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domenica 2 ottobre 2011

Salute: no a minestrone e mix verdure per imbrigliare pressione alta

Roma, 30 set. (Adnkronos Salute) - Se in America molti Stati hanno dichiarato guerra al sale, e le saliere sono sparite dai ristoranti, il vero 'nemico' di chi soffre di pressione alta è in realtà l'insospettabile minestrone. "Il cloruro di sodio contiene due sali, nel minestrone ce ne sono circa 20. E il problema sta proprio nel mix di sali minerali contenuti in questo piatto tipico della tradizione contadina, studiato per reintegrare tutti i sali persi in una lunga giornata nei campi". Parola di Antonio Sbardella, nutrizionista ed esperto di bioterapia nutrizionale, che svela i segreti del 'menù terapeutico' alla vigilia del XIII Convegno di bioterapia nutrizionale, in programma sabato a Roma (Hotel Parco dei Principi).

Insomma, "chi soffre di pressione alta - dice l'esperto all'Adnkronos Salute - dovrebbe evitare il minestrone, insieme a mix di verdure come spinaci e bieta e alla carne rossa, ricca di azoto". Tema dell'incontro di sabato è 'La gestione nutrizionale dell'invecchiamento'. Gli specialisti faranno il punto sull'alimentazione e la capacità dei cibi di contrastare o prevenire una serie di patologie, dalle demenze all'ipertensione, dall'osteoporosi ai disturbi della menopausa. Agire in modo corretto a tavola consente davvero di contrastare efficacemente una serie di problemi. Questo perché gli alimenti, dosati e abbinati in modo corretto, consentono di intervenire su tiroide, reni, glicemia, pressione e così via". Interventi importanti per la prevenzione nelle persone sane, ma magari con valori al limite. E ancor di più per chi è malato. "Il nostro approccio - dice infatti Sbardella - non è solo quello di non far peggiorare il disturbo: cerchiamo di arrivare a ridurre l'impiego dei farmaci, giocando d'anticipo e calibrando i nutrienti".

Non è una missione impossibile, assicura l'esperto. Nel caso dell'ipertensione, ad esempio, Sbardella consiglia di fare attenzione ai sali minerali, ma anche di evitare la pasta di grano duro. "Abbiamo visto che, per imbrigliare la pressione, è più utile consumare riso, farro e pasta all'uovo - spiega l'esperto - A creare problemi agli ipertesi, nel caso della pasta di grano duro, è il glutine. Una cosa che non c'entra nulla con eventuali intolleranze".

Il cibo giusto aiuta anche nel caso di demenze e Alzheimer. "Con i medicinali si punta a un buon smaltimento delle scorie dall'organismo. E la stessa cosa si può ottenere abbinando ai farmaci dei nutrienti ad hoc. Penso a sostanze utili per la memoria, come i fosfolipidi o i nutrienti contenuti in alcuni semi, gli antiossidanti di agrumi, kiwi e pesce, ma anche ananas e funghi, utili a fluidificare il sangue". Non a caso "questi due alimenti non andrebbero assunti dalle donne con un ciclo abbondante in quei giorni", raccomanda infine Sbardella.

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giovedì 20 agosto 2009

Tumori: Nuovo Meccanismo Uccide Cellule Malate, Studio Su Nature

Roma, 19 ago. (Adnkronos Salute) - Il biologo Joan Brugge della Harvard Medical School americana ha identificato un nuovo meccanismo che aiuta l'organismo a eliminare le cellule precancerose. I risultati dei suoi studi su coltura cellulare appaiono sulla rivista 'Nature'.

Alle cellule non piace stare da sole, spiegano gli esperti. Nei primi stadi di formazione di un tumore una cellula può essere spinta fuori dal suo ambiente a causa dell'eccessiva crescita. Ma risponde normalmente a questo stato di 'senzatetto' distruggendo il suo nucleo, 'impacchettando' il suo Dna e offrendosi alle cellule immunitarie per essere fagocitata. In pratica, si suicida. Questo fenomeno, noto come apoptosi, blocca le cellule potenzialmente neoplastiche prima che abbiano la possibilità di proliferare. L'esperto Usa, però, è riuscito ora a dimostrare che esiste un altro processo che aiuta a uccidere queste cellule senzatetto e potenzialmente cancerose.

Studiando due tipi diversi di cellule epiteliali del seno, il ricercatore ha evidenziato che, quando vengono separate dal loro ambiente naturale, queste cellule perdono la loro capacità di raccogliere energia e così muoiono. "Originariamente pensavamo che, per sopravvivere al di fuori del loro ambiente, le cellule dovessero semplicemente evitare l'apoptosi - sottolinea Brugge - ma i nostri studi indicano che questa attività non è sufficiente a prevenire la loro morte. Anche se evitano l'apoptosi, infatti, queste cellule non possono trasportare abbastanza glucosio da assicurarsi la sufficiente energia per sopravvivere".

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mercoledì 22 aprile 2009

L'allattamento al seno protegge il cuore delle mamme

Le mamme che allattano i propri figli potrebbero diminuire il loro rischio di andare incontro a scompenso cardiaco, infarto e ictus nei decenni successivi. Ad affermarlo è una ricerca apparsa sulla rivista Obstetrics and Gynaecology. Non solo: più lungo è il periodo dell'allattamento e minore sembra essere il rischio di sviluppare queste malattie, afferma Eleanor Bimla Schwarz della University of Pittsburgh, a capo della ricerca.

