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giovedì 16 dicembre 2010

FOTO DI NUDO PER REGALI, LE INVIA IL 14% DEGLI ADOLESCENTI

AGI) - Roma, 15 dic. - Inviare immagini personali di nudo per avere in cambio regali come ricariche telefoniche o ricompense in denaro e' una pratica che coinvolge il 14% degli adolescenti italiani, un quarto dei quali scambia abitudinalmente immagini o video personali a contenuto sessuale con amici e compagni. E' quanto emerge da una ricerca condotta nel 2010 dalla ong internazionale Save the children su un campione di 453 ragazzi italiani tra i 12 e i 19 anni d'eta', provenienti da tutto il territorio nazionale. Dall'indagine, presentata a Roma nel corso di un convegno organizzato insieme alla Societa' italiana di ginecologia e ostetricia (Sigo) e intitolato 'Adolescenti, sesso, internet e tv: comportamenti virtuali e rischi reali', emerge inoltre che il 43% dei ragazzi invia messaggi con riferimento al sesso, altrettanti inviano abitualmente i dati personali a qualcuno conosciuto su internet, il 41% guarda immagini o video a sfondo sessuale sulla rete e una percentuale equivalente riceve messaggi a sfondo sessuale; il 22% infine ha avuto rapporti intimi con qualcuno conosciuto via web.




Comportamenti che, sottolineano da Save the children e dalla Sigo, stridono con la consapevolezza dei rischi e pericoli corsi nell'adottarli: il 29% degli intervistati segnala molestie quotidiane via cellulare/email e il 76 e' consapevole che i rischi prevalgono sui vantaggi. La propensione al 'sesso on line' e' inoltre legata a una serie di comportamenti a rischio, sessuali e non, fuori dalla rete. Il 40% del campione riferisce di rapporti sessuali completi da parte dei propri compagni, il 30 dichiara la diffusione del consumo di droghe leggere, il 24 ammette che e' diffuso tra i propri amici l'avere atteggiamento di disprezzo verso stranieri e disabili, il 19 sottolinea la partecipazione attiva (propria o di amici) a episodi di bullismo, il 15 parla di furti nei negozi, il 13 di guida senza patente e il 12 di uso di droghe pesanti. La percezione del pericolo, dichiara Emilio Arisi consigliere nazionale Sigo, "e' piu' bassa nei giovani che trascorrono ore in rete scambiandosi messaggi, foto o video ad alto contenuto erotico. E' necessaria quindi un'attenta sorveglianza sulle attivita' dei giovani al pc per intervenire tempestivamente e scongiurare situazioni drammatiche. E' dimostrato -aggiunge- che un controllo piu' serrato dei genitori ha un effetto protettivo. Ma non possiamo delegare solo alla famiglia la responsabilita' della prevenzione. La scuola e' indispensabile". La sfida, conclude Arisi, "e' insegnare ai ragazzi, che trascorrono in solitudine gran parte del tempo passato al computer, a utilizzarlo nel modo giusto". Il 40% del campione riferisce di rapporti sessuali completi da parte dei propri compagni, il 30 dichiara la diffusione del consumo di droghe leggere, il 24 ammette che e' diffuso tra i propri amici l'avere atteggiamento di disprezzo verso stranieri e disabili, il 19 sottolinea la partecipazione attiva (propria o di amici) a episodi di bullismo, il 15 parla di furti nei negozi, il 13 di guida senza patente e il 12 di uso di droghe pesanti. La percezione del pericolo, dichiara Emilio Arisi consigliere nazionale Sigo, "e' piu' bassa nei giovani che trascorrono ore in rete scambiandosi messaggi, foto o video ad alto contenuto erotico. E' necessaria quindi un'attenta sorveglianza sulle attivita' dei giovani al pc per intervenire tempestivamente e scongiurare situazioni drammatiche. E' dimostrato -aggiunge- che un controllo piu' serrato dei genitori ha un effetto protettivo. Ma non possiamo delegare solo alla famiglia la responsabilita' della prevenzione. La scuola e' indispensabile". La sfida, conclude Arisi, "e' insegnare ai ragazzi, che trascorrono in solitudine gran parte del tempo passato al computer, a utilizzarlo nel modo giusto" .

