, circa un mese prima che il film fosse distribuito nelle sale. Data fissata per la prima U.S.A. l'agosto 1973. Stando alle dichiarazioni di Linda Lee, inserite nei contenuti speciali del DVD, sul set de I tre dell'Operazione Drago, Lee, fu infastidito e sfidato numerose volte da uno stuntman, che lo punzecchiava con frasi sminuitive. Lee, gli rispondeva che non gli interessava, cosa pensasse di lui, ma un giorno era di pessimo umore, e come dichiarò Bob Wall: "..era più grosso di Bruce e cercava di colpirlo, di fargli male. Era in gamba, ma Bruce riusciva a schivare i colpi, finché non 'aprì il fuoco'. Lo scaraventò contro il muretto e gli fece sanguinare la bocca. Poi lo mise in condizioni di impossibilità a muoversi, mentre sembrò sussurrargli qualcosa del tipo... 'occorre maggiore preparazione'. Non solo da allora il tipo non infastidì più Bruce, ma Lee, non lo cacciò. Gli disse solo di tornarsene al suo posto".

I tre dell'Operazione Drago divenne uno dei più importanti film dell'anno, fu il secondo maggior incasso della Warner Bros dopo L'Esorcista, e consolidò l'immagine di Bruce Lee come leggenda delle arti marziali. Costò solo 850.000 dollari nel 1973, un budget ridicolo per gli standard americani: tenendo conto dell'inflazione, circa 3,74 milioni di dollari attuali.[8] Incasso oltre 8 milioni di dollari in prima edizione, e tra riedizioni in tutto il mondo si calcola abbia incassato, ad oggi, circa 100 milioni di dollari. Sancì l'apice della moda delle arti marziali, lanciata pochi mesi prima dal successo di 5 dita di violenza (King Boxer, con la star di Hong Kong Lo Lieh); moda che avrebbe portato nel 1975 al successo della canzone pop Kung Fu Fighting cantata da Carl Douglas. I tre dell'Operazione Drago, partito come semplice "istant-movie" per sfruttare la moda del kung-fu, ha dimostrato una reputazione duratura ed è cresciuto negli anni come massimo esempio del genere anni '70, al punto che il Los Angeles Times (che lo aveva stroncato all'epoca) lo rivalutò definendolo nel 1993 "Il Via col vento del genere kung-fu". Nel 1998 fu brevemente rieditato nei cinema americani in edizione restaurata, e una copia è conservata al Congress Library degli USA.
"Morte accidentale"
« Dopo 27 anni dalla morte di Bruce Lee sento ancora molte persone che mi dicono che Bruce ha cambiato le loro vite dandogli un vero scopo nella vita. »

(Linda Lee, vedova di Bruce Lee)
Tomba di Bruce Lee a Seattle, con accanto quella del figlio Brandon

Il 10 maggio 1973 si verificò un segno premonitore: Bruce ebbe un collasso negli studi Golden Harvest mentre procedevano con il doppiaggio de I tre dell'Operazione Drago. Fu colto da vomito, febbre altissima, nonché forti convulsioni che interessavano tutto il corpo. Immediatamente trasportato all'ospedale più vicino, il dott. Wu in particolare (neurochirurgo) riscontrò che era in corso un edema cerebrale. Gli fu somministrato prontamente del Manithol, un medicinale atto a ridurre il gonfiore al cervello, e Bruce sopravvisse. Il giorno della morte, stranamente, Bruce non accusò nessun sintomo ricollegabile al precedente collasso avuto a maggio. Doveva cenare in un ristorante con l'attore George Lazenby. Bruce incontrò il produttore alle 14.00 a casa per discutere riguardo al film Game of death. Lavorarono fino alle 16.00 e poi andarono insieme a casa di Betty Ting Pei, attrice taiwanese. I tre controllarono la sceneggiatura e, visto che Lee disse di non sentirsi ancora bene, Chow se ne andò per primo all'appuntamento.

