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giovedì 10 novembre 2011

I figli dei Talent Che fine fanno i vincitori degli show? Dai trionfi di Mengoni all'oblio di Scanu

Servono o non servono? Effimero e fatuo fuoco di paglia o assicurazione duratura sulla vita artistica di chi non era nessuno e si scopre famoso grazie alla tv, la via più breve verso la celebrità? I talent show ogni anno non negano un provino a migliaia di persone. Selezione dopo selezione rimangono una decina di concorrenti. Uno solo vince. Ma quanti vengono ricordati? Quanti rimangono famosi in quanto celebri - i 15 minuti di gloria di cui parlava Andy Warhol - e chi resterà davvero scolpito nel bronzo del tempo musicale?

Successi e no
Gli Aram Quartet l'anno scorso si sono sciolti, eppure vinsero la prima edizione di «X Factor», quella che lanciò Giusy Ferreri (seconda): il suo «Gaetana», con alcuni brani scritti da Tiziano Ferro, fu un successo improvviso e travolgente, quindi altri due album e un Festival di Sanremo: una carriera che aveva preso forma ma che via via sembra essersi sgonfiata. L'anno dopo tocca a Matteo Becucci, perso nel gorgo dei dimenticati, ma i vincitori morali paiono The Bastard Sons of Dioniso (sconfitti di soli 16 voti): scaricati dalla Sony, si sono autoprodotti il loro nuovo «Per non fermarsi mai». Quella che ce la fa è Noemi, fuori dal podio, ma il suo primo album «Sulla mia pelle» viene certificato multiplatino (oltre le 120 mila copie) e lei riesce a salire sul palco di Sanremo e ad aprire i concerti di Vasco Rossi. La terza edizione è quella di Marco Mengoni, non certo una meteora (anche l'ultimo «Solo 2.0» si piazza in classifica al primo posto). Ma che fine hanno fatto Giuliano Rassu e Yavanna, secondi e terzi quell'anno? Il quarto giro è nel nome di Nathalie, ma se si guardano le vendite fa un certo effetto passare dai numeri di Giusy Ferreri - «Gaetana», il primo album era stato multiplatino - a quelli di Natalia Beatrice Giannitrapani (il vero nome di Nathalie): «Vivo sospesa» non arriva nemmeno a 30 mila copie. E Nevruz (allora terzo) dove è finito?Se è meglio stendere un velo pietoso su «Star Academy» - naufragato dopo tre puntate causa bassi ascolti, chiuso senza finale e senza vincitore - la fabbrica dei sogni di «Amici» è senz'altro più solida: da lì sono usciti Marco Carta (primo nel 2008) e Valerio Scanu (secondo nel 2009), due che con il traino del programma di Maria De Filippi sono riusciti a vincere pure a Sanremo. Carta ha pubblicato tre album, ma la freccia delle vendite è in discesa: «Il cuore muove», il suo ultimo lavoro, si è fermato a 35 mila copie. Già esaurito l'effetto «Amici»? Che su Scanu, a guardare le copie vendute non si è nemmeno fatto sentire più di tanto: sempre abbonato al disco d'oro (oltre le 30 mila copie), anche con l'album post-Sanermo.

Che numeri
Tutt'altri numeri invece per Alessandra Amoroso: tre cd sempre premiati come multiplatino, in attesa di «Cinque passi in più», in uscita a dicembre. Emma Marrone vende oltre 120mila cd di «A me piace così» e «Sarò libera», uscito da sei settimane, è già diventato disco d'oro (oltre 30 mila copie). L'ultimo vincitore, Virginio Simonelli, cammina sul filo: ce la farà o no? Ma di Dennis Fantina (primo nel 2002), Giulia Ottonello (prima nel 2003) e Timothy Snell (terzo nel 2003), Antonino Spadaccino (primo nel 2005), Rita Comisi (terza nel 2006), Federico Angelucci (primo nel 2007), Roberta Bonanno (seconda nel 2008), Luca Napolitano (terzo nel 2009), Matteo Macchioni (quarto nel 2010) si sono perse le tracce.

La parola a Mara Maionchi, produttrice discografica, prima in giuria a «X Factor», ora ad «Amici»: «I talent sono un'occasione per farsi conoscere, per un artista - se è di qualità - è sufficiente anche solo la possibilità di farsi ascoltare o vedere». Ma la spinta televisiva non si esaurisce troppo in fretta? «In 40 anni di carriera ho visto più fuochi di paglia che non realtà autentiche. Tutto può essere un fuoco di paglia, non solo i talent, anche manifestazioni come Sanremo: quanti giovani sono stati lanciati dal Festival? Dall'Accademia di Sanremo è uscito Tiziano Ferro (scoperto proprio dalla Maionchi assieme al marito, ndr ), poi da allora non è uscito più nessuno. Nathalie o Becucci non hanno fatto grandi carriere per il momento. Può succedere, come per il vino, che un'annata sia meno buona di altre». Secondo lei, la differenza tra un buon dilettante e un buon professionista sta nella convinzione: «Non credo agli artisti che non sono capiti, credo ad artisti che magari hanno sì il talento, ma che non sanno lavorarlo nella maniera giusta o con la stessa forza e voglia di fare che hanno altri. L'impegno, la determinazione, l'applicazione fanno la differenza».

Virginio Simonelli, 26 anni, ultimo uscito dal forno di «Amici», deve ancora capire come sarà la sua carriera: il suo «Finalmente» è andato bene, ma non benissimo (disco d'oro per le oltre 30mila copie), ora sta registrando il suo primo album: «Il mio bilancio non può che essere positivo. Ho fatto un disco e un tour che sono andati ben oltre le mie aspettative». Però meno bene rispetto ad altri, non trova? «Fare il cantante di questo tempi non è per niente facile, essere cantautore aggiunge un peso maggiore a tutto questo. Le mie canzoni hanno bisogno di un po' più di tempo, ne sono consapevole».

Bicchiere mezzo pieno
Elio (quello delle Storie Tese) è passato dall'«X Factor» di Rai2 a quello di Sky: «L'esito dell'X Factor del 2010 per i miei parametri è ottimo», aveva detto alla viglia della partenza del programma. Rispetto alla Maionchi, di Nathalie vede il bicchiere mezzo pieno: «È una che ci sta provando da tantissimi anni e grazie al talent ha inciso un disco e ora si sta esibendo dal vivo. Lo stesso si può dire di Nevruz e Cassandra. È una trasmissione che dà opportunità a gente che le cerca e le merita».
Il jazzista Stefano Bollani boccia invece l'idea stessa della competizione: «Se c'è una cosa che non mi piace è la gara tra gente che deve far musica». E non risparmia l'industria della musica: «La discografia cerca i ragazzi che escono dai talent perché sono disperati, non vendono più niente e cercano la star da spremere per due o tre anni. Questi sono ragazzi di 20 anni che vengono spremuti per tre stagioni e poi vanno dallo psicologo».
corriere.it

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La guerra di Grazia Letizia , la vedova di Lucio Battisti Ha vinto una causa contro la Sony sull'utilizzo dei brani del marito. L'ultima di una lunga

La Sony non potrà più pubblicare i testi delle canzoni di Lucio Battisti. La notizia arriva dal Tribunale di Milano: le Edizioni Musicali Acqua Azzurra, che detengono i diritti dei brani dell'indimenticato Lucio nazionale, hanno vinto la loro battaglia contro il colosso giapponese. Che aveva pubblicato due raccolte senza richiedere l'autorizzazione. Fin qui niente di strano, questioni di normale copyright (violato). Se non fosse che la maggioranza di Acqua Azzurra appartiene a Grazia Letizia Veronese, ovvero la moglie di Lucio Battisti. Oltreché al figlio Luca. E non ci sarebbe nulla di strano nemmeno qui, l'arrabbiatura della vedova ci sta, se non fosse che Letizia è permanentemente in guerra. Contro chi cerca di lucrare ( a suo dire) sull'immenso patrimonio emotivo oltreché materiale lasciatoci dal caro Lucio . Solo giovedì, la famiglia aveva vinto un'altra causa intentata contro il comune di Molteno, vicino a Lecco ( dove Lucio ha vissuto negli ultimi anni della sua vita e riposa) che per anni aveva organizzato una kermesse dedicata al cantante, 15.000 euro di risarcimento. Un mese fa la polemica con il comune di Roma in questo caso per una mostra in cui si esponevano quadri di Lucio, secondo la famiglia non del tutto autentici. In estate era stato impedito alla Rai (e a Mogol) di far sentire un inedito, «Il Paradiso non è qui» che avrebbe dovuto far parte di «Una giornata uggiosa», perla del 1980. E così via: Grazia Letizia non permette a nessuno, salvo che in rari casi, di esser depositario della memoria del marito che solo lei può centellinare. Non parla mai Letizia, nessuna intervista, nessun presenzialismo, fedele alla regola che si diede col consorte, quando decisero, alla fine degli anni'70, di andare in «esilio» dalla notorietà e dalle leggi dello starsystem. Un' altra vedova celebre, per esempio Dori Ghezzi in De André, ha scelto strade diverse. Ovvero di condividere con tutti, sempre e comunque, il lascito del marito. Scatenando profluvi di tributi, omaggi, premi dedicati al grande Faber. Per Grazia Letizia, devono evidentemente parlare solo le canzoni, così come furono concepite dal grande Lucio, senza mediazioni di sorta. Probabilmente , come dicevano i latini, in medio stat virtus.
corriere.it

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lunedì 24 ottobre 2011

Tuo figlio ascolta heavy metal? Ha la depressione

MILANO -Da quando ha iniziato a risuonare all'interno delle arene e dei club, dalla metà degli anni'70, gliene hanno dette di tutti i colori al povero heavy metal. Alle sonorità più dure del rock, giornalisti , critici generici (e associazioni dei genitori) hanno nel tempo indirizzato le seguenti accuse: che ispirasse sette sataniche, che fosse bianco e razzista, che incitasse alla violenza.

