domenica 19 ottobre 2008

Patagonia: Storm Jacket 'ecologica'

Capo e' realizzato in poliestere riciclato
(ANSA) - ROMA, 17 OTT - Il marchio Patagonia lancia la Storm Jacket, giacca ecocompatibile realizzata in materiale riciclabile e che percio' puo' essere riciclata. E' fatta con poliestere riciclato ed e' riciclabile grazie al Common Threads Recycling Program. Vestire ecologicamente, sapendo di essere in sintonia con l'ambiente, e' da sempre la mission di Patagonia, che utilizza materiali ecocompatibili, come il pile, ottenuto da bottiglie di plastica riciclate, o il cotone biologico, coltivato senza usare pesticidi.

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martedì 14 ottobre 2008

Devi scordarti di me



Anche a voi "sta canzone ha veramente scassato 'u cazz" ?

:)

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VICENDA MASO: CONCESSA LA SEMILIBERTA'

MILANO - Il tribunale di sorveglianza di Milano ha concesso la semiliberta' a Pietro Maso, condannato a 30 anni per aver ucciso nel '91 i genitori. Maso, detenuto nel carcere milanese di Opera, all'epoca dell'omicidio, commesso con l'aiuto di tre amici, aveva 19 anni. Fu condannato a 30 anni a Verona, nel febbraio 1992, condanna poi confermata in Appello e in Cassazione.


Maso e' uscito dal carcere per un permesso premio, il secondo, a Pasqua del 2007. Il primo risale all'ottobre 2006. Il duplice omicidio venne denunciato da Pietro, che aveva sostenuto di aver fatto la scoperta al ritorno a casa dalla discoteca, trovando i corpi dei genitori distesi in una pozza di sangue vicino ad una scala interna della casa. I coniugi Maso, Antonio e Rosa, erano stati uccisi con bastonate alla testa, e in un primo tempo si era pensato al tragico esito di una rapina.

Dopo tre giorni di interrogatori, Pietro e i suoi tre amici, Giorgio Carbonin, Paolo Cavazza, con il diciasettenne B.D., avevano ceduto e confessato. Il delitto era stato architettato appunto perche' Maso potesse ottenere l'eredita', cosi' da mantenere quello stile di vita e di consumi che lo aveva fatto emergere tra gli amici del paese. Dalle indagini era emerso che Pietro aveva pensato anche ad eliminare le sue due sorelle, per essere l'erede di tutte le sostanze paterne.

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lunedì 13 ottobre 2008

MICHAEL HUTCHENCE degli INXS

Jim Morrison australiano per eccellenza.....Michael Hutchence degli INXS. Nasce a Sydney, il 22 gennaio 1960. All’età di 4 anni si trasferisce con la famiglia a Hong Kong. Fin dall’infanzia comincia a esibirsi come cantante di canzoni per bambini. Nel 1972 gli Hutchence tornano a Sydney; a scuola, Michael incontra Andrew Farriss, con cui fa amicizia. Insieme ai fratelli (Tim e Jon Farriss) e Kirk Pengilly formano i Farriss Brothers, che cominciano a esibirsi nei pub. Nel 1980 cambiano nome in INXS, e nel 1982 si procurano un contratto, grazie al quale incidono il primo album "Shabooh Shoobah". La forza trainante del gruppo da subito risulta il cantante, “animale da palcoscenico” che ricorda il carisma di Mick Jagger e Jim Morrison. Il gruppo ottiene un discreto seguito internazionale, ma quando nel 1986 Michael fa il suo debutto cinematografico in “Dogs in space”, il grande successo deve ancora arrivare. Arriva con “Kick”, del 1987: un best-seller in tutto il mondo. ”.