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lunedì 8 novembre 2010

E' stata Sabrina a uccidere Sarah" Sopralluogo Ris in casa Misseri

Taranto, 6 nov. (Adnkronos/Ign) - Un sopralluogo dei carabinieri dei Ris è stato effettuato questa mattina nella casa di Michele Misseri, il contadino di Avetrana in carcere dal 7 ottobre con l'accusa di aver ucciso la nipote Sarah Scazzi. Lo confermano fonti investigative che specificano come questi atti servano per definire compiutamente il quadro dell'inchiesta in vista sia dell'udienza del Tribunale del Riesame, prevista per martedì, che dell'incidente probatorio nel corso del quale lo stesso Misseri dovrà essere interrogato, la cui data non è stata ancora fissata. Entrambi questi momenti dovranno tenere conto, ovviamente, dell'interrogatorio di ieri sera nel corso del quale Misseri avrebbe ritrattato la sua precedente confessione accusando la figlia dell'omicidio. Quanto a lui si sarebbe limitato all'occultamento del cadavere.Nell'interrogatorio durato cinque ore, l'uomo avrebbe inoltre affermato di non aver violentato la nipote. Ad ascoltarlo il pm della Procura di Taranto Mariano Buccoliero, il procuratore aggiunto Pietro Argentino, il colonnello dei carabinieri Antonio Russo, comandante del Reparto Operativo dell'Arma, e da un certo punto in poi anche il procuratore capo Franco Sebastio.

La nuova svolta di questa vicenda è giunta dopo il colloquio nel primo pomeriggio di Misseri con il suo avvocato d'ufficio Daniele Galoppa e con la consulente criminologa Roberta Bruzzone.

L'interrogatorio effettuato ieri non vale come incidente probatorio ed è stato sottoposto a segretazione.yahoo

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lunedì 4 ottobre 2010

Attaccano il bambino di 22 mesi al muro con il nastro adesivo La madre del piccolo e il suo fidanzato sono stati condannati. Scattavano foto quando il



WASHINGTON - Attaccano il bambino alla parete con il nastro adesivo, vicino alla presa della corrente, e lo fotografano ridendo, mentre lui piange disperato. È successo nella città di Lincoln, Nebraska, dove una madre ha torturato per divertimento, insieme con il suo fidanzato, il proprio figlio di 22 mesi. I due, appena tornati da una festa, erano alticci e su di giri. Il ragazzo, Corde Honea, 19 anni, tanto per cominciare ha attaccato al muro con lo scotch il biberon, troppo in alto perché il bambino potesse prenderlo, e si è divertito a fotografare il piccolo che piangeva disperato sforzandosi di arrivarci. Poi ha incollato le manine del bambino con lo scotch. E alla fine, sempre con lo scotch, ha immobilizzato le braccine del piccolo e lo ha attaccato alla parete: mentre il bambino piangeva, i due scattavano fotografie. La madre Jayla Hamm, 18 anni, assisteva divertita a queste atrocità, senza aiutare il piccolo, anzi facendosi fotografare accanto a lui. LA CONDANNA - La polizia ha scoperto le crudeltà della coppia grazie alla segnalazione di un amico, al quale erano state mostrate le scioccanti fotografie, che sono state sequestrate dalle autorità e che adesso sono state diffuse. Il giudice Paul Hamm Korslund ha condannato la madre a 10 giorniin carcere (da scontare in 5 fine settimana distinti) e a due anni di libertà vigilata. Il fidanzato è stato invece condannato dai 36 ai 60 mesi di carcere per abuso su minore. Il giovane era già stato in prigione per furto con scasso e per il possesso d'arma da fuoco rubata. «L'hanno fatto per divertimento: pensavano che fosse una cosa buffa», ha riferito il capo della polizia. Prima della condanna Honea ha detto al tribunale: «Non riesco a capire cosa sia successo in questi giorni. Mi assumo la piena responsabilità delle mie azioni. Non posso credere di aver fatto queste atrocità». Il bambino per ora resterà con lei, ma sotto la supervisione dei servizi sociali.
CORRIERE.IT

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mercoledì 21 aprile 2010

Il Post-it compie 30 anni

PRENDETE nota. Il Post-it Notes compie trent'anni. La scoperta dell'adesivo che incolla ma-non-tanto si deve a Spencer Silver, un ingegnere della 3M, la stessa società che nel 1930 brevettò un'altra cosetta di poco conto, lo Scotch. La 3M studiava le varie applicazioni commerciali degli adesivi e Silver nel 1968 inventò una colla che non solo era in grado di aderire a ogni superfice, ma poteva anche essere staccata e poi riposizionata. Resistente ma leggera. Gentile. Leggenda narra che la scoperta fu frutto di un errore, la colla doveva avere ben altra presa ma la formula, invece di dare vita alla più tipica pellicola, si presentava sotto forma di sfere trasparenti. La sua utilità era difficile da prevedere.