LO STUDIO - Ora ci si mette pure la scienza: Katrina Mc Ferran, ricercatrice e musicoterapeuta dell'Università di Melbourne ha pubblicato uno studio, effettuato su 1000 ragazzini tra i 13 e 18 anni e riportato da diverse riviste musicali anglosassoni, secondo cui chi ascolta heavy metal sarebbe portato a sviluppare sintomi depressivi, rispetto ai coetanei che si dilettano col rock, l'hip hop o, chissà mai, la mazurka. «Molti ragazzi si avvicinano alla musica in modo positivo: per migliorare il proprio stato d'animo o avere più energia mentre studiano. Non così chi ascolta heavy metal». [Esplora il significato del termine: PERICOLOSA - E, secondo la ricercatrice, tale negativo approccio all’ascolto può diventare pericoloso: « Quando uno di loro ascolta lo stesso album e la stessa canzone più e più volte, ossessivamente e ripetitivamente, lo fa per isolarsi ed evadere della realtà. Se un giovane protrae a lungo queste abitudini, è allora che il genitore deve preoccuparsi: il ragazzo potrebbe soffrire di ansia o depressione o, peggio, avere tendenze suicide. I genitori devono chiedere ai figli: questo genere di musica come ti fa sentire? E impedire loro di ascoltarla, se i sintomi corrispondono a quelli predetti». Povero metal. E dire che qualche anno fa, in Inghilterra in questo caso, era uscita un’altra ricerca di un cattedratico di psicologia. Dove invece si sosteneva che il genere venisse ascoltato da piccoli geni perché «più complesso» e scatenante «funzioni catartiche». Mah. ] PERICOLOSA - E, secondo la ricercatrice, tale negativo approccio all'ascolto può diventare pericoloso: « Quando uno di loro ascolta lo stesso album e la stessa canzone più e più volte, ossessivamente e ripetitivamente, lo fa per isolarsi ed evadere della realtà. Se un giovane protrae a lungo queste abitudini, è allora che il genitore deve preoccuparsi: il ragazzo potrebbe soffrire di ansia o depressione o, peggio, avere tendenze suicide. I genitori devono chiedere ai figli: questo genere di musica come ti fa sentire? E impedire loro di ascoltarla, se i sintomi corrispondono a quelli predetti». Povero metal. E dire che qualche anno fa, in Inghilterra in questo caso, era uscita un'altra ricerca di un cattedratico di psicologia. Dove invece si sosteneva che il genere venisse ascoltato da piccoli geni perché «più complesso» e scatenante «funzioni catartiche». Mah.
corriere.it

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lunedì 17 ottobre 2011

SYMPHONY X + PAGAN'S MIND + DGM - Live Club, Trezzo sull'Adda (MI)

In questa ventosa giornata, mentre i Symphony X tornano finalmente a suonare in quel del nostro Belpaese, la nazionale italiana di calcio pareggiava con la Serbia. Per molte persone il calcio è tutto, per altre è solamente un contorno, mentre per alcune è veramente tempo perso: sicuramente tutta la gente presente al Live Club ha dovuto scegliere tra quello che si è rivelato un ottimo concerto e quella che, invece, non è stata una bellissima partita (per quel che mi riguarda la scelta non è stata molto difficile).

Per raccontarvi questa serata comincio dalla location: ci troviamo al Live Club di Trezzo sull'Adda (MI), locale che ancora una volta si dimostra di primo livello e che, ospitando delle band di una certa caratura ed importanti eventi di svariati generi, si attesta tra le migliori realtà della scena live del nostro Paese.

DGM
class="verde">DGM. Il gruppo è riuscito a scaldare il pubblico presente che, fortunatamente per chi ne era parte, ha deciso di non presentarsi solamente all'approssimarsi degli headliner (molte persone indossavano infatti le magliette dei DGM). Numerosi intrecci di chitarra (Simone Mularoni, che ha pure avuto un problema allo strumento, prontamente risolto) e di tastiera (Emanuele Casali) rendono l'ascolto sempre piacevole e coinvolgente, il tutto grazie anche alla convincente prova ed alle interazioni con il pubblico da parte del singer Mark Basile. Un prog complesso ma potente, condito da una carica incredibile ci ha fatto per un momento dimenticare per quale band la maggior parte del pubblico fosse presente: i DGM sono stati un'ottima sorpresa soprattutto per la grande carica che sono riusciti ad infondere in me e nel pubblico del Live Club.

1. Heartache
2. Enhancement
3. No Looking Back
4. ... In a Movie
5. Brand New Blood
6. Hereafter

PAGAN’S MIND
Dopo il cambio palco, si presentano sullo stage i norvegesi Pagan's Mind. Il loro sound risulta meno pesante rispetto ai predecessori DGM, ma un buon coinvolgimento del pubblico non tarda ad arrivare. Unica pecca del loro spettacolo (non imputabile alla band, va detto) è stata la quasi completa mancanza delle tastiere, il cui volume era insufficiente a renderne evidenza. Anche in questo caso il tasso tecnico dell'esibizione è altissimo: il chitarrista Jorn Viggo Lofstad ha mostrato un'ottima dimestichezza sia con le ritmiche serrate che con gli assoli molto veloci e complicati, il bassista Steinar Krokmo (pur essendo un 'bel paciarotto' ed uno dei pochi musicisti metal a presentarsi sul palco con i sandali...) è stato molto efficace e di sicuro impatto, anche considerata la prestazione batteristica di Stian Kristoffersen. Tutta la band sembra divertirsi molto durante la performance (il tastierista, Ronny Tegner, ci ha proprio 'goduto' mentre sollevava le tastiere in una sorta di estasi musicale): i Pagan's Mind sono veramente fortunati a riuscire a suonare con il sorriso sulle labbra (cosa che non tutte le band di un certo livello riescono a fare); questa sensazione si è propagata anche agli spettatori che hanno sicuramente gradito.

1. Contact
2. Eyes Of Fire
3. Intermission
4. God's Equation
5. United Alliance
6. Coming Home
7. Walk Away In Silence
8. Through Osiris' Eyes

I DGM ed i Pagan's Mind non si sono certamente risparmiati: il titolo di 'spalla' sta sicuramente stretto ad entrambe le band! Ma adesso arrivano i...SYMPHONY X
Di bene in meglio...
Finalmente è l'ora dei Symphony X. All'arrivo sul palco della band il pubblico rompe gli indugi (se mai ce ne sono stati) e accoglie gli americani con un tripudio: il Live Club è quasi pieno e le urla riempiono l'aria fino ad inondare tutto il locale. Non me ne vogliano le altre due band, ma subito dalle prime note di Iconoclast si comprende che i Symphony X hanno una marcia in più: tutto quello che sentiamo sui loro album viene riproposto all’ennesima potenza durante i live e questo concerto non fa eccezione. La potenza, la precisione e la complessità dei pezzi vengono esaltate dall’esecuzione del quintetto, che di poco si allontana da quanto suonato in studio. La setlist del concerto, come si poteva ipotizzare, è incentrata sulle tracce dell’ultimo album Iconoclast, di sapore ‘antico’ troviamo poi la canzone Inferno (Unleash the Fire) tratta da The Odyssey e Of Sins And Shadows da The Divine Wings of Tragedy (canzone che ormai è entrata in quasi tutti i concerti dei Symphony X). Dopo la solita piccola pausa, il concerto si conclude con tre pezzi estratti da Paradise Lost: Eve of Seduction, The Serpent's Kiss e Set the World On Fire (The Lie Of Lies), insomma, una chiusura potente e degna del resto del concerto...

…a parte i suoni.
La cosa che mi ha lasciato esterrefatto sono stati i suoni, che ne hanno limitato l’ascoltabilità del concerto (soprattutto all’inizio). All’entrata dei Symphony X sul palco i suoni erano troppo ‘impastati’: la chitarra di Michael Romeo si perde nell’amalgama generale, mentre la cassa di Jason Rullo risulterà, questa per tutto il concerto, purtroppo, eccessivamente alta, tanto da coprire -nei momenti di doppia cassa veloce- quasi tutti gli altri strumenti.
Una volta sistemati i suoni abbiamo assistito ad una prova superlativa: tutti i componenti del gruppo erano in ottima forma a partire dal frontman Russell.

Già, propro Russell: mamma mamma, ho visto Russell Allen, Oh my God!
Sinceramente quello che mi ha colpito maggiormente dell’intero concerto è stato Russell Allen: cantante di incredibili capacità vocali, presenza scenica e con una capacità di interazione con il palco degna dei più grandi. Già all’entrata on stage Russell dimostra di essere molto amato dal pubblico: con pochi gesti e parole riesce ad infiammare ulteriormente il cuore e la voce dei presenti. Nel proseguio del concerto, oltre alla performance vocale priva di sbavature, Russell si è reso protagonista di vari siparietti comici tra i quali la presa in giro di uno spettatore bevitore d’acqua (ricordando a tutti, col bicchiere in mano, che quello che stava bevendo è stato inventato da un suo amico di nome Jack…. Jack Daniel’s!) e l’asciugamano finito in faccia a Micheal Romeo mentre lo stesso stava eseguendo uno dei suoi famosi ed impossibili assoli: Romeo, comunque, ha portato a termine il solo senza alcun problema. Russell ha poi dedicato al pubblico italiano (“i migliori di tutti”) la canzone When All Is Lost (per me la miglior canzone di Iconoclast e del concerto intero).

1. Iconoclast
2. End of Innocence
3. Dehumanized
4. Bastards of the Machine
5. Electric Messiah
6. When All is Lost
7. Children of a Faceless God
8. Heretic
9. Inferno (Unleash the Fire)
10. Of Sins and Shadows

--- Encore ---

11. Eve of Seduction
12. Serpent's Kiss
13. Set the World on Fire (The Lie of Lies)

Mi dispiace molto per tutte quelle persone che non hanno potuto partecipare a questo concerto -e molto di più per quelle che hanno scelto la partita. Tre band che hanno dato tutto per i propri fans: tecnica, velocità, potenza e tanto cuore. Il pubblico presente ha sicuramente gradito ed ha cercato di fare di tutto per far sentire ai musicisti il proprio calore.
Ottimo concerto.

See you next time!

UNA VOCE DA ROMA
Come già avvenuto per il concerto dei Sunn O))), a seguire vi esponiamo brevemente le nostre considerazioni sulla tappa romana del tour. Direttamente dalla penna del nostro Eugenio Usai "Metal4Ever90": a voi la lettura!

Bellissima serata quella a cui ho assistito domenica 9 ottobre all'Alpheus di Roma. Era una ghiotta occasione quella di vedere i Symphony X dal vivo nella mia città ed io, da bravo progster che sono, non me la sono certo lasciata sfuggire.
Tutto inizia bene: i DGM e i Pagan's Mind sono autori di una bellissima prova e l'acustica sembra alquanto buona. Purtroppo è proprio con l'ingresso degli headliner che la qualità dei suoni diventa una barzelletta: i volumi del microfono e della chitarra vengono aumentati a dismisura coprendo del tutto tastiere, batteria e basso e questo penalizza non poco l'incredibile prestazione dei Symphony X, che ci servono sul piatto quasi tutta la violenza dell'ultimo disco (ben 8 le canzoni di Iconoclast eseguite stasera) e le mazzate del precedente Paradise Lost.
Menzione particolare la merita il vocalist Russel Allen: ebbene, state certi che un frontman come lui è dura trovarlo, eccezionale nel divertire e tenere in pugno il pubblico, mentre le abilità canore che possiede le conosciamo quasi tutti.
Insomma, si è trattata comunque di una splendida serata, anche se c'è da dire che non ho mai visto un gruppo headliner trattato come un gruppo di apertura... Eppoi sì, in effetti non ha molto senso alzare i volumi in un localetto di 100 mt quadri con 500 persone circa dentro... Ha senso, direi, se siamo in un'arena tipo l'Olimpico di Roma, o il S. Siro di Milano. Non in un locale abitualmente adibito a discoteca.

Un applauso ai fonici!
metallized.it

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giovedì 22 settembre 2011

I R.E.M. si sciolgono, fine di una band storica

Everybody hurts, "Tutti soffrono", cantavano i R.E.M. E oggi a soffrire sono proprio i fan del gruppo. Perché con un annuncio a sorpresa sul loro sito, dopo 31 anni di attività la band americana annuncia lo scioglimento.Ai nostri fan e ai nostri amici: come R.E.M., come amici di una vita e co-cospiratori, abbiamo deciso di smettere di essere una band. Ce ne andiamo con grande senso di gratitudine, di compiutezza, e di stupore per tutto ciò che abbiamo realizzato. A chiunque sia mai stato toccato dalla nostra musica va il nostro più profondo ringraziamento per averci ascoltato". Così recita lo scarno comunicato, che suggerisce una separazione consensuale, senza screzi.