Analizzando i dati ricavati da un campione di 140.000 donne in post-menopausa, il team di ricercatori della Schwarz ha concluso che le donne che allattano i propri figli per un periodo di tempo di almeno un mese vanno incontro a una minor incidenza di diabete, ipercolesterolemia e ipertensione, tutti fattori strettamente connessi ai disturbi cardiovascolari. Nel caso poi che l'allattamento sia protratto per un periodo superiore a un anno, le donne mostrano una minore incidenza di patologie come l'infarto del miocardio o l'ictus nei decenni a venire rispetto alle donne che non hanno mai allattato al seno. “Sono anni che sappiamo che l'allattamento al seno è importante per la salute del bambino, ora sappiamo che lo è anche per la salute della madre”, afferma la dottoressa Schwarz. Gli effetti benefici dell'allattamento sul cuore e il cervello della madre si aggiungono a quelli già noti in passato legati a una riduzione del rischio di tumori dell'ovaio, del seno e di osteoporosi nelle donne che allattano rispetto alle donne che ricorrono al biberon per i loro bebè. Più difficile è invece per i ricercatori identificare le reali cause della diminuzione di questi rischi, che vengono generalmente ricondotte alla complessa serie di modificazioni ormonali che caratterizza ogni donna alle prese con l'allattamento.

Fonte: Schwarz EB et al. Duration of Lactation and Risk Factors for Maternal Cardiovascular Disease. Obstetrics & Gynecology 2009; 113(5):974-82.

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domenica 5 aprile 2009

Tumori: Aiom, guarisce 54% malati colon-retto ma screening insufficienti

Roma, 3 apr. (Adnkronos Salute) - Aumentano gli italiani che sconfiggono il cancro al colon-retto: ormai il 54% dei pazienti vince la malattia. Resta però alto il numero dei morti: 18 mila l'anno. "Troppi, a fronte degli screening e delle terapie oggi disponibili". A scattare la fotografia del tumore al colorettale in Italia, e a sollecitare i cittadini alla prevenzione, sono gli esperti riuniti per la XVII Conferenza nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), in corso a Firenze.

Il nostro Paese - spiega Luisa Fioretto, direttore del dipartimento oncologico dell'Asl 10 di Firenze e presidente del summit - può compiere ancora enormi passi avanti, soprattutto nella diagnosi precoce. L'esempio della Toscana - aggiunge - deve farci riflettere: nonostante l'elevato consumo di carne rossa, uno dei principali fattori di rischio per questo tumore, presenta una mortalità in linea con la media nazionale, con 1.600 decessi l'anno. Non solo: chi si ammala ha più probabilità di sopravvivere (59% gli uomini, 60% le donne)". Le ragioni? "Un ottimo servizio di screening e il coordinamento dei servizi di diagnosi e cura oncologica gestito dall'Istituto toscano tumori". Lo screening copre il 51,4% della popolazione eleggibile, con una lieve prevalenza di quella femminile (52,9% contro il 49,2%).

"Ma solo 6 regioni raggiungono questo standard e, nel Sud, i livelli sono inferiori al 10%", evidenzia Francesco Boccardo, presidente Aiom. "Il nostro impegno come oncologi clinici - afferma - deve essere teso non solo alla ricerca, per individuare terapie sempre più mirate per il singolo paziente, ma anche alla sensibilizzazione delle Istituzioni, per promuovere una vera rivoluzione culturale. E' inaccettabile che vi siano intere zone del Paese in cui di fatto i cittadini non possano sottoporsi ai controlli preventivi, o debbano farlo a loro spese".

La diagnosi precoce rappresenta un fattore chiave per affrontare con successo questa neoplasia, che colpisce 48 mila italiani ogni anno provocando appunto 18 mila morti. Ma altrettanto determinanti sono stati i progressi delle terapie, tanto che la percentuale di pazienti oncologici che guariscono completamente aumenta dell'1% circa ogni 12 mesi. "Fra i trattamenti innovativi, il merito va in particolare ai farmaci biotecnologici - sottolinea Marco Venturini, segretario nazionale dell'Aiom - che agiscono in maniera mirata solo sulle cellule malate, risparmiando quelle sane", ricorda.

"Gli importanti successi ottenuti derivano anche da una maggiore e migliore integrazione fra la terapia medica, chirurgica e radioterapia, sia in pazienti con neoplasia limitata al colon-retto e ai linfonodi che in quelli con metastasi", aggiunge Alfredo Falcone, direttore dell'Unità operativa di oncologia medica universitaria di Pisa e presidente del Comitato scientifico. "Se si interviene ai primissimi stadi, la sopravvivenza è prossima al 100% - assicura - ma anche quando la malattia è più avanzata un'ottima integrazione tra i vari trattamenti, e quindi tra i diversi specialisti, può consentire in alcuni casi la guarigione".

Il tumore del colon-retto sta diventando il più frequente fra i maschi e il secondo nelle femmine. "Purtroppo - riflette Boccardo - è in costante aumento soprattutto a causa del permanere di stili di vita scorretti, in particolare l'alimentazione. Il cancro del colon è infatti direttamente associato ad un'assunzione eccessiva di grassi. Rispetto alle persone normopeso, analisi recenti suggeriscono un incremento di rischio del 15% nelle persone in soprappeso, del 33% negli obesi. In parallelo all'azione nei confronti dei referenti istituzionali, dobbiamo quindi impegnarci sempre più intensamente anche per migliorare il livello di consapevolezza della popolazione".