Dopo un tour lungo ma gratificante, Michael incide un album intitolato “Max Q” con il musicista e produttore Ollie Olsen; il disco rimane tuttavia a lungo nei cassetti della casa discografica. Nel 1989, dopo aver vestito i panni di Percy Bysshe Shelley nel film "Frankenstein unbound", diretto da Roger Corman. All’inizio degli anni ’90 Hutchence comincia a incarnare altri aspetti della tipica popstar: fa parlare di sé per i suoi eccessi e per le relazioni con Kylie Minogue prima, e con Paula Yates (già moglie di Bob Geldof) poi. Nel 1995, a fronte di un successo stabile con gli INXS (ma lontano dai fasti di “Kick”), comincia a incidere con Andy Gill (Gang of Four) il suo primo, vero disco solista. Dopo la pubblicazione di “Elegantly wasted” degli INXS nella primavera 1997, nel gennaio 1998 viene trovato morto, strangolato da una cintura, probabilmente in seguito a un “gioco erotico

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venerdì 10 ottobre 2008

PLAGIO Giusy Ferreri Non ti scordar mai di me 2008 Alter Bridge Coming home 2007


Sentite queste due canzoni e poi ditemi se non si assomigliano.....Ahh tiziano ferro la sentita l'anno scorso e poi copia e incolla...ciao


PLAGIO

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IN RUSSIA ALCI UBRIACHE IN AUTOSTRADA, UN MORTO

MOSCA - Alci ubriache sono entrate in autostrada vicino a Mosca e sono state travolte dalle auto, causando un morto e alcuni feriti. A causare lo stato di ebbrezza degli animali sono stati i frutti di cui le alci si nutrono, che in questo periodo dell'anno sono già maturi, cadono dagli alberi e fermentano sul terreno. Lo riferisce l'agenzia russa online Newsru.com.

A Briekovo, a sud della capitale russa, un'alce si è introdotta di corsa in autostrada ed è stata investita da due auto. Fortunatamente non c'é stata nessuna tragica conseguenza né per i passeggeri delle autovetture né per l'animale, che dopo l'impatto si è subito rialzato ed ha continuato la sua corsa. "E' sbucato così all'improvviso che non ho avuto il tempo di frenare, mi ha sfondato il parabrezza ed è scappato", ha detto Alexander, autista di una delle due vetture coinvolte nell'incidente.

A Iegoriskoe, sempre vicino Mosca, un'altra alce ha investito un'auto, ma, questa volta, le conseguenze sono state molto più gravi: nello scontro il mezzo si è infatti ribaltato, uccidendo un passeggero e ferendo gravemente il guidatore. Anche l'alce è morta sul colpo.

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giovedì 9 ottobre 2008

Disastro Vajont - 45 anni dopo.





Vajont è il nome del torrente che scorre nella valle di Erto e Casso per confluire nel Piave, davanti a Longarone e a Castellavazzo, in provincia di Belluno (Italia).

La storia di queste comunità venne sconvolta dalla costruzione della diga del Vajont, che determinò la frana del monte Toc nel lago artificiale. La sera del 9 ottobre 1963 si elevò un immane ondata, che seminò ovunque morte e desolazione.


La stima più attendibile è, a tutt'oggi, di 1910 vittime.

Sono stati commessi tre fondamentali errori umani che hanno portato alla strage: l'aver costruito la diga in una valle non idonea sotto il profilo geologico; l'aver innalzato la quota del lago artificiale oltre i margini di sicurezza; il non aver dato l'allarme la sera del 9 ottobre per attivare l'evacuazione in massa delle popolazioni residenti nelle zone a rischio di inondazione.


Fu aperta un'inchiesta giudiziaria. Il processo venne celebrato nelle sue tre fasi dal 25 novembre 1968 al 25 marzo 1971 e si concluse con il riconoscimento di responsabilità penale per la previdibilità di inondazione e di frana e per gli omicidi colposi plurimi.


Ora Longarone ed i paesi colpiti sono stati ricostruiti.

La zona in cui si è verificato l'evento catastrofico continua a parlare alla coscienza di quanti la visitano attraverso la lezione, quanto mai attuale, che da esso si può apprendere.

dal sito: www.vajont.net

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Crisi delle banche...











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lunedì 6 ottobre 2008

PROFONDO ROSSO PER BORSE, "DA LEADER UE MISURE ANTICRISI"

ROMA - "Tutti i dirigenti dell'Unione europea dichiarano che ognuno di loro prenderà tutte le misure necessarie per assicurare la stabilità del sistema finanziario". Lo ha dichiarato Nicolas Sarkozy, presidente francese e in esercizio dell' Unione europea.