Fu la passione per il canto di un collega di Silver a suggerire la soluzione. Art Fry cantava nel coro della chiesa e aveva serissime difficoltà a tenere il segno tra gli spartiti. Metteva foglietti che cadevano regolarmente facendogli perdere filo, pazienza e concentrazione. Decise allora di usare la colla di Silver e l'applicò su piccoli fogli. I primi post-it videro la luce in chiesa, tra gli inni. Fu il colpo di genio. La produzione negli Stati Uniti cominciò ufficialmente solo nel 1980 per estendersi l'anno dopo anche in Canada e in Europa.

Per aver saputo mettere il segno, Art Fry nel tempo è stato premiato per il suo ruolo rivoluzionario nelle comunicazioni d'ufficio. Fu ammesso alla prestigiosa Carlton Society e al circolo 3M della Technical Excellence. E inserito nella lista di Esquire tra le "100 persone migliori del mondo".
Ma la diffusione del foglietto giallo canarino non è stata facile. Dietro, nella parte adesiva, si nasconde il lavoro di molte menti. Nel 1974 Bob Molenda prese in mano il progetto. Lo testò e, come marketing manager, diede origine al Post-it® Custom Printed Notes, poi si ritirò dalla 3M. L'ultimo sforzo dopo 33 anni di lavoro. Jack Wilkins cercò per anni di allargare il mercato. Bill Schoonenberg cominciò da Boise, in Idaho. Mandò in giro per gli uffici i primi campioni. Per allora fu uno sforzo enorme, conosciuto come il Boise Blitz. Invase le scrivanie di impiegati scettici che alla fine, nel 90 per cento dei casi, cominciarono a comprarli da soli. Mai più senza. E poi il vice presidente Joe Ramey che pubblicizzò i Post-it Notes mandando campioni in giro per gli uffici del mondo prima di ritirarsi nel 1988 dopo 40 anni di servizio alla M3. E per finire il manager E. Lynn Wilson. Di questi personaggi potete vedere i volti sorridenti 1 sul sito ufficiale. L'idea era semplice, ma loro furono inventori di mercati d'altri tempi, incollati alle loro poltrone e ai loro sogni.

Al piccolo foglio che attacca un po', si deve la tranquillità di impiegati, ma non solo. Con il Post-it Notes nascono liste plausibili di cose da fare. Impegni da ricordare. L'originale è giallo, ma attualmente sul mercato esistono oltre 600 prodotti marcati Post-it® Notes. La loro caratteristica è che non si spostano, che non lasciano traccia quando vengono rimossi. I post-it sono derogabili. Se un giorno la lista salta, si attaccano al giorno dopo. Senza fatica, senza senso di colpa. Segnatevi anche che dall'inizio della loro produzione i Post-it sono riciclabili. Che oggi si possono trovare in otto misure, 25 forme e 62 colori. Che sono necessari circa 506.880.000 Post-it Notes per circumnavigare il globo. E anche che sono arte pura. Melynda Schwier-Gierard ne ha utilizzati 60mila per i pannelli che espone nelle gallerie d'arte in tutto il mondo.

Nel 2003 la 3M ha presentato i Post-it Notes Super Sticky con le caratteristiche di quelli originali, ma con un adesivo brevettato che ne migliora la capacità di applicazione su computer, stampanti, frigoriferi, automobili. Oltre ai Super Sticky, tra le novità ci sono anche i segnapagina Post-it Index, i Post-it Memoboard per prendere appunti a parete, Post-it Software Notes, quelli digitali, i Notes Dispenser e Organizer, i Post-it Index Duo, che uniscono l'evidenziatore al dispenser. A Minneapolis è stato trovato un Post-it sulla parte anteriore di un aereo. Il volo arrivava da Las Vegas e la nota era destinata al personale di terra. Il foglietto aveva resistito a un viaggio a 500 miglia orarie e 56 gradi sotto zero. Nel 2004 il Post-it è stato inserito tra le opere esposte nella mostra del MoMa "Humble Masterpieces", semplici capolavori. Trent'anni dopo la scoperta, il Post-it fa ancora presa. (repubblica.it)

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domenica 4 aprile 2010

E' morto Santi Licheri




E' morto oggi a Roma all'età di 92 anni Santi Licheri, il giudice forse più famoso del piccolo schermo, storico protagonista del programma di Mediaset Forum, condotto da Rita Dalla Chiesa. La notizia è stata confermata dalla stessa conduttrice.