Secondo gli esperti, il metodo di screening più consolidato è il test del sangue occulto fecale raccomandato a tutti gli over 50, uomini e donne, anche senza fattori di rischio specifici.

"Un numero limitato di casi, pari al 5%, è di origine genetica", puntualizza Falcone. "Per chi possiede una familiarità o altri fattori predisponenti (morbo di Crohn, rettocolite ulcerosa, eccetera) è molto importante eseguire anche la colonscopia. Si tratta di un esame essenziale per la diagnosi precoce del cancro del colon-retto, utilizzato soprattutto per la sorveglianza dei pazienti ad alto rischio e per accertamenti di secondo livello nei casi positivi al test di screening".

Il congresso Aiom, uno dei massimi appuntamenti annuali per l'oncologia italiana, vede riuniti nel capoluogo toscano fino a domani oltre 350 esperti. "Nel corso dell'evento - conclude Fioretto - sarà dedicato ampio spazio alla riflessione sulle migliori strategie e sequenze terapeutiche e, in particolare, alla multidisciplinarietà. Il lavoro integrato fra chirurgo, radioterapista e altre figure specialistiche, con il coordinamento dell'oncologo medico, risulta infatti fondamentale per gestire al meglio questa patologia".

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sabato 4 aprile 2009

Sesso: Bondage e Frustini, Sadomaso Il Segreto Per Coppie Di Ferro

Roma, 30 mar. (Adnkronos Salute) - Altro che fiori e cenette a lume di candela. Il segreto delle coppie più salde sarebbe nascosto nell'alcova. Secondo due studi americani, infatti, la ricetta Doc prevede sesso estremo e attività sadomaso come bondage, sculaccioni e ben assestati colpi di frusta. Queste pratiche, infatti, hanno un potente effetto antistress e, secondo ben due studi americani, contribuiscono ad avvicinare i partner. Le ricerche, pubblicate su 'New Scientist', non lasciano dubbi sui benefici del sadomaso più o meno soft. In particolare, Brad Sagarin della Northern Illinois University di DeKalb (Usa) e i suoi colleghi hanno misurato i livelli dell'ormone dello stress (cortisolo) in 13 uomini e donne che dovevano partecipare a un party sadomaso in Arizona. I test sono stati condotti prima, durante e dopo la festa.

Ebbene, durante le scene bollenti i livelli di cortisolo salivano in modo significativo nei soggetti passivi (quelli che subivano lo stimolo doloroso), ma tornavano nella norma dopo 40 minuti se tutto andava bene, mentre non c'erano modificazioni di questo ormone nei soggetti attivi. In un'altra indagine, condotta nel corso di un evento sadomaso in Colorado, gli studiosi hanno misurato il testosterone in 45 uomini e donne, con il risultato che l'ormone aumentava significativamente nelle donne 'passive'.

Un'impennata che, commenta all'ADNKRONOS SALUTE l'italiana Donatella Marazziti del dipartimento di Psichiatria, neurobiologia, farmacologia e biotecnologie dell'Università di Pisa, si spiega con il fatto che l'ormone può aiutare le donne a gestire meglio la natura aggressiva delle pratiche sadomaso. Non solo. Alla fine in entrambi gli studi le coppie soddisfatte della serata sono risultate anche più complici, unite e intime, come si legge sugli 'Archives of Sexual Behaviour'.

Inoltre i due ormoni 'impazziti' nella fase di sesso estremo tornavano alla normalità una volta terminata la 'sessione', ma questo accadeva solo nelle coppie che avevano gradito l'esperienza. "Ne possiamo dedurre - dice la Marazziti - che se il rapporto è consenziente non è stressante, anche se si tratta di sesso estremo. Sono studi interessanti pubblicati su una rivista importante - prosegue la ricercatrice italiana - ma certo non sorprendenti: è chiaro che chi cerca e pratica questo tipo di rapporti li gradisce. Dunque, non stupisce che in questo caso anche la complicità di coppia aumenti".

Quasi tutte le attività condivise fanno bene alle coppie e nutrono la complicità, secondo lo psicologo britannico Richard Wiseman dell'University of Hertfordshire. "Non è necessario frustare il proprio partner, ma potrebbe bastare una cosa semplice come cucinare insieme o fare i lavori di casa in due", suggerisce.

Mentre per Nick Neave, psicologo dell'University of Northumbria (GB) i risultati sono interessanti, ma bisognerebbe capire se i partecipanti sono arrivati al culmine del piacere. L'orgasmo - spiega lo studioso - è associato a una riduzione dello stress e a un aumento degli ormoni associati alla complicità e all'affetto nei confronti del compagno.

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domenica 8 febbraio 2009

Fumo: in Italia 80mila morti l'anno

ANSA) - ROMA, 5 FEB - In Italia sono oltre 80mila l'anno i morti per fumo di sigaretta. Da tale dato e' partita oggi la Campagna '09 'Il fumo ti uccide:difenditi!'.

I sottosegretari alla Salute Ferruccio Fazio e alla Presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti l'hanno presentata a Palazzo Chigi. Obiettivi della Campagna del ministero del Welfare- il cui testimonial e' l'attore Renato Pozzetto- sono la riduzione del numero di fumatori abituali e la prevenzione dell'avvicinamento dei giovanissimi alle sigarette.