Il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi in una dichiarazione diffusa da Palazzo Chigi aveva infatti annunciato: "Tutti i leader dell'Unione Europea rendono noto che ciascuno di loro prenderà qualunque misura sia necessaria per mantenere la stabilità del sistema finanziario - sia attraverso l'immissione di liquidità tramite le Banche Centrali, sia mediante azioni mirate su singole banche, sia attraverso il rafforzamento degli schemi di protezione dei depositi. Continueremo ad adottare - conclude Berlusconi - le misure necessarie per proteggere il sistema affinché i singoli risparmiatori nelle nostre banche non subiscano alcuna perdita nei loro risparmi".


L'indice Dow Jones perde il 3,35% e scende sotto la soglia dei 10.000 punti per la prima volta da ottobre 2004 (a 9.979,0 punti).

BORSE EUROPA PEGGIOR CALO DAL 1987 - Le Borse europee si trovano a fronteggiare la loro peggior seduta dal 1987. L'indice paneuropeo Dj Stoxx 600 cede il 7% mentre, tra i singoli mercati, Londra perde il 5,99% e Francoforte il 5,57%.

MILANO: MIBTEL AFFONDA -8%, S&P/MIB AI MINIMI STORICI - Affonda Piazza Affari in scia alle Borse europee con il Mibtel in calo dell'8,26% a 17.973 punti e lo S&P/Mib l'8,61% a 23.681 punti. Per l'indice S&P/Mib è il peggior calo da quando è stato istituito, nel settembre 2004, dopo che é ora è sceso sotto quota 24 mila punti. L'indice che raccoglie i maggiori titoli di Piazza Affari scivola ai minimi storici, cedendo il 9,17% a 23.535 punti.

EURO SOTTO 1,35 DOLLARI, A MINIMI DA AGOSTO 2007- L'euro è in picchiata: le quotazioni della divisa unica sono scese sotto gli 1,35 dollari per la prima volta dall'agosto del 2007. Lo scrive la Bloomberg.

UNICREDIT: PESANTE IN BORSA DOPO PIANO ANTI-CRISI
Unicredit tenta il recupero in Piazza Affari tra una sospensione e l'altra. Il titolo, che ora viene ripetutamente congelato al rialzo, segna una flessione del 2,63% e riagguanta la soglia psicologica dei 3 euro. Fra gli operatori circolano voci su un possibile addio di Profumo, ma a pesare potrebbe essere anche il tentativo di un allineamento al prezzo di sottoscrizione dell'aumento di capitale da 3 miliardi (6,6 il piano complessivo), individuato dall'istituto a quota 3,08 euro (chiusura venerdì).

HYPO RE AFFONDA A FRANCOFORTE (-34%)
Affondano le quotazioni di Hypo Real Estate alla Borsa di Francoforte. Il colosso dei mutui tedesco, salvato in queste ore dal Governo di Berlino con una mossa varata dal cancelliere Angela Merkel da 50 miliardi di euro, vede il titolo precipitare del 34% a quota 4,89 euro. In fase d'apertura il titolo aveva fatto registrare un tonfo del 50 per cento. Hypo Re è la seconda banca tedesca nel campo dei mutui immobiliari e commerciali con attività per 400 miliardi.

BUNDESBANK GARANTISCE PRESTITO 35 MLD A HYPO RE
La Bundesbank ha comunicato di aver dato le sue garanzie sul finanziamento da 35 miliardi di euro a favore della banca Hypo Re, nell' ambito del nuovo piano di salvataggio dell' istituto. La garanzia servirà a coprire le esigenze di liquidità della banca sul breve termine. Il prestito durerà fino alla fine di ottobre, è stato precisato. Le garanzie apposte dalla banca centrale tedesca fanno riferimento alla 'tranche' di finanziamento pari a 35 miliardi ad opera dello Stato, cui andranno ad aggiungersi in base al nuovo piano 15 miliardi erogati dal settore finanziario. Il totale dell'intervento è così di 50 miliardi, come precisato ieri; il nuovo piano ha sostituito il precedente, che valeva in tutto 35 miliardi.