Nato a Ghilarzo, in provincia di Oristano, il 13 aprile 1918, Santi Licheri è approdato a Forum fin dalla prima edizione (1985), dopo una brillante carriera di procuratore della Repubblica, giudice e magistrato che lo ha portato fino al grado di presidente aggiunto onorario della Corte di Cassazione.

Dal primo giorno ha affrontato le controversie tipiche della trasmissione con garbo ed equilibrio, restandone un punto di riferimento fino alla penultima stagione. (repubblica.it)


Ho un bel ricordo di quest'uomo. Penso abbia contribuito a diffondere fra la gente comune il rispetto verso la Giustizia. Cosa non da poco, in questi tempi.

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sabato 20 febbraio 2010

Morto nell'indifferenza generale


Un grande necrologio "provocatorio" sulla prima pagina del nostro quotidiano 'la Nuova Ferrara', dedicato a Sahid Belamel, straniero e clandestino, morto dal freddo a San Valentino dopo essere stato per molte ore nudo e ferito ai bordi di una strada senza che nessuno lo soccorresse. Voluto dal direttore Paolo Boldrini per scuotere la città su tanta indifferenza

Ha scosso la coscienza della città il grande necrologio pubblicato sulla prima pagina della "Nuova Ferrara" dedicato a Sahid Belamel, straniero e clandestino, morto per il freddo la mattina di San Valentino dopo essere stato per molte ore nudo e ferito ai bordi di una strada senza che nessuno lo soccorresse. Il necrologio che ricorda lo sconcertante episodio ha fatto sobbalzare molti ferraresi che hanno inviato al giornale riflessioni e interventi sul caso del giovane magrebino morto perchè nessuno ha chiamato i soccorsi. «Sono amareggiato dall'indifferenza dei miei concittadini» scrive un ragazzo ferrarese che vive in una grande città europea. «Se l'intolleranza nei confronti degli immigrati - scrive un'altra lettrice - è salita a livelli inconcepibili, è perché sono state alimentate ad arte le paure inconsce della popolazione che si sente autorizzata ad esternare i pensieri più biechi e sempre più spesso dalle parole ai fatti».

Il necrologio provocatorio è stato apprezato anche da Roberto Natale, presidente della Fnsi che ha inviato alla redazione una lettera in cui «ringraziazia il direttore Boldrini e tutta la redazione de "La Nuova Ferrara" per la scelta di ricordare, in maniera giornalisticamente così incisiva, il giovane nordafricano. La nostra informazione - prosegue Natale - sui temi dell'immigrazione è troppo spesso un moltiplicatore dei germi di razzismo e xenofobia: quasi sempre senza rendercene conto, diffondiamo paure, stereotipi, pregiudizi. Proprio per contrastare questa deriva la Fnsi ha deciso - insieme all'Ordine - di varare la "Carta di Roma", cioè un protocollo deontologico che richiama ogni giornalista ad usare con precisione i termini, a non ridurre il fenomeno dell'immigrazione ad una questione di sicurezza, a non parlare soltanto di singole vicende di cronaca ma a dare la consistenza reale della questione, nelle sue ombre e nelle sue luci».


Il giornale pubblica anche l'intervento del sindaco Tiziano Tagliani, dell'arcivescovo monsignor Paolo Rabitti e di don Domenico Bedin, sacerdote di "frontiera" che si occupa dei problemi di immigrazione e gestisce un'associazione per la prima coglienza di chi si trova in difficoltà. «Stiamo perdendo di vista il vero senso della vita - scrive il sindaco Tagliani - con un forte individualismo a scapito dei valori comuni e universali che ci sono stati consegnati dai nostri antenati e che abbiamo il dovere di mantenere vivi per noi e per i nostri figli. La morte di Sahid Belamel ci costringe a meditare». L'arcivescovo Paolo Rabitti nel suo fondo scrive «Così muore la pietà» e paragona l'episodio ferrarese alla parabola evangelica del Buon Samaritano... «fui visto da molti e lasciato nello stato di abbandono, senza vestiti e malfermo e, perciò, abbandonato al suo destino. Così anche Ferrara, dopo altre città, entra nel novero delle comunità umane ad alto tasso di disumanità. Così i giovani, che sembrano tutt'uno quando varcono le discoteche, nel momento in cui uno di loro sballa e "sbiella", lo lasciano al loro destino».