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sabato 15 novembre 2008

Antibiotici sì, ma con cautela




Giornata Europea di informazione sul corretto uso degli antibiotici.

Per saperne di più:

http://www.iss.it/anti/

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giovedì 28 agosto 2008

Vuoi perdere peso?





Scrivi un diario
Il segreto è annotare ciò che mangi

PORTLAND (Oregon) - Bridget Jones annotava i suoi vizi sul famoso diario ogni giorno: tre bicchieri di vino, dieci sigarette, un gelato, tre cappuccini. Proprio come l'eroina dei romanzi di Helen Fielding, tutti coloro che vogliono perdere peso dovrebbero tenere un diario alimentare e annotare giorno dopo giorno ciò che mangiano, fuori pasto compresi. Stando alle ultime ricerche in materia, pare infatti che sia questo il segreto per eliminare i chili di troppo. Senza illudersi che da un momento all'altro Hugh Grant si materializzi in cucina, le irriducibili del cornetto a metà mattinata dovrebbero annotare non solo il numero dei biscotti mangiati a colazione e i grammi di pasta cucinati a pranzo, ma anche quel pezzetto di formaggio trangugiato in fretta parlando al telefono con l'amica e il cioccolatino mangiato sovrappensiero davanti alla tv.

Missione impossibile? "Dopo una settimana di meticolose annotazioni, le pazienti si renderanno conto di quante calorie si assimilano con i fuori pasto e smetteranno di farsi del male da sole: provare per credere". A parlare è Giorgio Calabrese, nutrizionista dell'Università Cattolica di Piacenza e convinto sostenitore del "diario alimentare". La conferma dell'utilità di questa abitudine arriva da uno studio americano pubblicato sul numero di agosto dell'American Journal of Preventive Medicine, condotto da Jack Hollis e Victor Stevens del Kaiser Permanente's Center for Health Research di Portland, nell'Oregon.

La ricerca ha preso in esame 1700 volontari, il 44% dei quali afro-americani (un gruppo etnico particolarmente soggetto al rischio di contrarre malattie legate al sovrappeso). Ai partecipanti è stato chiesto, per un periodo di sei mesi, di seguire una dieta del tutto povera di grassi e ricca di frutta e verdura, e di fare un po' di esercizio fisico ogni giorno per trenta minuti, annotando poi su un diario o sul pc i cibi e le bevande assunte nel corso della giornata. Sei mesi dopo, due terzi di loro avevano perso almeno quattro chili, un traguardo sufficiente a ridurre i rischi per la salute ed essere ammessi alla successiva fase di mantenimento, della durata di 30 mesi. Ma i risultati più incoraggianti erano stati ottenuti da chi aveva diligentemente aggiornato il proprio diario alimentare: fuori pasto, cucchiaini di zucchero nel caffè, persino le caramelle.
Il professor Hollis ha spiegato che tenere un diario di questo tipo aiuta a fare il punto su cosa si è mangiato e sulle calorie assunte, nonché a rendersi conto degli errori commessi o delle abitudini scorrette che possono più facilmente essere modificate. "Il problema è che, quando si segue una dieta, non ci si rende conto di quanti strappi alla regola si fanno dalla mattina alla sera - spiega Calabrese - Molto spesso mi ritrovo ad avere a che fare con donne e uomini che di fronte all'aumento di peso rispondono ingenuamente: ma come dottore, non sto mangiando più niente... E invece poi si scopre che tra pezzetti di formaggio, aperitivi, snack e caffè alla macchinetta assumono ogni giorno 1500 calorie in più".

Secondo il nutrizionista, tenere un diario aiuta risvegliare quella che lui definisce "coscienza alimentare", ovvero a prendere consapevolezza degli errori commessi inconsciamente. Le piaghe peggiori sono i fuori pasto "non codificati", quelli nei quali ci si imbatte per caso, perché il collega ci invita a colazione o un amico ci offre l'aperitivo. "Un frutto, un frullato o un succo: quando la fame bussa sono questi gli unici strappi concessi", conclude. Carta, penna e buona volontà, dunque. La fatica verrà ripagata con una silhouette invidiabile.

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sabato 28 giugno 2008

L'EMICRANIA SI SPEGNE COL 'TELECOMANDO'

ROMA - Attanaglia un lato della testa in una morsa di dolore, contro di lei spesso i farmaci nulla possono ma in un prossimo futuro l'emicrania potrebbe essere messa KO con un "telecomando", un dispositivo portatile per stimolare in modo indolore e non invasivo il cervello, utilizzabile all'occorrenza autonomamente dal paziente pure in casa propria.

E' il dispositivo messo a punto e testato già su molti pazienti in America per prevenire l'emicrania, in particolare per ora quella con aura, ovvero l'emicrania preceduta da 'sintomi premonitori' come flash luminosi, stelline, abbassamenti visivi. Quando arrivano queste avvisaglie del mal di testa incipiente basta azionare il "telecomando" sperimentato con successo presso la Ohio State University, e il mal di testa si blocca sul nascere. Il dispositivo è basato sulla Stimolazione Magnetica Transcranica (TMS) ed i risultati delle sperimentazioni sono stati presentati al meeting annuale della American Headache Society (società americana per lo studio delle cefalee) tenutosi a Boston.