PROFUMO: CRISI SOTTOVALUTATA

"Cambiamenti significativi" sul mercato dopo il crac Lehman, "una crisi che non ha precedenti" dal '29, e che impone ''un maggior bisogno di capitale per il sistema bancario", ma anche "errori di valutazione". Questo il quadro presentato dall'ad di Unicredit, Alessandro Profumo, per spiegare l'aumento di capitale da 6,6 miliardi di euro annunciato nella notte. La Borsa ha reagito con durezza e il titolo è entrato agli scambi con un tonfo del 13,4% a 2,6 euro. Più che la ricapitalizzazione, sul mercato sembra pesare la revisione al ribasso delle stime a fine anno (da 0,52 a 0,39 euro per azione) e un'incertezza sulla capacità del management di gestire la situazione: "I manager stessi - ha detto un operatore - sembra non sappiano cosa fare, visto che fino a venerdì smentivano di avere allo studio aumenti di capitale". "Siamo e continuiamo a essere una banca molto solida", ha detto Profumo nel corso di una conferenza telefonica con la comunità finanziaria. "Chiaramente abbiamo sottovalutato le condizioni del mercato", ha concesso. "Abbiamo un trend operativo buono e credo che questo sia importante", ha comunque aggiunto. Il quadro impone però grande prudenza: "E' impossibile prevedere se l'utile per azione diluito al 2010" sarà in linea con i target, ha detto. "E' difficile dire se ci sarà un'ulteriore deterioramento della situazione o i mercati si riprenderanno".

Unicredit, è emerso intanto, segna solo nel terzo trimestre svalutazioni per 700 milioni di euro nelle attività di investment banking, 500 dei quali rispetto a strumenti abs (sono titoli garantiti da attività). Tra gli attivi che il gruppo intende dismettere per rafforzare il patrimonio (l'obiettivo è di un ratio 'core tier 1' al 6,7% per fine anno) figura prevedibilmente anche la quota in Generali, legata a un bond convertibile in scadenza a dicembre. Sul pacchetto, ha spiegato Profumo, "non c'é alcun hedging (copertura dal rischio, ndr)". Il prezzo di esercizio del bond è a 25,43 euro, rispetto a un valore in Borsa in questo momento di Generali a 21,98 (-3,38%). L'ad Unicredit ha poi anche fornito qualche dettaglio sulla tempistica dell'operazione annunciata ieri. L'assemblea degli azionisti è attesa a metà novembre e l'emissione dei titoli legati all'aumento di capitale prevista tra dicembre e gennaio. Un analista finanziario ha anche chiesto a Profumo come mai il gruppo abbia smentito fino all'ultimo ipotesi di aumento di capitale, ricordando che è stato ad esempio negato dal deputy ceo Paolo Fiorentino in un'intervista pubblicata solo venerdì. L'ad ha così ribadito che il gruppo non ci stava lavorando: Il consiglio di amministrazione è stato convocato venerdì notte - ha detto - con l'intenzione di dare un forte segnale lunedì mattina a clienti, dipendenti e azionisti".


SVEZIA E DANIMARCA GARANTISCONO DEPOSITI BANCHE
Anche la Svezia e la Danimarca corrono ai ripari contro la crisi dei mutui, con garanzie dei depositi bancari studiate per evitare una fuga del risparmio dagli istituti di credito. La Svezia ha annunciato stamani una garanzia sui depositi bancari fino a 500.000 corone (circa 51.100 euro) a persona, raddoppiando il margine di copertura abituale, per far fronte alla crisi internazionale. Una misura "destinata a fare in modo che i risparmiatori continuino ad aver fiducia nel sistema bancario", hanno detto in una nota congiunta il ministro delle Finanze Anders Borg e il responsabile per i mercati, Mats Odell, secondo quanto riporta la France Presse. La Danimarca ha invece stretto un accordo con le banche commerciali, che finanzieranno un fondo per garantire tutti i depositi. Le banche commerciali - secondo quanto riporta la Bloomberg - forniranno 6,4 milioni di dollari nei prossimi due anni per costituire un fondo che assicurerà i titolari di conti correnti contro le perdite: una somma pari al 2% del prodotto interno lordo che però non graverà sulle tasche dei contribuenti.

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sabato 4 ottobre 2008

LEGAORCEANA 2008/2009

Commenti,inchieste tutto per voi ogni Martedi

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