Don Domenico Bedin lancia un confronto con un'altra giovane morte che ha scosso i ferraresi, quella di Federico Aldrovandi. «Il far finta di non vedere - scrive il sacerdote - per non compromettersi, è stata la costante anche della vicenda di Federico, rotta solo da una camerunense che in qualche modo ci ha redenti. Ma non abbiamo imparato la lezione».
«Non avevo fatto questa associazione, ma è vero - commenta Patrizia Moretti, la mamma di Federico - ripensando ad Anne Marie e al suo senso civico, mi viene da dire che molto più di noi gli immigrati hanno mantenuto intatto quel senso di solidarietà e fratellanza che da noi è andato perduto. Siamo diventati più chiusi e individualisti, abbiamo perso la capacità di empatia nei confronti del prossimo. Qualità che invece le popolazioni più povere hanno conservato, come i bambini. Mi fa pensare ai racconti di mio nonno, quando mi parlava della guerra e dei pericoli e delle privazioni che la gente allora doveva affrontare. Ma che proprio per quei pericoli e quelle privazioni era più portata a tendere la mano verso gli altri, a sostenersi l'un l'altro. Ecco, questo credo sia il grande insegnamento che gli immigrati possono riuscire a darci». (La nuova Ferrara)

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giovedì 11 febbraio 2010

Gli occhiali per il 3D e la nostra salute


Occhiali 3D, sì o no? Questo amletico dubbio è calato come un’ombra scura sulla prosperità del cinema 3D e attorno ad esso si sta concentrando il dibattito mediatico di questi giorni. Il primo allarme sulla effettiva sicurezza di questi dispositivi per gli occhi è stato lanciato dal Codacons. L’associazione dei consumatori ha infatti denunciato ai Carabinieri del Nas l’assenza del marchio CE negli occhiali consegnati agli ingressi dei cinema, sottolineando come nella maggior parti dei casi si tratti di prodotti “Made in china”, pericolosi per la salute dei consumatori.

In attesa dei risultati delle indagini dei Nas che accerteranno l’esistenza di eventuali irregolarità come dobbiamo comportarci? Quali sono i rischi effettivi per i nostri occhi? Dobbiamo effettivamente preoccuparci per la nostra salute? Abbiamo rivolto questi interrogativi a Maria Laura Ciccarelli, ortottista dell'IRCCS San Raffaele Termini.

Le lenti in sé non sono dannose. “Mi sono confrontata con molti colleghi ed ottici – ha detto la dott.sa Ciccarelli - e posso affermare che siamo tutti concordi nel non ritenere le lenti 3D dannose. In oculistica e in ortottica le utilizziamo per determinare il senso della profondità o stereopsi. La stereopsi è il livello più alto della visione binoculare e si saggia anteponendo davanti agli occhi occhiali polarizzati, che consentono di percepire determinate immagini in tridimensione. Il presupposto per la percezione in rilievo è una buona acutezza visiva in ciascun occhio ed un normale allineamento degli occhi. Senz’altro è importante che la qualità delle lenti sia garantita per cui benvenga il riconoscimento del marchio CE ma per quel che riguarda gli effetti collaterali come nausea o mal di testa credo sia necessario fare chiarezza”.

Il cinema 3D come i videogiochi. “In realtà – spiega la Ciccarelli - a creare disagi fisici come nausea, mal di testa e simili non sono gli occhiali 3D bensì la velocità della sequenza delle immagini”. A livello di stimolazione per gli occhi il cinema 3D può essere paragonato ai videogiochi. Dunque l’uso prolungato di una visione ipercinetica-iperstimolante, in determinati soggetti predisposti per cause diverse, può provocare fastidi o disturbi, allo stesso modo di un uso eccessivo di un video-gioco. “Per fare un esempio del tipo di sforzo a cui sottoponiamo i nostri occhi in questi casi basta pensare al fastidio che avvertiamo quando, guardando fuori dal finestrino di un treno in corsa, fissiamo i pali che ci passano davanti”.

Non dimenticare la propria correzione ottica. “Un altro errore molto comune che può causare affaticamento e fastidi – continua la Ciccarelli - è quello di indossare gli occhiali 3D senza il supporto della propria correzione ottica. Come spiegavo prima, il presupposto per la percezione in rilievo è una buona acutezza visiva in ciascun occhio ed un normale allineamento degli occhi. Quindi, per ottenere un buon risultato della tridimensionalità ed evitare mal di testa e nausee, le lenti 3D vanno utilizzate anteponendole alla correzione ottica in uso”.