A differenza del comune mal di testa, l'emicrania, che si ritiene causata da ipereccitabilità neurale, si caratterizza per attacchi di dolore intenso e pulsante e colpisce solitamente una parte della testa, per poi diffondersi alla fronte, agli occhi, al viso e alla mascella. Il dolore si accompagna a nausea, vomito, fotofobia, intolleranza al rumore, difficoltà nel linguaggio. La durata degli attacchi varia da due ore fino a tre giorni. In Italia ne sono colpiti sei milioni di persone. Ciò nondimeno sono ancora pochi gli emicranici consapevoli di avere una vera e propria malattia, mentre sono parecchi coloro che, piuttosto che rivolgersi a un centro specializzato per le cefalee, si affidano a cure 'fai-da-te' che possono ingenerare dipendenza e peggiorare il problema. Inoltre va detto che alcuni pazienti emicranici non rispondono bene ai farmaci oggi disponibili per prevenire il disturbo e che queste medicine possono avere effetti collaterali. E' chiaro quindi che avere a disposizione un congegno che previene gli attacchi, in più senza effetti collaterali, può essere risolutivo in molti casi. Gli esperti avevano inizialmente visto che contro l'emicrania é efficace la TMS, una procedura indolore e non invasiva da anni usata per studiare e modificare l'attività del cervello, che trova già impiego in numerose patologie come la depressione. In pratica la TMS manda al cervello campi elettromagnetici che ne modificano l'attività spegnendo o attivando determinate aree neurali.

Tuttavia lo strumento per la TMS presente negli ospedali è enorme e per i pazienti sarebbe quindi inservibile per prevenire attacchi che possono manifestarsi in ogni momento. Serve un congegno da poter usare all'occorrenza anche a casa non appena il paziente avverte che un attacco è in dirittura d'arrivo. Così la ditta californiana NeuraLieve ha realizzato il dispositivo portatile e il neurologo Yousef Mohammad dell'ateneo Usa l'ha sperimentato con successo su 164 pazienti confrontando l'efficacia della stimolazione con una finta stimolazione (placebo). L'idea è quindi che un giorno il paziente, riconoscendo i 'sintomi premonitori' dell'emicrania, si 'autosomministri' la stimolazione con lo strumento portatile e in questo modo sia in grado di prevenire l'attacco il tutto senza alcun bisogno di assumere medicine.

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giovedì 19 giugno 2008

1000 casi nuovi all'anno di anoressia.


Il telegiornale ha appena dato la notizia...
e da ragazza posso dire che mi ha sconvolto.
Si parla di 1000 nuovi casi all'anno, di ragazze adulte che a 29 anni pesano 25 chili, di ragazzine dodicenni che rifiutano di mangiare perchè si sentono grasse.

so cosa vuol dire relazionarsi con una bambina che ha questi problemi...purtroppo da due anni a questa parte la mia cuginetta ne soffre anche se ora sta migliorando...
E' una malattia che colpisce il fisico, ma che è causa di un disagio che nasce nella loro testa...
Non sai cosa fare non sai cosa dire...
vuoi solo che la smettano questo digiuno forzato...
Ma come fai?

Al tg dicono che il 50% dei casi che si ammala giunge alla morte nel giro di poco perchè rifiuta la cura...

ma come si è arrivati a questo punto?
siamo nel 21° secolo e siamo così ignoranti da proporre come modelli di bellezza delle persone malate...
modelle, ballerine e chi più ne ha più ne metta...
basta che siano secche e non mangino che sono belle...

è questa la bellezza?
quella vera?

ma non è solo colpa di chi propone i modelli...
ma anche di chi li incoraggia...
e di chi inevitabilmente fa credere alle ragazze (che per natura dai 12 ai 20 sono in lotta con se stesse, lo specchio e la bilancia!) che se non sono così non saranno mai volute nè amate...e fa credere ai ragazzi (anche questi infinocchiati dai media)che solo le ragazze così vanno amate e desiderate...

L'inghilterra che ha i maggiori numeri di vittime a causa dell'anoressia ha vietato in passerella le taglie inferiori alla 44...

in Italia quando si farà qualcosa?

::: Gioia, Fascino, Bellezza.
Aglaia, Eufrosine, Talia.
Le Tre Grazie.
Non erano pelle e ossa...
eppure erano amate e desiderate.
Esse erano il simbolo dell' Amore, della Gioia e del Desiderio. :::