Rem, trent’anni di carriera: ecco le foto più belle

La band, una delle più importanti nella storia del rock degli ultimi decenni, ha prodotto 15 album, tra i quali “Murmur”, “Reckoning”, Document, “Out of Time” e “Automatic For the People”. E sono tantissime le canzoni che ebbero un successo clamoroso: da “Losing my religion” a “Everbody Hurts”. La loro ultima opera, “Collapse Into Now”, era uscita solo lo scorso marzo. Si sa che i R.E.M. hanno passato l'estate in uno studio di Athens, in Georgia, ma non si sa ancora se uscirà un album «postumo». Per il momento, It's the End Of the World As We Know It.

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venerdì 3 giugno 2011

Ministri - Milano Non Ha Scelta


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domenica 20 febbraio 2011

VECCHIONI VINCE IL FESTIVAL DI SANREMO

[Esplora il significato del termine: MILANO - È Roberto Vecchioni il vincitore del 61esimo Festival di Sanremo. Classe 1943, il «professore» della musica italiana si aggiudica la finalissima battendo, con la sua Chiamami ancora amore, i Modà con Emma e Al Bano, terzo. Prova che la gaffe e le successive polemiche sul televoto che l’hano riguardato personalmente, alla fine non l’hanno penalizzato. «Dedico questa vittoria al popolo italiano che io amo da morire e alle donne, che sono importantissime, sono molto meglio degli uomini tantissime volte»» ha detto Vecchioni prima di riesibirsi per l’ultima volta sul palco dell’Ariston. Il cantautore riceve anche il Premio della Critica intitolato a Mia Martini, segno di un verdetto unanime che poche volte si riscontra al Festival. Ringrazia Morandi e la sua squadra («Avete unito l’Italia») e poi, prima di eseguire di nuovo la sua canzone ci scherza su: «Ormai l’ho cantata sei volte... vuoi che ti faccia Luci a San Siro?». Ma il Festival è il Festival, il vincitore dve celebrare il successo cantando dopo il verdetto. E Vecchioni prima di cominciare confessa: «Non me l’aspettavo mai...»] MILANO - È Roberto Vecchioni il vincitore del 61esimo Festival di Sanremo. Classe 1943, il «professore» della musica italiana si aggiudica la finalissima battendo, con la sua Chiamami ancora amore, i Modà con Emma e Al Bano, terzo. Prova che la gaffe e le successive polemiche sul televoto che l'hano riguardato personalmente, alla fine non l'hanno penalizzato. «Dedico questa vittoria al popolo italiano che io amo da morire e alle donne, che sono importantissime, sono molto meglio degli uomini tantissime volte»» ha detto Vecchioni prima di riesibirsi per l'ultima volta sul palco dell'Ariston. Il cantautore riceve anche il Premio della Critica intitolato a Mia Martini, segno di un verdetto unanime che poche volte si riscontra al Festival. Ringrazia Morandi e la sua squadra («Avete unito l'Italia») e poi, prima di eseguire di nuovo la sua canzone ci scherza su: «Ormai l'ho cantata sei volte... vuoi che ti faccia Luci a San Siro?». Ma il Festival è il Festival, il vincitore dve celebrare il successo cantando dopo il verdetto. E Vecchioni prima di cominciare confessa: «Non me l'aspettavo mai...»[Esplora il significato del termine: I FINALISTI - Tra i tre artisti arrivati in finale, Al Bano rappresentava sicuramente la principale sorpresa: il cantante pugliese era stato infatti eliminato e poi ripescato grazie al televoto. «Io le chiudo dentro le emozioni. Sono calmo, tranquillo» ha detto prima di cantare ancora una volta per il «playoff» definitivo. Vecchioni ha dedicato la sua finalissima alla moglie, con parole che hanno commosso tutto l’Ariston. «La prima sera ero emozionato ma in quei quattro minuti non mi sono mai sentito solo perché amore c’era quel filo che mi lega a te da 30 anni», ha spiegato riferendosi a Daria Colombo, sposata nell’81. «Condividere il podio con il maestro e il professore è una grande emozione, non ho neanche le parole» ha ammesso Kekko dei Modà. UNITI AL RUSH FINALE - Gianni Morandi e la sua squadra si sono presentati uniti anche al rush finale. Smoking per gli uomini e abiti lunghi per le signore, come in ogni grande occasione che si rispetti. Elegantissime Belen Rodriguez e Elisabetta Canalis, che con Luca e Paolo hanno illustrato a inizio serata il meccanismo attraverso il quale viene determinato il vincitore, provando a scongiurare così le polemiche alla vigilia della finalissima sul televoto. Quindi l’esibizione dei dieci artisti in gara, rimasti a metà serata in tre. Gara a parte, Sylvester Stallone non si è fatto vedere (problemi di contratto con la Rai) ma all’Ariston sono arrivati Massimo Ranieri e Avril Lavigne. Luca e Paolo mattatori coi loro duetti politici in perfetta par condicio, l’omaggio a Cochi e Renato e soprattutto le uscite fuoriprogramma. Come quella di Luca Bizzarri che dopo cinque giorni ha scherzato sulla politica del bipartisan, andando a briglia sciolta. «Possibile che in questo Paese uno non può dire quel che pensa? Bisogna dire un po’’ da una parte un po’ dall’altra. Io penso i cazzi miei!». NEL BLU DIPINTO DI BLU - «L’Italia è in assoluto uno dei miei Paesi preferiti. L’ho girata tutta, la adoro, amo la cultura italiana e il cibo. Gli uomini sono pieni di passione e romanticismo» ha detto la Lavigne dopo aver cantato. Frase da copione ma alla super ospite internazionale tutto si perdona. Più emozionante la presenza di Ranieri. L’artista partenopeo prima, con Luca e Paolo, ha incrociato musica napoletana e genovese. Poi, è riuscito a far cantare finalmente anche il cerimoniere Morandi, regalando al pubblico in sala e a quello a casa un momento di grande musica. L’Ariston si è acceso quando i due cantautori hanno intonato Volare. Un tripudio. «Viva Mimmo» ha urlato Ranieri, rivolgendo il suo pensiero a Modugno. Nei giorni scorsi c’erano state polemiche per il fatto che la celebre canzone non fosse stata inserita tra le quattordici proposte dagli artisti in gara nella serata-evento per i 150 anni dell’Unità d’Italia e raccolte poi nel cd Nata per unire. Stasera Morandi ha voluto riparare al ] I FINALISTI - Tra i tre artisti arrivati in finale, Al Bano rappresentava sicuramente la principale sorpresa: il cantante pugliese era stato infatti eliminato e poi ripescato grazie al televoto. «Io le chiudo dentro le emozioni. Sono calmo, tranquillo» ha detto prima di cantare ancora una volta per il «playoff» definitivo. Vecchioni ha dedicato la sua finalissima alla moglie, con parole che hanno commosso tutto l'Ariston. «La prima sera ero emozionato ma in quei quattro minuti non mi sono mai sentito solo perché amore c'era quel filo che mi lega a te da 30 anni», ha spiegato riferendosi a Daria Colombo, sposata nell'81. «Condividere il podio con il maestro e il professore è una grande emozione, non ho neanche le parole» ha ammesso Kekko dei Modà.

UNITI AL RUSH FINALE - Gianni Morandi e la sua squadra si sono presentati uniti anche al rush finale. Smoking per gli uomini e abiti lunghi per le signore, come in ogni grande occasione che si rispetti. Elegantissime Belen Rodriguez e Elisabetta Canalis, che con Luca e Paolo hanno illustrato a inizio serata il meccanismo attraverso il quale viene determinato il vincitore, provando a scongiurare così le polemiche alla vigilia della finalissima sul televoto. Quindi l'esibizione dei dieci artisti in gara, rimasti a metà serata in tre. Gara a parte, Sylvester Stallone non si è fatto vedere (problemi di contratto con la Rai) ma all'Ariston sono arrivati Massimo Ranieri e Avril Lavigne. Luca e Paolo mattatori coi loro duetti politici in perfetta par condicio, l'omaggio a Cochi e Renato e soprattutto le uscite fuoriprogramma. Come quella di Luca Bizzarri che dopo cinque giorni ha scherzato sulla politica del bipartisan, andando a briglia sciolta. «Possibile che in questo Paese uno non può dire quel che pensa? Bisogna dire un po'' da una parte un po' dall'altra. Io penso i cazzi miei!».

NEL BLU DIPINTO DI BLU - «L'Italia è in assoluto uno dei miei Paesi preferiti. L'ho girata tutta, la adoro, amo la cultura italiana e il cibo. Gli uomini sono pieni di passione e romanticismo» ha detto la Lavigne dopo aver cantato. Frase da copione ma alla super ospite internazionale tutto si perdona. Più emozionante la presenza di Ranieri. L'artista partenopeo prima, con Luca e Paolo, ha incrociato musica napoletana e genovese. Poi, è riuscito a far cantare finalmente anche il cerimoniere Morandi, regalando al pubblico in sala e a quello a casa un momento di grande musica. L'Ariston si è acceso quando i due cantautori hanno intonato Volare. Un tripudio. «Viva Mimmo» ha urlato Ranieri, rivolgendo il suo pensiero a Modugno. Nei giorni scorsi c'erano state polemiche per il fatto che la celebre canzone non fosse stata inserita tra le quattordici proposte dagli artisti in gara nella serata-evento per i 150 anni dell'Unità d'Italia e raccolte poi nel cd Nata per unire. Stasera Morandi ha voluto riparare al "torto" patito da Modugno e dalla storia della canzone italiana.

INIZIO AL BACIO - Inizio scoppiettante grazie al duo comico delle Iene, che sulle note di Grazie per te, le ha cantate ai compagni di viaggio. «Grazie Belen, per la tua grinta, che tu sia incinta oppure no. Dillo a Corona, non sei solo bona, ma una scienziata in confronto a lui». «Elisabettì certi balletti, no non farli più e se potrai al prossimo giro con Robert De Niro non ci parlar». «E gli orchestrali da circa un mese seduti lì, come si fa a trovare l'estro con un maestro brutto così». «Morandi che ci hai voluto, così cocciuto, la tua pensata è una cazzata ma è tardi ormai». Questo il testo. E in un clima festoso ma anche un po' malinconico, tipico di ogni ultimo appuntamento, Luca ha stampato un bacio sulla bocca a Morandi.

BELEN E CORONA. POI ELI BALLA - A dar luce alla serata, ci ha pensato Belen. Prima la bella argentina si è esibita cantando scalza sul palco, con il papà Gustavo, che l'ha accompagnata alla chitarra. Poi il siparietto con Gianni Morandi. «Cosa farai dopo il Festival?» ha chiesto il cantante-presentatore alla soubrette. «Cambierò fidanzato» ha scherzato lei. E poi si è affrettata a precisare: «È una battuta, dicono tutti che l'unica cosa sbagliata che ho è il fidanzato». La Canalis non è da meno. E per l'ultima serata prova a cimentarsi in un balletto sexy, con discreti risultati a livello tecnico, a dire il vero.