Per alleviare l'emicrania di Lee, Ting Pei gli aveva prescritto un potente analgesico ora proibito, l'Equagesic, contenente sia aspirina che meprobamato. Alle 19.30 circa, Bruce si coricò in camera di Betty. Chow, non vedendo arrivare i due, telefonò a Betty, che per tutta risposta disse di non riuscire a svegliare Lee. Chow si precipitò nell'appartamento, e dopo vari tentativi di soccorso Betty chiamò il proprio medico personale, che accorso passò dieci minuti nel cercare di rianimarlo, inutilmente. Fu deciso così di trasportarlo immediatamente in ospedale con l'ambulanza, al Queen Elizabeth Hospital. Non c'erano ferite esterne visibili; tuttavia, il suo cervello mostrava gli inconfondibili segni dell'edema acuto che lo uccise nel sonno, nel corso di un coma dal quale mai si risvegliò. Il suo cervello, che mediamente in un adulto pesa attorno ai 1400 grammi, ne pesava 1575 (un aumento del 13%). Bruce aveva solo trentadue anni. Le uniche due sostanze trovate durante l'autopsia, nello stomaco e colon, furono i due componenti dell'Equagesic e irrisorie quantità di cannabis. Il 15 ottobre 2005, Chow dichiarò che Lee morì per un'ipersensibilità al rilassante del muscolo, contenuto nell'Equagesic (il meprobamato). Il meprobamato è un ingrediente molto comune negli antidolorifici. Quando i dottori annunciarono ufficialmente la morte di Bruce Lee, fu dichiarato dal dott. Langford che era morto per una reazione allergica, ad uno o ad entrambi i componenti dell'Equagesic. Il verdetto finale fu di: "morte accidentale".

Un'altra teoria non ufficiale, dice che Bruce morì per una reazione della combinazione Equagesic-cannabis[senza fonte], all'epoca consumata sotto forma di hashish. Il dottor Wu suggerì, come conclusione del referto ufficiale sulla morte, che Lee dovesse essere ipersensibile a quel farmaco o all'hashish, e che il ruolo della cannabis non poteva interamente essere escluso. Ad appoggiare la sua teoria il fatto che, durante il primo collasso, nel corpo di Bruce non c'era traccia di Equagesic. Le cause della morte di Lee sono ancora oggi, fra gli appassionati e milioni di suoi fan in tutto il mondo, oggetto di discussione. Lo stato da icona e la morte inusuale di Lee in giovane età, condusse diverse persone a sviluppare le più disparate teorie sulla sua repentina morte, alcune delle quali sono state citate in un numero speciale (almanacco) di Martin Mystère uscito nel 1993, dedicato all'Estremo Oriente.

Dopo la morte di Bruce, Linda tornò nella sua città natale a Seattle, ove seppellì suo marito nel lotto 276 del cimitero di Lakewiew. Suo figlio Brandon Lee, oggi gli è sepolto a fianco. Tra i portatori della bara al secondo funerale (dopo quello di Hong Kong), tenutosi in forma strettamente privata a Seattle, c'erano: Steve McQueen, James Coburn, Chuck Norris, Dan Inosanto, Taky Kimura, Peter Chin e il fratello minore, Robert Lee.
Apparizioni televisive

* The green hornet (1966-1967) Kato
* Batman (3 episodi) (1966) Kato
* Ironside (26 ottobre 1967) Leon Soo
* Blondie Bruce Lee recita in un episodio nella parte di un istruttore di arti marziali che allena un divo dello spettacolo per aiutarlo ad affrontare un prepotente.
* Here come the brides (9 aprile 1969) Lin
* Longstreet (quattro episodi) (1971) Li Tsung
* The Pierre Berton Show (1971) se stesso (intervista)

Filmografia

Solo questi qui di seguito sono film realmente interpretati da Bruce Lee. Altri titoli col suo nome, sono un'operazione postuma.

* 1941 - Golden gate girl
* 1946 - The birth of Mankind
* 1948 - Fu gui fu yun
* 1949 - Meng li xi shi
* 1950 - Xi lu xiang
* 1951 - Ren zhi cue
* 1953 - Qian wan ren jia
* 1953 - Fu zhi guo
* 1953 - Ku hai ming deng
* 1953 - Ci mu lei
* 1953 - Wei lou chun xiao
* 1955 - Gu xing xue lei
* 1955 - Gu er xing
* 1955 - Ai
* 1955 - Ai xia ji
* 1955 - Er nu zhai
* 1956 - Zhia dian na fu
* 1957 - Lei yu
* 1960 - Ren hai gu hong
* 1967 - Ironside (serie) Tv
* 1968 - L'investigatore Marlowe (Marlowe)
* 1971 - Il furore della Cina colpisce ancora (Tang shan da xiong o The Big Boss)
* 1972 - Dalla Cina con furore
* 1972 - L'urlo di Chen terrorizza anche l'occidente (Meng long guojiang o Way of the Dragon)
* 1972 - Game of Death, progetto incompiuto raccolto nel documentario Bruce Lee: la leggenda (2000)
* 1973 - I tre dell'Operazione Drago (Enter the Dragon).
* 1978 - L'ultimo combattimento di Chen
* 1980 - Game of Death 2 - L'ultima sfida di Bruce Lee