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mercoledì 4 giugno 2008

70% RAGAZZE NON SI PIACE, UN MLN LOTTA CON CIBO


ROMA - Le ragazze non si piacciono, 7 su 10 hanno problemi ad accettare il proprio corpo e sono oltre un milione, si calcola, le donne italiane alle prese con seri problemi di alimentazione, che hanno nomi precisi nella maggior parte di casi: bulimia e anoressia.
Spaventosi gli effetti sulla salute se si considera che, almeno per le donne colpite da quest'ultima, il tasso di mortalita' e' fino a 12 volte maggiore rispetto a donne sane di pari eta'. E' l'allarme che arriva dagli specialisti di nutrizione che si riuniranno a Vicenza per il decimo Congresso Nazionale ANSiSA (Associazione Nazionale Specialisti Scienza Alimentazione) che si aprira' domani a Vicenza. Roberto Ostuzzi, Presidente del Congresso, Presidente ANSiSA e Medico Responsabile Centro Disturbi Alimentari Casa di Cura Villa Margherita, Arcugnano (VI) spiega che se e' vero che le donne sono le piu' colpite e che il 20-30% di loro va incontro a una cronicizzazione, preoccupa anche la crescita del numero di maschi che hanno un rapporto difficile con l'alimentazione.
Gli specialisti della nutrizione si interrogano su come intervenire nei prossimi anni per arrestare un trend che sembra ormai consolidato. "L'Italia - riprende Ostuzzi - non e' piu' il paese dagli ingredienti sani e dalla dieta che tutto il mondo ci invidiava conosciuta come Mediterranea. Oltre alle patologie citate siamo anche noi travolti dal fenomeno chiamato recentemente 'globesita'' e comune a tutti i paesi occidentali. E' necessaria un'inversione di rotta che tenga conto delle difficolta' delle persone alle prese con l'ago della bilancia e dei fattori socioculturali che intervengono nella genesi di queste problematiche".
Tra i fattori familiari va sottolineato la sempre maggiore frequenza con cui si incontrano ragazze che hanno una madre con problemi alimentari, e questo solitamente complica molto le cure. "Nell'ultimo anno abbiamo registrato che su 100 nuovi casi ben il 20% ha queste caratteristiche. D'altra parte i nostri studi ci dicono che nelle ragazze di 16 anni ben il 70% e' scontento del proprio corpo e vorrebbe dimagrire" spiega Ostuzzi. E a proposito degli effetti dei corpi scultorei proposti dalle riviste patinate, cosi' difficili da eguagliare perche' lontani anni luce dalla realta' non ci sono dubbi sulle responsabilita'; diversi studi dimostrano che le ragazze lettrici abituali di riviste di moda sono piu' soggette a comportamenti alimentari disturbati. Segno che anche il giro di vite, sul 'giro di vita' delle modelle anoressiche non ha sortito gli effetti sperati.
Gli strumenti della terapia sono la riabilitazione psiconutrizionale, la psicoterapia, il recupero di abilita' relazionali sociali e familiari, la psicofarmacologia. Ma per arginare la deriva alimentare italiana, secondo gli esperti, e' necessario uno sforzo congiunto. Un tavolo di discussione che coinvolga istituzioni e comunita' scientifiche in primis, ma anche aziende e media e un ruolo di primo piano agli spazi piu' importanti per la crescita dei ragazzi come la famiglia e la scuola.

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sabato 24 maggio 2008

Sicko e la Sanità negli USA


Oggi, ho visto il film documentario "Sicko" di Michael Moore. Per chi non l'avesse mai visto, si tratta di una critica delle storture del sistema sanitario americano (basato sulle privatizzazioni e sulle polizze assicurative). Nella vicenda, non mancan i politici ed i loro rapporti con le società di assicurazioni.

Il confronto con il sistema canadese e quelli europei è devastante.

L'indagine sulle Compagnie assicurative ed i rapporti con i medici mette in luce una squallida relazione: lo stipendio dei medici aumenta se essi danno il loro parere negativo alle richieste di cura degli assistiti!
Quindi, in molti casi, nemmeno chi ha la copertura assicurativa può dirsi al sicuro...

Il vero scoop del regista è scoprire che i volontari dell’11 settembre (che si sono ammalati) non sono coperti dall’assicurazione governativa, che ha destinato le cure solo a chi aveva un contratto regolare.
Mentre, i terroristi di Al Qaeda a Guantanamo Bay ricevono gratuitamente visite mediche, dentistiche, oculistiche e tutto quanto gli occore. Nel film, invano, il regista ha tentato di entrare a Guantanamo con i volontari malati, ripiegando poi sugli ospedali locali cubani.

Ve lo consiglio... aiuta a riflettere su una società, quella americana, dove il sogno americano di una vita felice e migliore si scontra con l'incubo di aver bisogno di un farmaco o di un intervento...

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venerdì 2 maggio 2008

CLIMA: RISCALDAMENTO GLOBO ALIMENTA DIFFUSIONE AIDS


SYDNEY - Il riscaldamento globale è la nuova minaccia alla sempre più diffusa epidemia di Hiv nel mondo, perché indirettamente rende più vulnerabili alla morte ed a gravi malattie da Hiv/Aids chi vive nei paesi in via di sviluppo.


A dare il nuovo avvertimento sul futuro della lotta alla malattia è stato oggi il docente di salute pubblica e diritti umani dell'università del Nuovo Galles del sud Daniel Tarantola parlando ad un forum internazionale sull'Hiv a Sydney.

"E' divenuto chiaro con l'epidemia di Hiv che discriminazione, ineguaglianza di genere e mancanza di accesso ai servizi essenziali rendono vulnerabili alcune popolazioni più di altre", ha detto. Questi problemi non sono andati via, ha aggiunto, e oggi delle nuove minacce si profilano all'orizzonte, "mentre la situazione economica globale si deteriora, la scarsezza alimentare peggiora e il cambiamento climatico comincia a colpire coloro che erano già dipendenti da economie di sopravvivenza".

"Il cambiamento climatico farà scattare una catena di eventi aumentando lo stress sulla società e la vulnerabilità a malattie, incluso l'Hiv", ha concluso Tarantola.