GAG E PAR CONDICIO - Tra l'esibizione di un artista e un altro, una nuova gag di Luca e Paolo su Morandi «Piergianni» e su Sanremo-Arcore. «Se Berlusconi non ha ancora telefonato vuol dire che il festival gli è piaciuto. Mi chiedo dove abbiamo sbagliato». «In realtà - spiegano poi - le ragioni per cui non ha telefonato sono altre: al festival c'è un via via di politici, come ad Arcore, i giornali stanno sempre a sfruculiare, come ad Arcore, le personalità straniere vengono messe in imbarazzo da domande incomprensibili, come ad Arcore, si canta, come ad Arcore, al casinò c'è Emilio Fede che gioca, come ad Arcore, c'è uno che è vecchio e che pure se non fa il suo mestiere e dice cagate piace al 50% degli italiani. Piergianni, hai fatto il festival di Arcore!». Come vuole la par condicio, poi Luca e Paolo non hanno risparmiato neanche il centrosinistra e le sue contraddizioni: dal caso Fiat alla guerra in Iraq, dall'immigrazione alle dimissioni di Berlusconi, nella satira sono finite le eterne incertezze di Pd e compagni.

ALONSO IN PRIMA FILA - Tra gli ospiti in sala, in prima fila, anche Fernando Alonso, volato a Sanremo per seguire da vicino la moglie Raquel del Rosario in gara con Luca Barbarossa. Il pilota della Ferrari è arrivato dalla Spagna, dove, sulla pista di Montmelò, era stato impegnato per diverse ore nelle prove con la nuova F150th Italia. «Si festeggiano i 150 anni dell'Unità d'Italia e abbiamo l'obbligo di vincere, ci proviamo. Sulla Ferrari abbiamo il tricolore» ha detto Alonso invitato sul palco dal cerimoniere Morandi.

SPOT SUL FINALE - Sul palco anche Milly Carlucci, che ha presentato il suo Ballando con le stelle che inizierà sabato prossimo. Altro spot sul finale, quando Morandi ha ospitato Nino Frassica e Giulio Scarpati, che hanno assistito a tutta la serata, per presentare la loro nuova fiction Cugino e cugino, in onda da martedì 22 febbraio su Rai1 per sei puntate.
CORRIERE.IT

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sabato 21 agosto 2010

Il teatro degli orrori

Siamo stanchi delle solite frittate rock italiane, stanchi dello sciatteria culturale che ci propinano le grandi case discografiche, stanchi di tutte le canzoncine che ascoltiamo in radio o "vediamo" in televisione, che durano sempre e soltanto l'arco di una stagione e poi -grazie a dio- non se ne sente più parlare.
ILTEATRO DEGLI ORRORI ha un ambizione più grande. Un quartetto rock bello classico, con una gran voglia di suonare della musica potente ma intrigante, violenta ma dai contenuti romantici, ignorante ma colta, un occhio ai Melvins ed uno a Dylan, un po' Birthday Party e un po' progressive.
Vi sembra poco? O è forse troppo? Ascoltare per credere.
Il Teatro Degli Orrori, il cui nome vorrebbe ispirarsi al Teatro delle Crudeltà di Artodiana memoria (e che per pudore, con questo non coincide), nasce all'inizio del 2005. L'idea di fare un gruppo nuovo di zecca fu inizialmente di Pierpaolo (voce e basso di One Dimensional Man), Gionata (voce e chitarra di Super Elastic Bubble Plastic) e Francesco (dall'estate 2005 alla batteria di One Dimensional Man), che dopo un periodo di prove in tre, decidono di chiedere a Giulio (ex chitarrista di One Dimensional Man) di unirsi alla formazione in qualità di bassista. E' solo a questo punto che la band decide di lavorare assiduamente e di darsi l' obiettivo di realizzare un disco; ma gli impegni di tutti nei confronti del proprio lavoro e dei rispettivi gruppi, rende il percorso di scrittura del nuovo repertorio, lento ed accidentato. E' infatti solo dopo ben due anni di prove, che Il Teatro Degli Orrori entra in studio di registrazione e realizza il suo primo album, "Dell' Impero Delle Tenebre".Registrato e mixato dallo stesso Giulio al Blocco A di Padova e al Natural Head Quarter di Ferrara nei mesi di Novembre/Dicembre 2006 e Gennaio 2007, il disco esce il 6 Aprile per l'editore Tempesta e viene distribuito da Venus. 12 tracce di rock moderno ed alternativo, con un occhio agli amori di sempre -Scratch Acid, Jesus Lizard, Birthday Party- l'altro alla tradizione cantautorale italiana, fanno di questo disco qualcosa di inedito: asprezze e dissonanze accompagnate da un cantato in italiano che aspira a possedere una poetica propria. Musica non per i piedi. Musica per il cervello.
"Ecco l'angoscia umana in cui lo spettatore dovrà trovarsi uscendo dal nostro teatro. Egli sarà scosso e sconvolto dal dinamismo interno dello spettacolo che si svolgerà sotto i suoi occhi. E tale dinamismo sarà in diretta relazione con le angosce e le preoccupazioni di tutta la sua vita. Tale è la fatalità che noi evochiamo, e lo spettacolo sarà questa stessa fatalità. L'illusione che cerchiamo di suscitare non si fonderà sulla maggiore o minore verosimiglianza dell'azione, ma sulla forza comunicativa e la realtà di questa azione.
Ogni spettacolo diventerà in questo modo una sorta di avvenimento. Bisogna che lo spettatore abbia la sensazione che davanti a lui si rappresenta una scena della sua stessa esistenza, una scena veramente capitale. Chiediamo insomma al nostro pubblico un'adesione intima e profonda. La discrezione non fa per noi. Ad ogni allestimento di spettacolo è per noi in gioco una partita grave. Se non saremo decisi a portare fino alle ultime conseguenze i nostri principi, penseremo che non varrà la pena di giocare la partita. Lo spettatore che viene da noi saprà di venire a sottoporsi ad una vera e propria operazione, dove non solo è in gioco il suo spirito, ma i suoi sensi e la sua carne. Se non fossimo persuasi di colpirlo il più gravemente possibile, ci riterremmo impari al nostro compito più assoluto.
"EGLI DEVE ESSERE BEN CONVINTO CHE SIAMO CAPACI DI FARLO GRIDARE".
Antonin Artaud, "Il teatro e il suo doppio", Einaudi PBE 1978, p.ne 8/9.

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lunedì 16 agosto 2010

Musica: tentato linciaggio per la cantante Tila Tequila su un palco dell'Illinois

MILANO - Vero e proprio tentativo di linciaggio nei confronti della cantante statunitense Tila Tequila durante un festival musicale underground in Illinois. Evidentemente non proprio l'ambiente adatto per la cantante di orgine vietnamita, in verità diventata celebre più che altro per un reality di Mtv «A Shot at Love with Tila Tequila» in cui lei, dichiaratamente bisessuale, doveva scegliere tra 16 ragazze e 16 ragazzi il suo partner ideale. A un certo punto dell'esibizione infatti gran parte del pubblico ha cominciato a lanciarle pietre e bottiglie di birra, seguita da feci ed urina presa dai bagni chimici. I lanci raggiungevano in alcuni casi il bersaglio colpendola anche al volto.LA FUGA - Tila Tequila è così scappata dall'assalto della folla inferocita (circa 2000 persone) e si è rinchiusa in una roulotte. «Queste persone cercavano di uccidermi. Dopo l’ultimo colpo in testa, la mia guardia del corpo e altri tipi della security mi hanno preso e portata di corsa alla mia roulotte. La loro security fa schifo e 2.000 persone ci sono corse dietro per cercare di uccidermi» ha dichiarato la cantante al sito statunitense Tmz. Tila Tequila si sarebbe poi barricata all'interno della roulotte fino all'arrivo della polizia che l'ha tratta in salvo.
corriere.it

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mercoledì 26 maggio 2010

Morto Peter Steele

E’ davvero difficile parlare della morte di una persona che già una volta ne aveva diffuso la notizia. Si resta col dubbio che possa trattarsi ancora di uno scherzo, anche se stavolta a confermarlo a Revolver Magazine e Fuse TV pare sia stato il chitarrista Kenny Hickey.Peter Steele (nome d'arte di Peter Ratajczyk, nato il 4 gennaio del 1962), cantante e bassista dei Type 0 Negative, sarebbe morto per una insufficienza cardiaca.

Prima di unirsi ai Type O Negative, Steele aveva fatto parte anche dei Fallout e dei Carnivore.

Nel 2005, dopo aver diffuso la notizia di essere ammalato di una serie di malattie, aveva fatto apparire sul sito ufficiale del gruppo una lapide che riportava la scritta “Peter Steele — 1962 — 2005... Free At Last”, ma la notizia si era rivelata subito infondata.

Restiamo in attesa di ulteriori conferme ufficiali da parte della band e della stampa statunitense.

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La polizia indaga sulla morte del bassista degli Slipknot

Paul Dedrick Gray, 38 anni, bassista degli Slipknot, è stato trovato morto intorno alle 10 e 50 del mattino del 24 maggio da un impiegato del TownePlace Suites di Des Moines, Urbandale (Iowa), dove la polizia sta indagando sul caso.

Gray era nato a Los Angeles ma si era trasferito in seguito nello Iowa. In dicembre aveva comunicato sul suo profilo MySpace che aspettava il primo figlio dalla moglie. “Sono l’uomo più felice della terra — letteralmente!” aveva scritto. “Questo è il miglior Natale che io abbia mai passato”.Lo scorso aprile era stato annunciato che avrebbe preso parte al superguppo Hail!, formato da Tim "Ripper" Owens (Beyond Fear, Yngwie Malmsteen, ex Judas Priest, Iced Heart), David Ellefson (Megadeth) e Andreas Kisser (Sepultura). Avrebbe evidentemente sostituito Ellefson, riunitosi con i Megadeth in occasione del tour.

Gray si è spesso scontrato in passato con le autorità, per incidenti stradali e possesso di stupefacenti ed egli stesso ha dichiarato di aver fatto uso di farmaci e droghe pesanti, fra cui l’eroina, ma, spinto dagli altri componenti del gruppo, aveva seguito un programma di riabilitazione a Los Angeles. Nonostante questo, era ricaduto nel baratro e solo l’incontro con la futura moglie lo aveva deciso a riprendere la disintossicazione. Si dichiarava pulito ormai da circa due anni.

Il medico legale che sta collaborando all’inchiesta eseguirà martedì l’autopsia e l’esame tossicologico per conoscere le cause della morte.