Doppiaggio

Quanto alle edizioni e doppiaggi italiani, i primi tre film giunti in Italia (Dalla Cina con furore, Il furore della Cina colpisce ancora e L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente) vennero doppiati presso gli studi CDS dalla cooperativa CD, con Cesare Barbetti che presta la voce a Lee. Invece, I tre dell'Operazione Drago venne curato dalla SAS ed è Carlo Sabatini a doppiare Bruce. Infine, ne L'ultimo combattimento di Chen (doppiaggio Cvd), il protagonista è doppiato da Luigi La Monica. Mentre nell'apocrifo L'ultima sfida di Bruce Lee (1980), il personaggio di Lee (Billy Lo, cioè il protagonista di Game of Death) è doppiato dal futuro comico Massimo Lopez.
Produzioni postume
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L'ultimo combattimento di Chen

Due anni dopo la morte di Bruce Lee, il regista Lin Ping dirige Good Bye Bruce Lee (Yung chun ta hsiung, 1975) utilizzando il più somigliante dei "sosia" del grande attore: l'atletico Ho Chung Tao (nome d'arte: Bruce Li). La storia riprende le idee che Bruce aveva per il suo Game of Death, rimaneggiandole e privandole dell'aspetto filosofico che più stava a cuore all'attore. È solo uno delle decine di film speculanti su Lee ed interpretati da una pletora di sosia, tra Hong-Kong e Taiwan.

Nel 1977 la casa cinematografica che possiede i diritti del materiale girato di Game of Death decide di sfruttare l'enorme successo e notorietà che la morte di Bruce sta suscitando in giro per il mondo.[senza fonte] Affida così al regista Robert Clouse, che ha già diretto I tre dell'Operazione Drago, un progetto particolare: prendere il materiale girato dall'attore prima della morte, rimaneggiarlo e farne un film. Esce così nel 1978 L'ultimo combattimento di Chen (Game of Death/Xi wang youxi).

Le scene di arti marziali aggiunte sono coreografate dall'allora esordiente Sammo Hung; vengono richiamati alcuni attori amici di Bruce Lee, come il maestro Dan Inosanto, e per finire vengono scelti ben tre attori diversi per interpretare le parti mancanti del film. Malgrado l'operazione commerciale sia di dubbio gusto, riscuote molto successo e l'esempio viene seguito da altri.[senza fonte]

Nel 2000, ventidue anni dopo, il regista e scrittore John Little ritrova il materiale originariamente girato da Bruce Lee prima di morire. Detto materiale, giaceva dimenticato negli archivi della casa cinematografica Golden Harvest[senza fonte] Il regista decide così di rimasterizzare il materiale trovato, e di montarlo, seguendo le indicazioni che lo stesso Bruce Lee aveva lasciato. Per completare il lavoro, fa recitare ad alcuni attori le parti mancanti, ed aggiunge alcune interviste a persone che avevano conosciuto l'attore in vita. Il risultato è un film-documentario, Bruce Lee: la leggenda (Bruce Lee: A Warrior's Journey), che tenta di rendere onore dopo tanti anni all'ultimo lavoro di Bruce Lee. Quello che si sarebbe potuto considerare il suo testamento spirituale, se ne avesse fatto un film vero; la natura homevideo di "Bruce Lee-La Leggenda", lo colloca invece in un contesto di revival generale, che vede proliferare documentari e libri. Sovente, esclusivamente operazioni di puro marketing.[senza fonte]
Film-biografia

L'enorme clamore provocato dalla morte improvvisa dell'attore, ha creato numerosissimi film-biografia diversissimi fra di loro: ognuno vorrebbe raccontare come "veramente" sono andati i fatti.

Nel 1976 l'attrice Betty Ting Pei, nella cui casa è deceduto tre anni prima Bruce Lee, appare in un film biografico sul suo rapporto con l'attore. Esce così Io... Bruce Lee (Lei Siu Lung jyu ngo, 1976), nel quale l'attrice dichiara apertamente la sua storia d'amore con Bruce Lee. Inoltre il film, sembra un grido di disperazione dell'attrice contro tutti quelli che l'hanno accusata di aver sfruttato la morte dell'amante per far parlare di sé. Il che è paradossalmente vero, considerando che è protagonista indiscussa di un film come questo che la beatifica. La parte di Bruce è interpretata da Danny Lee (Li Siu Hsien, in seguito star del genere poliziesco made in Hong Kong, in numerosi film tra cui The Killer di John Woo).