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sabato 19 aprile 2008

FARMACI, DA 11 MAGGIO SE URGENTI SENZA RICETTA

Dall'11 maggio sarà possibile acquistare medicinali urgenti in farmacia anche se in quel momento si è sprovvisti della necessaria ricetta del medico. La misura, promossa dal ministero della salute e approvata dalla Conferenza Stato-Regioni, è stata pubblicata nella Gazzetta ufficiale dello scorso 12 aprile e diventerà operativa appunto l'11 maggio, trascorso il previsto periodo di 30 giorni dalla pubblicazione. In sostanza, dunque, farmaci che normalmente richiedono la prescrizione medica, potranno essere consegnati subito dal farmacista al paziente in casi di urgenza. L'obiettivo della misura, come spiega il ministero della Salute, è "garantire la non interruzione di un trattamento in corso per i casi di patologie croniche ed acute o in occasione di dimissione ospedaliera". L'erogazione di farmaci in tali situazioni, precisa il ministero, "non avviene a carico del Servizio sanitario nazionale".

Per fare un esempio, nel caso di patologie croniche come diabete, ipertensione, broncopneumopatia, spiega il ministero della Salute, "il farmacista può consegnare il medicinale a condizione che siano disponibili elementi che confermino che il paziente è in trattamento con il farmaco, quali l'esibizione da parte del paziente o della persona che si reca in farmacia in sua vece di uno dei seguenti documenti: un documento rilasciato dall'autorità sanitaria attestante la patologia; un documento originale firmato dal medico attestante la patologia cronica con l'indicazione del farmaco; una ricetta scaduta da non più di trenta giorni". Altre condizioni che consentono al farmacista di poter consegnare il medicinale sono: la presenza nella stessa farmacia di una precedente ricetta o la conoscenza diretta dello stato di salute del paziente da parte del farmacista. In caso invece di patologia acuta che implica la necessità di non interrompere un trattamento, quale ad esempio l'ulteriore assunzione di un antibiotico, il farmacista può consegnare il medicinale a condizione che ci sia la presenza in farmacia di una prescrizione medica rilasciata in una data che faccia presumere che il paziente sia ancora in trattamento con il medicinale richiesto o l'esibizione, da parte del cliente, di una confezione inutilizzabile, ad esempio un flaconcino danneggiato (restano esclusi i medicinali inseriti nelle tabelle delle sostanze stupefacenti). Il farmacista dovrà comunque informare il medico curante e consegnerà al cliente una scheda, da inoltrare al medico, contenente la specificazione del medicinale erogato.(ANSA).

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sabato 5 aprile 2008

Salute: Dormi Troppo o Troppo Poco?Ingrasserai Anno Per Anno

(ANSA) - ROMA, 29 MAR - Dimmi quanto dormi e ti diro' quanto peserai negli anni a venire: infatti chi dorme troppo poco, o viceversa chi indugia tra le braccia di Morfeo piu' del dovuto, ha un rischio maggiore di mettere su chili anno dopo anno. Lo dimostra uno studio di Jean-Philippe Chaput della Laval University di Quebec, Canada pubblicato sulla rivista Sleep. Dormendo meno di sei ore a notte si guadagna un rischio del 35% in piu' di ingrassare di 5 kg in sei anni rispetto a chi dorme 7-8 ore, il giusto; dormendo 9-10 ore a notte un rischio del 25% in piu'. Ormai vari studi hanno evidenziato un legame tra sonno e metabolismo, piu' volte si e' dimostrato che dormire poco ingrassa. Gli esperti hanno seguito le abitudini di 276 adulti tra 21 e 64 anni per un periodo complessivo di sei anni e hanno visto che poche o troppe ore di sonno col passare del tempo si fanno sentire sulla bilancia: dormire non piu' di sei ore a notte corrisponde a due chili in piu' in sei anni, dormire troppo a 1,5 chili in piu'. Ma l'ago della bilancia puo' impennarsi fino a 5 Kg in sei anni per questi due gruppi di persone. E anche il rischio obesita' sale se si lesinano ore preziose al sonno, +27% di rischio in sei anni, o se al contrario, si dorme troppo, +21% di rischio aggiuntivo. Un motivo in piu', quindi, per non sottovalutare l'igiene del sonno che prescrive una dormita di 7-8 ore regolarmente ogni notte. (ANSA).

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Milano, Giallo Su Un Caso Di Malaria

(Adnkronos) - E' giallo su un caso di malaria a Milano. L'Asl cittadina, insieme a super-esperti del settore, sta indagando su un episodio di infezione apparentemente inspiegabile. La storia riguarda una donna residente nel capoluogo lombardo alla quale nelle scorse settimane è stata diagnosticata la malattia in un ospedale di Firenze, dove si trovava in quei giorni per far visita a dei parenti. Né la paziente, né alcun suo familiare o conoscente, sono stati in Paesi a rischio. Unico indizio un ricovero che la donna ha avuto nei mesi scorsi in un ospedale milanese, dove è entrata in contatto con un uomo ammalatosi di malaria dopo un viaggio.

Calcolando il periodo di incubazione, la paziente risulterebbe essersi infettata proprio durante i giorni di degenza a Milano. Ma "l'ipotesi di un contagio tra i due è da escludere", assicura Edgardo Valerio, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell'Asl Città di Milano, intervenuto oggi a un convegno sulla lotta alle zanzare organizzato dalla Facoltà di Agraria dell'università degli Studi meneghina. Come pure è da escludere, spiega l'esperto all'Adnkronos Salute a margine dei lavori, che una zanzara milanese abbia potuto pungere l'uomo, 'infettarsi' a sua volta, pungere quindi la donna e trasmetterle la patologia.