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mercoledì 31 marzo 2010

Recensione Baustelle, I mistici dell'occidente

"Se non fossimo soddisfatti di questo album, non lo avremmo pubblicato", così hanno detto i Baustelle in merito al loro quinto album. Be', certo, grazie. Strano intervistare un artista che dichiari "questo disco l'ho pubblicato così per caso, senza esserne troppo contento". Allora, cosa fa la differenza tra una dichiarazione dei Baustelle e quella di un artista qualsiasi? Semplice, che i Baustelle hanno ragione. Difficilmente parlano per nulla, difficilmente sbagliano e difficilmente non ti lasciano a bocca asciutta per l'emozione e con gli occhi lucidi per la commozione. Facilmente, invece, possono non piacere a tutti: troppo colti, troppo enigmatici (?), troppo indie...
"I mistici dell'occidente" non è un disco facile. Al primo ascolto si potrebbe pensare che sia un album molto eterogeneo, con un prima e un'ultima parte di brani molto forte e intensa, mentre quelli centrali forse più "pesanti" e meno immediati; il disco lo avrò ascoltato altre dieci volte, e la penso ancora così, con la differenza che potrei anche definirlo un vero e proprio capolavoro. Con un titolo simile, il disco non può che iniziare con un brano semi strumentale, "L'indaco", che sembra quasi una canzone di chiesa, con un testo, un duetto tra Francesco e Rachele, che penetra verso il finale e ti inchioda fino alla fine per capirne bene il significato. Si cambia subito tono con le chitarre e la batteria di "San Francesco", una delle migliori interpretazioni del Bianconi, un brano che esplode secondo dopo secondo, completamente diverso dal sound baustelliano al quale il pubblico è abituato, come del resto anche "La canzone della rivoluzione" che quando inizia non sai dove andrà a parare e "I mistici dell'occidente", che rimanda subito a Fabrizio De André e che riempie tutto intorno con un incontro-scontro di fiati da lasciare senza respiro (d'altronde, oltre a Lucio Dalla e a Renzo Arbore, chi può permettersi di far suonare in un album di musica italiana un clarinetto? Ecco, i Baustelle). Ve lo immaginate il Bianconi da piccolo che corre nei campi di girasole? Provateci, "Le rane" è una bellissima fotografia del tempo che passa e del confronto con il passato attraverso l'incontro con un amico di infanzia, una fotografia nostalgica smorzata da un ritmo di chitarre prima acustiche e poi elettriche che danno vita a un ritornello immediato come succede ne "Gli spietati", melodicamente perfetto, con un finale travolgente.

"Follonica" (o Folloniha, che dir si voglia), forse un po' ridondante, e "Groupies", richiamano vagamente le atmosfere de "La moda del lento" di brani come "Cin cin", mentre "La bambolina", accattivante per via della velocità del ritmo e della bella bella voce di Rachele, lascia velocemente il posto a i tre brani che chiudono splendidamente il disco. Un tesoro dietro l'altro, da scoprire piano, tre canzoni che ti inchiodano e non ti fanno muovere, che se sei arrivato sotto casa in auto, stremato alle tre e mezza di notte, ti costringono a rimanere in macchina, a spegnere il motore, abbassare il finestrino e accenderti una sigaretta, come se aperta la portiera, la magia di tutto il disco potesse svanire nell'aria primaverile. E allora giri la chiave abbassi un po' il volume, ti lasci coccolare dal pianoforte e dalla voce pungente di Francesco che canta straziato "Il sottoscritto", supportato dal sussurro di Rachele e da parole che ti continuano a girare in testa. Ti lasci rimandare alle arie di "Sussidiario illustrato della giovinezza" con "L'estate enigmistica", fresca ed incalzante che dietro all'allegro ritmo nasconde un stato d'animo inquieto e arreso. Ti lasci commuovere, infine, dai fiati e dall'intensità della voce di Rachele, lasciata sola a mettere la parola fine al disco. "L'ultima notte felice del mondo" è una canzone pericolosa, con una melodia evocativa almeno quanto struggenti sono le parole: "Per dimenticare di essere soli, di essere soli per sempre".
Eccolo il quinto album della band di Montepulciano: un disco avvolgente che sembra arrivare da un altro pianeta, dove gli strumenti suonano uno per uno prendendosi lo spazio che meritano, per non lasciare nulla al caso. Con "I mistici dell'occidente" Bianconi e compagni non si preoccupano più di fare premesse e di educare l'ascoltatore ad entrare nel mondo dei Baustelle, ma arrivano dritti in pancia e dritti nella orecchie, e da lì è meglio non toglierli. Credeteci.

(Daniela Calvi)

Tracklist:
"L'indaco"
"San Francesco"
"I mistici dell'occidente"
"Le rane"
"Gli spietati"
"Follonica"
"La canzone della rivoluzione"
"Groupies"
"La bambolina"
"Il sottoscritto"
"L'estate enigmistica"
"L'ultima notte felice del mondo"
rockol

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lunedì 15 febbraio 2010

Festival di Sanremo 2010


Fra poche ore, inizierà il Festival di Sanremo. In questo post, puoi lasciare il tuo pronostico sul vincitore. E' solo un gioco.. se indovinerai, non vinci nulla ma potrai ripetere.. "io l'avevo detto!"

Ecco gli artisiti in gara:

ARISA

Malamorenò

MALIKA AYANE

Ricomincio da qui

SIMONE CRISTICCHI

Meno male

TOTO CUTUGNO

Aeroplani

NINO D’ANGELO

Jammo jà

IRENE GRANDI

La cometa di Halley

FABRIZIO MORO

Non è una canzone

IRENE FORNACIARI feat. NOMADI

Il mondo piange

NOEMI

Per tutta la vita

POVIA

La verità

PUPO, EMANUELE FILIBERTO

con il tenore Luca Canonici

Italia amore mio

ENRICO RUGGERI

La notte delle fate

VALERIO SCANU

Per tutte le volte che

SONOHRA

Baby

da X FACTOR

MARCO MENGONI

Credimi ancora




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venerdì 5 febbraio 2010

WOLFMOTHER SPECIAL GUEST CONCERTO AC DC UDINE

Saranno i WOLFMOTHER LA SPECIAL GUEST CONCERTO AC DC UDINE
I Wolfmother sono un gruppo rock di Sydney, Australia. Il loro stile si rifà ai grandi gruppi degli anni '70, come Led Zeppelin, Black Sabbath, The Jimi Hendrix Experience, AC/DC, The Who, Deep Purple, The Doors, Cream e MC5.

Biografia
Inizi e primo album

I Wolfmother iniziano la loro carriera nel 2003, ma il loro nome comincia a circolare in Australia a partire dal 2004, con la pubblicazione dell'omonimo EP (mai uscito in Italia). L'EP 'Wolfmother' fu un discreto successo, imponendosi nelle selezioni radiofoniche ed arrivando a vendere più di 10000 copie.
Nel 2005, la band inizia a registrare l'album omonimo con il produttore Dave Sardy, a Los Angeles. L'album Wolfmother, composto da 12 canzoni, è stato pubblicato nell'ottobre 2005 in Australia. Le quattro canzoni già presenti nell'EP sono state registrate nuovamente e compaiono sul disco in una versione differente. Ottenuto il successo in patria, l'album è stato pubblicato anche nel resto del mondo, più precisamente il 24 aprile 2006 in Regno Unito e nel resto d'Europa, e il 2 maggio 2006 negli Stati Uniti. Le versioni non australiane contengono una traccia bonus ("Love Train"), originariamente registrata per uno spot per Apple.
Wolfmother è stato pubblicato anche in versione doppio vinile. La pubblicazione dell'album nel resto del mondo ha subito catapultato l'attenzione dei media musicali sui Wolfmother: il magazine Rolling Stone li ha inseriti nella graduatoria delle band da tener d'occhio nel 2006. Hanno inoltre stabilito un record: 6 delle 13 canzoni del disco sono state ritenute influenti nella classifica Triple J Hottest 100 dell'anno 2005 (con "Mind's Eye" al sesto posto). Tra marzo e giugno si sono esibiti in numerosi festival ed hanno presenziato inoltre ad alcuni celebri programmi televisivi, tra cui il "The Late Show with David Letterman" e il "Tonight Show with Jay Leno". In luglio sono in tour dapprima con 8 tappe in Australia e successivamente con un tour mondiale che li ha portati a suonare in Giappone, negli U.S.A. e un po' ovunque in Europa e nello stesso anno hanno fatto parte del tour dei Pearl Jam.
Cambio di formazione

Nell'agosto 2008, dopo alcune voci sullo scioglimento della band, è stata diffusa la notizia dell'allontamento del bassista e tastierista Chris Ross e del batterista Myles Heskett. Tutt'ora sta iniziando la seconda fase del progetto Wolfmother.[1]
Nel Febbraio 2009 sono stati annunciati i nuovi arrivi in formazione: il chitarrista Aidan Nemeth, il bassista-tastierista Ian Peres ed il batterista Dave Atkins. La nuova formazione è ora in fase di registrazione del secondo album; i brani furono composti tutti prima dell'abbandono di Ross e Heskett, e Stockdale ha detto di averne circa 17 pronti per il nuovo album.[2] Nel frattempo è stata rilasciata una nuova canzone, Back Round, scaricabile gratuitamente dal sito ufficiale dei Wolfmother, ad anticipare l'uscita dell'album Cosmic Egg, prevista per quest'estate.
Cosmic Egg (2009-oggi)

I componenti del gruppo iniziarono ufficialmente il 5 gennaio 2009 e sono stati confermati come: chitarrista Aidan Nemeth, bassista e tastierista Ian Peres e il batterista Dave Atkins nel mese di febbraio.

La band si è esibita in due concerti di beneficenza a Melbourne e Sydney 14 marzo, per Sound Relief, il sostegno alle vittime degli incendi di “Victorian bushfires”. La nuova formazione comincia a registrare il suo primo album nel marzo 2009.

I Wolfmother hanno svolto anche un nuovo brano confermato “Back Round” Live at the MTV Australia Video Music Awards il 27 marzo.

La canzone Back Round è stata rilasciata come download gratuito digitale sul sito ufficiale Wolfmother. Il brano è stato il primo singolo del cd “Cosmic Egg”. In relazione al titolo, Stockdale ha detto, "ho fatto una lezione di yoga e una delle pose che stavamo facendo era chiamato 'uovo cosmico', e ho pensato “yeah, that's it”. E 'come il feto posa".


All ‘Australia's triple radio j hanno suonato in esclusiva mondiale il primo singolo "New Moon Rising" dal loro album di 'Cosmic Egg' Giovedi 13 agosto 2009. Il brano è stato rilasciato per lo streaming sul sito di AOL Spinner .
Formazione
Attuale

* Andrew Stockdale - voce, chitarra
* Aidan Nemeth - chitarra
* Ian Peres - basso, tastiere
* Dave Atkins - batteria

Ex componenti

* Chris Ross - basso, tastiere
* Myles Heskett - batteria

Discografia
In Studio

* 2005 - Wolfmother
* 2009 - Cosmic Egg

Il primo album, Wolfmother, è uscito in 2 versioni: australiana (12 canzoni), pubblicata il 31 ottobre 2005; U.K. (& Europa) e U.S.A. (13 canzoni), pubblicate rispettivamente il 24 aprile 2006 e il 2 maggio 2006. Nelle catene di negozi Wal-Mart la copertina (contenente un'immagine di nudo dal "The Sea Witch" di Frank Frazetta) è stata censurata e rimpiazzata con una copertina totalmente nera con il solo logo del gruppo in bianco.