Nel 1978 esce Bruce Lee Supercampione (Li Hsiao Lung chuan chi) di Ng See Yuen (il più giovane regista del kung-fu anni '70) con Ho Chung Tao nel ruolo di Bruce Lee. Critica: nel film l'attore viene dipinto con un carattere forte ai limiti del "teppismo", prestandosi facilmente alla lotta ed alla violenza, tutto all'opposto della realtà. Un pregio del film è però quello di ripercorrere tutti i luoghi dove Bruce Lee ha girato i suoi film, ed in molti casi usando le stesse comparse (nella parte romana, appaiono gli stuntmen Cianfriglia e Nicola Di Gioia, all'epoca attivi nel poliziesco e nel western, nonché Roberta Ciappi attrice vista anche in I padroni della città di Fernando di Leo). Da notare infine, come nel film si faccia solo un veloce accenno alla moglie Linda ed ai figli di Bruce.

È del 1993 la trasposizione cinematografica del romanzo di Linda Lee del 1989, Dragon - La storia di Bruce Lee. Linda racconta la storia del marito aggiungendo però molto romanticismo ed il punto di vista soggettivo: al contrario di Bruce Lee Supercampione, il ruolo di Linda nella storia è predominante. Il film vede Jason Scott Lee vestire i panni del campione. L'attore, digiuno di arti marziali, è stato scelto dal regista Rob Cohen perché, a suo dire, è più facile insegnare un minimo di arti marziali ad un attore che insegnare recitazione ad un artista marziale; la persona che ha addestrato Jason Scott Lee nel Jeet Kune Do è Jerry Poteet, uno degli allievi originali di Bruce Lee. Nel film appare, nella piccola parte di una cantante in una festa, Shannon Lee, la figlia di Bruce e Linda.

A partire dagli anni Ottanta e poi nei Novanta, una fioritura in tutto il mondo di libri su Bruce Lee ha contribuito a rinverdirne il mito. Negli Stati Uniti, indefesso divulgatore dell'opera di Bruce Lee è John Little, film-maker e scrittore. In Italia è stato lo sceneggiatore, scrittore e saggista, Lorenzo De Luca autore dei primi libri in lingua italiana non solo su Lee, ma anche sul fenomeno del cinema di Arti Marziali, che hanno contribuito a divulgare non solo il Piccolo Drago, ma anche gli allora poco conosciuti Jackie Chan, Sammo Hung e Lau Kar Leung, presso una nuova generazione di fans italiani. De Luca è stato anche regista di Dragonland (2008), il primo documentario made-in-Italy sul cinema di Arti Marziali, nel quale appaiono numerosi personaggi che conobbero Lee: (Lau Kar Leung, Sergio Martino, Gordon Liu, Malisa Longo e numerosi altri), ed è anche il solo filmmaker italiano a godere di un certo riconoscimento presso le star del Kung-Fu, Gordon Liu e Jackie Chan in primis.

La leggenda di Bruce Lee è una serie televisiva proveniente dalla Cina. Consta di 30 episodi da 47 minuti l'uno e va in onda sul canale Rai 4 a partire dal 4 aprile 2009. Si tratta della biografia televisiva dell'indimenticabile artista marziale cino-americano Bruce Lee, trasmessa dalla televisione di Stato cinese (CCTV) in occasione delle Olimpiadi del 2008. Danny Chan Kwok-kwan, già interprete di film come Shaolin Soccer e Kung Fusion, veste nel telefilm i panni di Bruce Lee in un'ottima prova interpretativa sostenuta da un’eccezionale preparazione atletica. Il racconto della serie prende avvio dalla seconda metà degli anni Cinquanta, quando a Hong Kong il giovane Bruce Lee inizia ad accostarsi all'arte del kung fu. Recentemente il mistero che avvolge le morti di Bruce e Brandon Lee è stato oggetto d'una puntata di Voyager (Rai 2) con ospiti quali il regista Enzo G.Castellari, lo sceneggiatore Lorenzo De Luca (che incontrò Brandon pochi mesi prima del tragico incidente) ed altri.

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