"Quel che è certo è che non si tratta di una zanzara autoctona", prosegue Valerio, garantendo "l'assoluta eccezionalità del caso" e invitando i cittadini a "non avere alcun timore. Non c'è alcun allarme", dice.

"L'ipotesi è che possa trattarsi di una zanzara 'da valigia' - sorride - un insetto non milanese né italiano, ma straniero e importato nei bagagli. L'Istituto superiore di sanità ci dice infatti che le nostre zanzare anofele non sono assolutamente in grado di completare tutto il ciclo biologico che le renderebbe a rischio di inoculare il plasmodium responsabile della malaria", precisa. Per ora il mistero resta. "Sono in corso indagini genetiche sui due plasmodi, quello che ha infettato la donna e quello che ha infettato l'uomo, per studiarne il grado di somiglianza. Ora aspettiamo novità per le prossime settimane", conclude Valerio.

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Curiosità: 2009,niente più calorie sulle etichette

La notizia è apparsa il primo aprile, ma non si tratta di uno scherzo: dal 2009 scomparirà l'indicazione delle calorie sulle etichette nutrizionali degli alimenti e sarà adottata l'unità di misura internazionale, nota come joule. Il provvedimento che manda in pensione le vecchie calorie, in vigore solo a partire dal prossimo anno, è contenuto nel Decreto del Presidente della Repubblica numero 802 del 1982, oggetto di ben ventisei anni di proroghe. A segnalare la novità "nutrizionale" è l'Unione nazionale consumatori che sottolinea il possibile disagio dei cittadini che leggendo le etichette non saranno più in grado di capire quanta energia apportano all'organismo con i cibi che ingeriscono. Con le nuove unità di misura sarebbe più difficile anche la lotta all'obesità, soprattutto se si considerano multipli e sottomultipli dello joule, ovvero yota, zeta, zepto e yocto.

Approfondisci il tema su www.intrage.it

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mercoledì 2 aprile 2008

Un blog per combattere il caro-bebe'

PISA. In Italia tutta la spesa per il bambino e' piu' cara che nel resto d' Europa: dagli omogeneizzati alle pappe, dai pannolini ai vestitini, dai giocattoli ai prodotti per l'igiene, dai farmaci alle visite dei pediatri. Da oggi pero', in aiuto dei genitori alle prese con il caro-figli, c'e' uno strumento in piu'. Si tratta di www.carobebe.it, il nuovo blog dedicato al consumo critico per neogenitori: tante news e guide gratuite per insegnare ai genitori come operare - nel campo degli acquisti per i piu' piccini - scelte consapevoli e all'insegna del risparmio. Del resto, quella del caro-bebe' e' un'anomalia tutta italiana, alla quale non si sottrae nemmeno il periodo della gravidanza, tra esami diagnostici, articoli pre'maman e corredino per il neonato in arrivo. Il motivo? Non volendo far mancare nulla ai nostri amatissimi frugoletti, anche di fronte a prezzi spropositati o ad aumenti ingiustificati, finiamo per non rinunciare all'acquisto. Complice la pubblicita', che in questo senso gioca un ruolo fondamentale. Ma non basta. Accanto a questi temi, il blog offre informazioni ed utili consigli anche su argomenti quali la tutela del lavoro dei genitori, le problematiche legate alle adozioni e agli affidi, la sicurezza dei giocattoli e quella degli alimenti e dei farmaci per bambini. Senza dimenticare, naturalmente, l'ambiente e i prodotti eco-sostenibili per neonati.

Per maggiori informazioni visita Studiocelentano.it

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giovedì 13 marzo 2008

Farmaci:Aifa Ritira Lotto Di Antibiotico Per Dosaggio Errato

ANSA) - ROMA, 13 MAR - L'Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) ha disposto il ritiro dal mercato del lotto n.2DC7043DH703, con scadenza 09/2009, di un antibiotico, la ''Cefazolina dorom 1g/3ml'' Aic A023827090. Lo ha reso noto questo pomeriggio la stessa Aifa con un comunicato. Il provvedimento e' stato deciso perche' all'interno delle confezioni da 500 mg/1,5ml sono stati trovati flaconi da 1g/3ml 1 g (dosaggio doppio), a parita' di principio attivo. La Cefazolina dorom e' un antibiotico appartenente alla categoria delle cefolosporine per il trattamento delle infezioni batteriche. ''L'Aifa raccomanda ai pazienti in trattamento con il farmaco - si legge - di verificare se il numero di lotto corrisponde a quello ritirato e, in tal caso, di sospendere l'uso e rivolgersi al proprio medico per una nuova prescrizione''. (ANSA).

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martedì 11 marzo 2008

Salute, ex fumatori piu' salutisti

(ANSA) - MILANO, 11 MAR - Gli ex fumatori sono le persone che hanno lo stile di vita piu' sano e attivo, persino migliore di chi non ha mai fumato in vita sua.A dirlo sono gli esperti riuniti oggi a Milano per illustrare i dati sulla sedentarieta' e il sovrappeso degli italiani, raccolti dall' Osservatorio Grana Padano. Dall'indagine risulta che gli over 50 ex fumatori sono la categoria fisicamente piu' attiva. E' importante invece educare a uno stile di vita attivo i giovani.

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