Il secondo album del gruppo, Cosmic Egg, è stato pubblicato il 13 ottobre 2009.
EP [modifica]

* 2004 - Wolfmother EP #35 Australia
* 2006 - Dimensions

Singoli [modifica]
Anno Titolo Posizione Album
Australia US Modern Rock US Mainstream Rock UK Singles Chart
2005 "Mind's Eye" 26 - - - Wolfmother
2006 "White Unicorn" 33 38 37 - Wolfmother
2006 "Dimension" - - - 49 Wolfmother
2006 "Woman" 34 10 7 31 Wolfmother
2006 "Love Train" - - - - Wolfmother
2006 "Joker & the Thief" 8 31 27 64 Wolfmother
Premi e nomination [modifica]
Premi [modifica]

* 2005 J Award
* 2006 Jack Awards, Miglior bassista - Chris Ross
* 2006 ARIA Awards, Miglior album di un esordiente - Wolfmother
* 2006 ARIA Awards, Miglior album rock - Wolfmother
* 2006 ARIA Awards, Miglior gruppo

Nomination [modifica]

* 2005 ARIA Awards, Cantante Maschile dell'Anno
* 2005 ARIA Awards, Miglior Nuovo Artista - Single for Woman
* 2006 MTV Australian Video Music Awards, Spankin' New Aussie Artist
* 2006 MTV Australian Video Music Awards, Miglior Gruppo
* 2006 MTV Australian Video Music Awards, Miglior Video Rock (con Mind's Eye)
* 2006 Jack Awards, Migliore Band Live
* 2006 Jack Awards, Miglior Artista Maschile - Andrew Stockdale from Wolfmother
* 2006 Jack Awards, Miglior Chitarrista - Andrew Stockdale from Wolfmother
* 2006 Jack Awards, Miglior Bassista - Chris Ross from Wolfmother
* 2006 Jack Awards, Miglior Batterista - Myles Heskett from Wolfmother
* 2006 ARIA Awards, Album dell'Anno
* 2006 ARIA Awards, Singolo dell'Anno for Mind's Eye
* 2007 Grammy Awards, Miglior Canzone Hard Rock
* 2007 Brit Awards, Miglior Nuovo Artista

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sabato 23 gennaio 2010

Lynyrd Skynyrd

I Lynyrd Skynyrd (pron. /ˌlɛnərd ˈskɪnərd/ lènard skìnard) sono una nota band rock americana. La band acquistò importanza durante gli anni settanta, capeggiata dal cantante e principale autore dei testi Ronnie Van Zant, fino alla sua morte avvenuta nel 1977.

La storia

Durante gli anni sessanta, il gruppo cambiò nome parecchie volte (da ricordare "The Noble Five" e "One Percent") mentre suonava nei club e nei locali da ballo di Jacksonville. Nel 1968 i futuri Lynyrd Skynyrd vinsero un concorso locale e con il premio in denaro registrarono le canzoni "Need All My Friends" e "Michelle", singolo di debutto uscito con l'etichetta locale Shade Tree Records. Si guadagnarono anche la possibilità di aprire molti concerti per la band californiana di Rock psichedelico Strawberry Alarm Clock.
Gli anni d'oro 1970-1977

Nel 1970, la band iniziò un periodo di prove continue presso la "Hell House", una fattoria isolata a Green Cove Springs (Florida), cittadina nei dintorni di Jacksonville. In questo periodo il roadie Billy Powell si unì al gruppo come tastierista. Il nome definitivo del complesso fu ispirato dalla storpiatura canzonatoria del nome dell'insegnante di ginnastica dei liceali Rossington e Burns, tale Leonard Skinner. Skinner aveva reso più restrittive le regole della scuola, impedendo ai ragazzi di portare capelli lunghi. Dopo essere stati puniti innumerevoli volte, Ronnie Van Zant, durante uno show ancora con il nome di One Percent, scherzosamente annunciò dal palco che da allora si sarebbero chiamati Leonard Skinner. Il nome però tenne, trasformandosi presto in Lynard Skynard, e poi in Lynyrd Skynyrd.

I Lynyrd Skynyrd continuarono a suonare in giro per il sud degli States nei primi anni settanta, costruendo il proprio rock blues duro e potente come la propria immagine. Nel 1972, Leon Wilkeson rimpiazzò Larry Junstrom al basso. Wilkeson se ne andò appena prima dell'inizio delle registrazioni del primo album. Il chitarrista degli Strawberry Alarm Clock, Ed King, fu chiamato a rimpiazzarlo. Quando l'album fu completato, Van Zant informò King che lo considerava il peggior bassista che egli avesse mai sentito. Per questo suggerì lo spostamento di King alla chitarra, così da poter ripodurre dal vivo il suono a tre chitarre adottato in studio. Cosa che divenne ben presto la caratteristica distintiva del gruppo. Van Zant sposò la propria fidanzata Judy nel 1972.

Il produttore Al Kooper rimase impressionato dalla band durante una performance nel 1972 in un club di Atlanta chiamato "Funocchio's" e li mise sotto contratto per la MCA Records. Egli produsse il primo album del 1973 Pronounced Leh-Nerd Skin-Nerd che conteneva Free Bird, un tributo a Duane Allman degli The Allman Brothers Band da poco deceduto. Free Bird fu trasmesso dalle radio nazionali arrivando fin alla posizione 19 della classifica Billboard Hot 100. Curiosità vuole che la canzone sia diventata causa ed oggetto di un tipico cliché del Rock and Roll, cioè urlare il nome della canzone che si vuole sentire.

Lo zoccolo duro dei fan continuò a crescere rapidamente durante il 1973, anche grazie al fatto di avere fatto da apertura agli Who durante il tour americano di Quadrophenia. Durante uno di questi show, al Cow Palace in California, Gli Who si rifiutarono di salire sul palco dopo i Lynyrd Skynyrd perché la folla continuava a chiamarli a gran voce. Il secondo album del 1974 Second Helping, coincise con l'esplosione della band. Il singolo "Sweet Home Alabama" (numero 8 in classifica nell'agosto 1974) nacque come risposta ad "Alabama" e "Southern Man" di Neil Young. In risposta alla risposta, Warren Zevon registrò il pezzo "Play it All Night Long". Tuttavia la convinzione che Van Zant e Young fossero reciprocamente ostili, per quanto diffusa, era falsa; entrambi apprezzavano la musica dell'altro e parlarono spesso di collaborare insieme. Young eseguì canzoni dei Lynyrd Skynyrd nei propri concerti e durante il concerto tributo a Van Zant. Second Helping arrivò al numero 12 delle classifiche e fu più volte disco di platino. Il gruppo andò in tour nel Regno Unito nel 1975 (insieme ai Golden Earring) e nel 1976 (con i Rolling Stones).

Nel luglio del 1974 i Lynyrd Skynyrd furono il gruppo di cartello del Ozark Music Festival, che alcune stime definirono uno degli eventi rock più grandi della storia, con un pubblico di 350.000 persone.

Nel 1975, King e Burns lasciano la band, e Burns viene rimpiazzato da Artimus Pyle. Il primo album della nuova formazione Nuthin' Fancy diventa il loro primo disco ad entrare nei Top Ten. Forte di un successo come "Saturday Night Special" (n. 27 della classifica di Billboard). Gimme Back My Bullets seguì nel 1976 senza però ottenere lo stesso successo dei due precedenti dischi. Nel dicembre del 1975 Leslie Hawkins, Cassie Gaines e JoJo Billingsley si unirono al gruppo. Il chitarrista Steve Gaines, fratello della corista Cassie Gaines, rimpiazza King nel 1976, proprio in tempo per registrare il doppio dal vivo One More from the Road, secondo lavoro ad entrare nei primi dieci in classifica.

Il sesto album degli Skynyrd, Street Survivors, fu pubblicato nell'ottobre del 1977. Sarà l'ultimo lavoro della formazione originale.
L'incidente aereo (1977)

La leggenda dei Lynyrd Skynyrd subisce un durissimo colpo a causa di un incidente aereo il 20 ottobre 1977, tre giorni dopo l'uscita di Street Survivors. Un volo charter che stava portando la band a Baton Rouge (Louisiana) per una data del tour, a causa di problemi di carburante, si schianta in una palude a Gillsburg (Mississippi). L'impatto uccide sul colpo il cantante Ronnie Van Zant, il chitarrista e cantante Steve Gaines, la corista Cassie Gaines, l'assistente all'organizzazione del tour Dean Kilpatrick, il pilota Walter McCreary e il co-pilota William Gray. Gli altri membri della band restarono feriti, qualcuno in modo molto serio. Allen Collins subì la rottura di una vertebra cervicale, sia Collins che Leon Wilkeson rischiarono l'amputazione di un arto, Leon ebbe numerose lesioni interne ed un polmone perforato. Gary Rossington si ruppe un braccio e un piede. Leslie Hawkins si ruppe il collo in tre punti ed ebbe il viso sfigurato da gravi lacerazioni. Sulla copertina di "Street Survivors" le fiamme che in origine si trovavano sotto la foto del gruppo, vennero sostituite dalla MCA Records con uno sfondo nero.

Street Survivors fu il secondo album della band ad arrivare al disco di platino, arrivando al numero 5 della classifica americana. Il singolo "What's Your Name" raggiunse il numero 13 della classifica nel gennaio 1978. I Lynyrd Skynyrd si sciolsero dopo la tragedia aerea.
Intervallo (1977-1986)

Rossington e Collins formarono The Rossington-Collins Band tra il 1980 ed il 1982, con due album all'attivo. Pyle vara il progetto The Artimus Pyle Band nel 1982. Collins fonda The Allen Collins Band. Ma la tragedia è ancora dietro l'angolo e nel 1986 Collins si schianta con l'auto mentre sta guidando ubriaco, uccidendo la propria fidanzata e restando paralizzato dalla vita in giù.
Gli anni della riunione (dal 1987 ad oggi) [modifica]

Rossington, Powell, King e Wilkeson si rimettono insieme nel 1987 insieme al fratello minore di Van Zant, Johnny Van Zant, che assume il ruolo di cantante e di principale compositore dei pezzi. Le condizioni di Collins gli permettono di partecipare al progetto solo come direttore artistico. Egli viene colpito da una polmonite nel 1989 e muore il 23 gennaio 1990.

La riunione della band in origine doveva essere soltanto un tributo alla formazione originale, fotografato in un doppio album Southern By The Grace Of God/Lynyrd Skynyrd Tribute Tour - 1987, ma la reazione positiva dei fan risulta essere oltre ogni aspettativa e questo spinge la band a restare unita e a scrivere nuovi pezzi. I "nuovi" Lynyrd Skynyrd registrano numerosi cambiamenti nella formazione e continuano ad incidere dischi e a suonare dal vivo. Leon Wilkeson, bassista degli Skynyrd sin dal 1972, muore per problemi renali ed epatici il 27 luglio del 2001. La vedova di Ronnie Van Zant, Judy Van Zant, attualmente gestisce uno dei locali di musica dal vivo più importanti di Jacksonville, il Freebird Live, ad un solo isolato dall'oceano a Jacksonville Beach (Florida).

Il 28 novembre 2005 la Rock and Roll Hall of Fame annuncia che i Lynyrd Skynyrd saranno i prossimi a fare il loro ingresso insieme a Black Sabbath, Blondie, Miles Davis e Sex Pistols. La cerimonia si è svolta al Waldorf Astoria Hotel a Manhattan il 13 marzo 2006. I Lynyrd Skynyrd erano già stati nominati 7 volte in precedenza. Il chitarrista Hughie Thomasson, "prestato" per tanto tempo dagli Outlaws ai Lynyrd, forse il miglior chitarrista interprete "dall'esterno" del sound della band, muore per attacco cardiaco nel settembre 2007, a soli 55 anni. Il tastierista Billy Powell decede il 28 gennaio 2009[2], in base al referto medico a causa di un attacco cardiaco[3].

Il 7 maggio 2009 muore di cancro il bassista Donald Evans, detto Ean, 48 anni, che aveva sostituito nel 2001 lo scomparso Leon Wilkeson.
Controversie

I fans dei Lynyrd Skynyrd si sono spesso lamentati del fatto che la band sia stata a lungo ignorata dalla Rock and Roll Hall of Fame. Qualcuno sostiene che la causa sia da ricercarsi nella controversa immagine sudista, che ha come simbolo la bandiera Confederata, considerata da molti razzista. Bisogna però sottolineare che la bandiera in questione è stata usata anche da molti altri artisti provenienti dal sud degli USA, tra cui Elvis Presley e Dolly Parton. In ogni caso i Lynyrd Skynyrd continuano a glorificare la loro immagine di conservatori "redneck" scegliendo per esempio di suonare per la convention Repubblicana del 2004 e utilizzando sul palco proiezioni in cui la bandiera Confederata si sovrappone e copre la bandiera Americana. Molti fan si presentano ai concerti avvolti nella bandiera Confederata, e Johnny Van Zant fa lo stesso nella seconda parte dello show. Un'altra motivazione su cui si è spesso speculato è che, essendo solo due dei membri fondatori ancora nella band, essa sia solamente l'ombra di quella originale. Curiosamente la canzone "Free Bird" fa parte della lista delle "500 canzoni che hanno caratterizzato il rock" stilata proprio dalla Rock and Roll Hall of Fame. Nel febbraio 2005 il cantante Charlie Daniels ha pubblicato una lettera on-line accompagnata da una petizione diretta alla Hall of Fame, chiedendo ai fan di firmarla per sostenerla.
Leggende metropolitane]

Fin dalla sepoltura del cantante nel 1977, sono sempre circolate voci secondo le quali Ronnie Van Zant fu tumulato con una T-shirt di Neil Young addosso, quale segno di maledizione nei suoi confronti; in realtà (vedi sopra) non è vero che ci fosse ostilità tra i due. Qualche fan sostiene che questo sia il motivo per cui le lapidi di Ronnie Van Zant e Steve Gaines furono profanate il 29 giugno 2000 a Orange Park (Florida). Altri credono che il motivo dell'atto sacrilego sia la canzone "A Commercial" del 1986 dei Dead Kennedys, che faceva riferimento in modo scherzoso all'esumazione dei corpi dei Lynyrd Skynyrd. La bara di Van Zant fu disseppellita, ma non aperta. I resti cremati di Gaines, contenuti in una busta di plastica dentro a un'urna, furono sparsi sul terreno circostante. La gran parte delle ceneri fu recuperata. Le famiglie decisero di spostare i resti dei due musicisti altrove, lasciando il mausoleo come luogo di commemorazione per le visite dei fan.
Curiosità
canzoni "Free Bird" e "Sweet Home Alabama" appaiono nel film "Forrest Gump" e "Free Bird" venne scritta per commemorare la morte di Duane Allman, chitarrista del gruppo Allman Brothers Band.
* Una delle loro canzoni più famose, Call Me The Breeze, è un grintoso remake dell'originale scritta da JJ Cale (gli skynyrd in seguito gli hanno "rivisitato" anche I Got The Same Old Blues). Curiosamente, molte canzoni di JJ Cale sono diventate famose solo dopo essere state riprese da altri artisti che probabilmente sempre a lui si sono ispirati nella ricerca del sound (come Clapton e Mark Knopfler). Mentre JJ Cale rimane quasi sempre nell'anonimato.
* "Simple Man" e "Call Me The Breeze" compaiono nel film Renegade - Un osso troppo duro di E.B. Clucher, con Terence Hill (1987).
* La canzone "Call me the Breeze" compaiono anche nel film "Svalvolati on the road", con John Travolta, Tim Allen e Martin Lawrence.
* Nella canzone "Sweet Home Alabama" è presente una strofa di risposta alla canzone "Southern man" di Neil Young dove Neil "insultava" l'Alabama.
* La canzone "Sweet Home Alabama" si può sentire all'interno di numerose produzioni cinematografiche e televisive, tra le quali:

* All'inizio del remake cult e horror per eccellenza "Non Aprite quella porta" diretto da Marcus Nispel, dove cinque ragazzi a bordo di un furgone si dirigono al concerto degli stessi Lynyrd Skynyrd andando incontro ad un massacro.
* Nel film di Curtis Hanson "8 Mile", sulla base della quale Eminem e Mekhi Phifer improvvisano un freestyle.
* Nella colonna sonora del film di Luciano Ligabue, "Radiofreccia"
* Nel film Sweet home Alabama del 2002 (in Italia Tutta colpa dell'amore), con Reese Witherspoon e Patrick Dempsey
* È cantata a squarciagola anche dai detenuti in fuga sull'aereo di "Con Air" (1997), di Simon West con Nicolas Cage ed usata, nello stesso film, come canzone conclusiva.
* È cantata da Bart e Marge in una puntata de I Simpson (episodio GABF20).
* Compare nel film "Sahara" del 2005 con Matthew McConaughey e Penélope Cruz.
* All'interno del film "Forrest Gump" insieme alla canzone "Free Bird".

* Anche la canzone "Free Bird" è stata usata per diverse produzioni, tra le quali si ricordano:

* Nel film "Duets" viene cantata da uno dei protagonisti appena prima di essere ammazzato dalla polizia.
* Come colonna sonora del videogioco "GTA: San Andreas"
* Nel fim "Da morire" di Gus Van Sant, con Nicole Kidman.
* Come canzone di chiusura del film "La casa del diavolo", sequel di "La casa dei mille corpi"
* Nel videogioco "Guitar Hero II" prodotto da Harmonix.
* Nel film "Elizabethtown" con Orlando Bloom e Kirsten Dunst.
* Questa come altre canzoni dei Lynyrd Skynyrd compaiono in numerose puntate del telefilm My Name Is Earl (in cui il protagonista indossa spesso magliette del gruppo).
* Appare anche nel telefilm Californication quando Hank gioca a Guitar Hero 2 e alla fine della puntata.

* La seconda parte di "Free Bird" (il pezzo strumentale) è stato eseguito dal gruppo statunitense progressive Dream Theater, nell'album live "Once In a LIVEtime".
* Southern Rock Opera, è un doppio album acclamato dalla critica pubblicato nel 2001 dalla band di alt-country Drive-By Truckers. Una raccolta di canzoni più che una vera opera, il disco si concentra sulla mitologia che circonda i Lynyrd Skynyrd, confrontandosi però anche con aspetti politici e razzisti degli Usa meridionali. I titoli delle canzoni comprendono "Ronnie and Neil", "Birmingham", "Cassie's Brother", e "Greenville to Baton Rouge".
* La canzone "That Smell" compare, come ultima traccia, nell'album "Another 700 Miles" del gruppo statunitense 3 Doors Down.
* La canzone "That Smell" compare anche nel film "Blow" con Johnny Depp.
* La canzone "Tuesday's Gone" è stata proposta dai Metallica nell'album Garage Inc..
* Il nome Lynyrd Skynyrd fu adottato per canzonare quello di un professore di ginnastica dei componenti del gruppo (erano compagni di scuola) di nome Leonard Skinner, il quale li angheriava per il loro aspetto da hippie e per i capelli lunghi.
* La canzone "Sweet Home Alabama" è presente in "Guitar Hero On Tour: Decades", e rappresenta l'ultima canzone sbloccabile, ad eccezione delle tre extra.
* La canzone "I Know A Little" è presente in "Guitar Hero On Tour", e rappresenta l'ultima canzone sbloccabile, ad eccezione di quella extra, ed è anche la più complessa.
* la canzone Still Unbroken è stata la theme song del PPV WWE Breaking Point 2009

Membri della Band
Formazione Originaria

* Ronnie Van Zant, voce e principale autore (dal 1964 fino alla morte nel 1977)
* Allen Collins, chitarra (dal 1964 fino alla morte nel 1990)
* Gary Rossington, chitarra (dal 1964 a oggi)
* Bob Burns, batteria (dal 1964 fino 1974)
* Larry Junstrom, basso (dal 1964 fino al 1972)
* Leon Wilkeson, basso (dal 1972 fino alla morte nel 2001)
* Ean Evans, basso (dal 2001 fino alla morte nel 2009)
* Ed King, chitarra (dal 1973 fino al 1975 e ancora dal 1987 fino al 1995) (basso sul primo album)
* Hughie Thomasson, chitarra (dal 1997 al 2005) http://en.wikipedia.org/wiki/Hughie_Thomasson
* Steve Gaines, chitarra (dal 1976 fino alla morte nel 1977)
* Billy Powell, tastiere (dal 1973 fino alla morte nel 2009)
* Artimus Pyle, batteria (dal 1975 fino al 1992)
* Cassie Gaines, JoJo Billingsley and Leslie Hawkins, cori

Formazione attuale

* Johnny Van Zant, voce
* Gary Rossington, chitarra
* Rickey Medlocke, chitarra (batteria per un breve periodo nel 1971)
* Michael Cartellone, batteria
* Dale Krantz Rossington and Carol Chase, cori
* Mark Matejka, nuovo chitarrista 2006
* Robert Kearns, nuovo bassista 2009
* Peter Keys, nuovo tastierista 2009

Discografia
Formazione Originale
Album da Studio

* (pronounced 'lĕh-'nérd 'skin-'nérd) - 1973
* Second Helping - 1974
* Nuthin' Fancy - 1975
* Gimme Back My Bullets - 1976
* Street Survivors - 1977

Compilations

* Skynyrd's First And... Last - 1978, collezione di vecchi demo
* Gold & Platinum - 1980, Antologia
* Best Of The Rest - 1982, Antologia
* Legend - 1987, Demo inediti, b-sides
* Skynyrd's Innyrds - 1989, Antologia
* Box Set - 1991, Antologia
* The Essential Lynyrd Skynyrd - 1998, Antologia
* All Time Greatest Hits - 2000, Antologia
* Thyrty : 30th Anniversary Collection - 2003, Antologia

Album dal Vivo e Video

* One More from The Road - 1976 Album dal vivo
* Freebird The Movie - 1995 Video dal vivo
* Freebird The Movie - 1996 Colonna sonora

Formazione attuale

Il 28 gennaio 2009 è mancato, stroncato da infarto, il tastierista dei Lynyrd Skynyrd Billy Powell. Era sopravvissuto all' incidente aereo che nel 1977 aveva decimato la Band.
Album da Studio

* Lynyrd Skynyrd 1991 - 1991
* The Last Rebel - 1993
* Endangered Species - 1994
* Twenty - 1997
* Edge of Forever - 1999
* Christmas Time Again - 2000
* Vicious Cycle - 2003
* God & Guns - 2009

Compilations

* Then and Now (2000)

Album dal Vivo e Video

* Southern By The Grace Of God/Lynyrd Skynyrd Tribute Tour - 1987 - 1988 Album dal vivo
* Lynyrd Skynyrd Tribute Tour - 1988 Tour video
* Lyve From Steel Town - 1998 Album dal vivo
* Lyve From Steel Town - 1998 Tour video
* Lynyrd Skynyrd Lyve : The Vicious Cycle Tour - 2004 Album dal vivo
* Lynyrd Skynyrd Lyve : The Vicious Cycle Tour - 2004 Tour video

Singoli

Shade Tree Records

* 1968 "Need All My Friends"
* 1971 "I've Been Your Fool"
* 2009 "Still Unbroken"
* 2009 "Simple Life"

MCA Records

* 1973 "Free Bird"
* 1973 "Gimme Three Steps"
* 1975 "Don't Ask Me No Questions"
* 1974 "Sweet Home Alabama" #8 US
* 1975 "Free Bird" reissue, #19 US
* 1975 "Saturday Night Special" #27 US
* 1976 "Double Trouble" #80 US
* 1976 "Gimme Back My Bullets"
* 1977 "Free Bird (Live)" #38 US
* 1977 "What's Your Name" #13 US
* 1977 "You Got That Right"
* 1978 "That Smell"
* 1978 "Down South Jukin'"
* 1978 "When You Got Good Friends"
wikipedia

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martedì 19 gennaio 2010

«Emergenti», ai quarti di finale vincono i bresciani Malena

Puntata rock per la prima dei quarti di finale di Emergenti 2010. A vincere i bresciani Malena. Dopo il trionfo nel primo appuntamento live, si sono aggiudicati anche la prima competizione tv, arrivando tra i semifinalisti. «Speriamo porti bene per arrivare sino in fondo. Man mano si avanza i gruppi sono migliori», dichiara a fine puntata Marco Tomasini. Mentre Anthony Piemonti, voce del gruppo, commenta: «Provo soddisfazione. Unico neo: sul palco ero bloccato per l'emozione».

Il rock in italiano dei Malena, dai tempi tirati e riff pesanti, ha avuto la meglio sul rock dall'anima funky dei Fail e su quello di matrice anglosassone dei Belfast. Ad aprire il pomeriggio sonoro di Bergamo Tv, il videoclip scandito dall'hard rock dei Sextones. Arrivati primi nella scorso edizione hanno suonato The ghost, inedito che sarà inserito nel loro primo album, in uscita tra febbraio e marzo. Prima di scendere dal palco hanno augurato in bocca al lupo ai gruppi Emergenti 2010.

Dietro le quinte le corde sono tese e l'emozione si sente. Matteo Quaranta, batterista dei Malena, si riscalda agitando le bacchette, che farà sentire durante l'esibizione in diretta. Il quartetto bresciano, Anthony Piemonti alla voce, Bruno Tomasini al basso, Marco Tomasini alla chitarra e Matteo Quaranta alla batteria, si è esibito in Stai per piangere. Pezzo scritto da Anthony un anno e mezzo fa, inciso nel loro secondo demo, testo ritmico scandito dall'energia di assolo di chitarra, critica scalpitante verso l'ipocrisia e la mancanza di rispetto. Come cover hanno proposto Vecchi difetti dei Marta sui tubi, mentre a chiusura di puntata hanno dato voce a Solo silenzio, loro ballata d'amore.

Dalla giuria tecnica, composta da Claudio Angeleri, presidente di CDpM e direttore artistico di Emergenti, dalla cantautrice bergamasca Nagaila e da Silver, l'anno scorso emergente, ora musicista col fattore X, commenti positivi anche per gli altri gruppi. È piaciuta la crescita musicale dei Fail, acronimo delle iniziali di Fabio Didio al basso, Alessandro Ventura alla chitarra, Ivo Cattaneo, voce e chitarra, e Lorenzo Ferrari alla batteria. Se l'anno scorso hanno mostrato l'anima più energica del loro rock, sabato 16 gennaio hanno svelato il volto più riflessivo con Mai, dalla vena romantica, e la cover Wonderwall degli Oasis, con arrangiamenti funky di chitarra.

Se i Fail si sono aggiudicati il televoto, i Belfast hanno ottenuto il gradimento del pubblico presente negli studi televisivi, esibendosi con Never wild e Politik dei Coldplay. Ospite della puntata Danilo Minuti, assessore alle Politiche giovanili del Comune di Bergamo, tra i promotori del concorso. «Emergenti è l'esempio migliore per promuovere ciò in cui credono e producono i giovani», ha dichiarato Minuti, ricordando che per i primi quattro finalisti quest'estate vi sarà «Emergenti in tour»: quattro date, di cui una a Bergamo. Per celebrare i dieci anni tv di Emergenti, si sono visti brevi video dei Warped Image, Irene Di Vilio e Suonocaustica, vincitori nel 2001, 2005 e 2008. Prossimo appuntamento sabato 23, alle 14,30, su Bergamo Tv e Bergamo Sat 950, con Green Bricks, Television '60s e Mithra.

I ragazzi sono in semifinale il 13 febbraio alle 14.30 su Bergamo Tv e Bergamo Sat 950 diamogli una mano votiamoli.

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giovedì 14 gennaio 2010

RAMMSTEIN: in concerto in Italia a Luglio!

I Rammstein, che dopo aver girato tutto Europa sembravano essersi dimenticati dell'Italia, ma che finalmente hanno annunciato uno show anche dalle nostre parti, l' 1 Luglio a Villafranca (Verona), al Castello Scaligero.
Di seguito, il comunicato della Live In Italy, promoter dell'evento.

RAMMSTEIN: megashow dell'anno, in arrivo...in Italia!

Sono passati 5 anni dall'ultimo show italiano di RAMMSTEIN, il Forum di Milano era totalmente pieno di fan. Pochi mesi fa la formazione teutonica ha pubblicato il nuovo album "Liebe Ist Für Alle Da" ed è pronta per il tour europeo. RAMMSTEIN hanno quindi confermato la data italiana, a Verona, nel mese di Luglio. Annoverati fra le migliori produzioni rock in ambito mondiale, i super-effetti speciali ci scioccheranno e RAMMSTEIN sono pronti per devastare l'Italia, col loro rock industriale che rimanda ai grandi innovatori del genere. Questa sarà l'unica data italiana, l'unica possibilità di vedere Till Lindemann e soci all'opera su uno dei palchi più imponenti che abbiate mai visto e in una location memorabile come quella del Castello Scaligero di Villafranca in provincia di Verona....Sarà presente uno special guest che annunceremo a breve.


Ecco i dettagli della data:

RAMMSTEIN
+ special guest

01.07 VILLAFRANCA (VERONA), Castello Scaligero

Biglietti in vendita a partire dalle ore 12.00 DI VENERDI 15 GENNAIO online su www.ticketone.it oppure nei punti vendita della rete TicketOne.


Prezzo del biglietto: 55 euro+ prevendita

Inizio concerti: ore 20.00
Apertura porte: ore 18.00

Ein Weg, Ein Ziel, Ein Motiv... Rammstein!

Saluti,
Live
www.liveinitaly.com

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lunedì 11 gennaio 2010

Si uccide l'ex moglie di Cantat

Nuovo dramma nella vita del leader dei Noir Désir dopo l'omicidio di Marie Trintignant
BORDEAUX - Kristina Rady, ex moglie di Bertrand Cantat, si è impiccata domenica nella sua abitazione nel centro di Bordeaux. Cantat è stato sentito dalla polizia e ha dichiarato che si trovava in casa della donna e che stava dormendo negli attimi in cui la sua ex moglie si toglieva la vita, ha detto una fonte vicina all'inchiesta. I due figli della coppia, un ragazzino di 12 anni e una bambina di 7, non si trovavano in casa ma è stato uno di loro a scoprire il cadavere della madre intorno a mezzogiorno quando è rientrato.

CANTAT - Cantat, 45 anni, fu condannato a otto anni di prigione per l'omicidio avvenuto nel luglio 2003 dell'attrice Marie Trintignant durante un violento litigio nel corso delle riprese di un film in Lituania. Estradato in Francia, Cantat già nell'ottobre 2007 venne posto in libertà condizionale. Rady e Cantat si sposarono nel 1997 dopo essersi conosciuti quattro anni prima nel corso di un festival a Budapest, al quale Cantat partecipava con i suoi Noir Désir. Ma i due si separarono poco dopo la nascita della loro seconda figlia.

MARIE TRINTIGNANT - Dopo di che Cantat iniziò una relazione con Marie Trintignant. Dopo l'omicidio dell'attrice, Rady, 41 anni, prese le difese del suo ex marito, asserendo che non l'aveva mai picchiata.

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Ufficiale: Michael Jackson è stato ucciso

MILANO - A oltre sei mesi dalla morte di Michael Jackson è ufficiale: il cantante è stato ucciso. Così è scritto sul certificato di morte, pubblicato dal domenicale inglese News of the world. Il medico legale Christopher Rogers ha scritto chiaramente «omicidio» indicando come causa della morte una «forte intossicazione da Propofol (un potentissimo sedativo), dopo un'iniezione endovenosa fatta da un'altra persona».

IL MEDICO - L'unico sospettato resta dunque il medico di Jackson, Conrad Murray, che rischia l'incriminazione per omicidio preterintenzionale. Alla base dell’accusa, secondo fonti della Procura di Los Angeles, sarebbe la "grossolana negligenza" di Murray, che avrebbe curato Jackson - alla vigilia di un atteso ritorno sulle scene - in modo assai lontano dagli standard normalmente seguiti dai medici. Le accuse formali arriveranno una volta terminate le indagini della polizia di Los Angeles. Murray, attraverso il suo portavoce Miranda Sevcik, ha ribadito la sua innocenza, senza commentare il lavoro degli inquirenti.
corriere

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lunedì 4 gennaio 2010

Audiocassette, come renderle digitali




I più giovani non sanno neppure di cosa si tratta...
..ma per i più grandicelli, può essere utile sapere come trasferire in formato digitale, quanto contenuto sulle audiocassette.

Ecco qualche consiglio:

Bisogna procurarsi un mangianastri dotato di uscita audio, mettervi la cassetta e quindi collegarlo al pc tramite cavo stereo. Devi usare la porta audio in del pc (della scheda audio o della scheda grafica, se l’audio è integrato). Su un pc devi installare un programma per registrare, consigliamo Audacity (http://www.pc-facile.com/download/editor/audacity/). Una volta creati i file, potrai masterizzarli su Cd. Per maggiore sicurezza, copiali anche su un hard disk esterno. Anche i supporti digitali si deteriorano… Se hai bisogno di un aiuto passo passo, consulta questa guida (http://www.pc-facile.com/guide/convertire_cassetta_cd/41551.htm), molto dettagliata e accurata per creare file dalle cassette. (kataweb.it)

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