L’igiene è fondamentale. “Per la prevenzione di patologie flogistiche – conclude la Ciccarelli – l'igiene è fondamentale. E’ quindi consigliabile che nelle sale cinematografiche vengano distribuite lenti 3D CE monouso o in alternativa occhiali sigillati che abbiano subito un processo di sterilizzazione”. (kataweb)

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mercoledì 10 febbraio 2010

Prima di tutto




Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare.

(Martin Niemöller)

In rete, queste parole sono attribuite a Brecht. C'è una controversia su chi sia l'autore e sulla forma del testo stesso.. ma rispetto al messaggio che trasmette... ogni polemica è superflua.


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Ragazze che si spogliano a scuola in gita.Sbronze, droga e sesso

MILANO - «La più memorabile è stata quella ad Amsterdam. Una studentessa tornò incinta. E quando non c’è di mezzo il sesso, ci sono altri problemi: in gita girano droga, alcol, i ragazzi sono ingestibili. L’errore più grande? Chiuderli in camera. Si calarono dal balcone». Da quella volta A. P., insegnante in un liceo milanese, ha detto basta. «Mai più in viaggio di istruzione». Una decisione ormai comune a moltissimi professori. Via dalla gita. Troppe responsabilità — penali e civili — troppe ore di sonno saltate, troppi rischi. Il ragazzino ubriaco in spiaggia (con relativa congestione), i compagni che fanno a botte con i coetanei di altre scuole, le adolescenti che passano la notte fuori, quella trascorre la mattinata a vomitare. No, non è il Bronx. Chi conosce bene gli adolescenti sa che queste scene possono ripetersi ogni volta che si parte. E la conseguenza — denunciano i presidi — è che rispetto a soli dieci anni fa gli accompagnatori «sono dimezzati».

Michele D’Elia, a capo dello scientifico Vittorio Veneto, non si scompone: «È ovvio che le cifre si siano ridotte: per portare in gita i ragazzi prendiamo a un euro all’ora, non ci viene riconosciuto il lavoro notturno e in più la gente pensa che siamo in vacanza. Ma si sbaglia: ci vogliono nervi d’acciaio per portare in giro una classe». Al Vittorio Veneto la metà dei professori ha firmato un documento: «Niente gita finché non saranno riconosciuti i nostri diritti». Paradosso: «Secondo un capitolato del ’92 l’accompagnatore dovrebbe controllare la rasatura delle gomme del bus. Se succede qualcosa e non era tutto in regola, la colpa è sua».

Mille precauzioni. Luca Azzolini del Frisi: «Non mando docenti che conosco poco». E ancora: «Un mese prima di partire iniziano le raccomandazioni». Oppure: «Io li tengo svegli tutta notte per stancarli»; «Portiamo solo quelli di quinta». Ma il pericolo è sempre in agguato. Sbronze, incidenti, scherzi mal riusciti. «È difficile evitare tutto questo», sospira Giacomo Merlo, del professionale Albe Steiner. «Viviamo in una società abituata allo sballo. Il controllo è possibile fino a un certo punto». E i ragazzi, aggiunge Carola Feltrinelli, a capo del Moreschi, «non sono educati ad affrontare questa esperienza. Per questo i docenti che li accompagnano sono sempre meno». «E non hanno torto», conclude Riccardo Grimaldi del Marelli.

Pochi eroi rimasti. Carlo Columbo, preside del Porta, ammette: «C’è uno zoccolo duro che crede ancora al valore educativo della gita e lo fa con spirito missionario». Tutti gli altri rinunciano. «È naturale — aggiunge Carlo Pedretti, preside del Parini —: se hanno i figli piccoli non possono muoversi. Stessa cosa se hanno i genitori anziani». Ribatte Giorgio Castellari del Vittorini: «I motivi di famiglia sono spesso una scusa: la verità è che non vogliono rischiare». Meglio non partire. eppure Rodolfo Rossi, preside del Giorgi, ha una ricetta anti-sorprese: «Soggiorni in famiglia (i ragazzi sono più controllati), scelta ragionata dell’albergo (evitare quelli enormi pieni di ragazzi italiani che assaltano le stanze di compagne consenzienti) e, per i più piccoli, agriturismo». Lui giura: «Così si contengono i rischi». E rilancia: «Portiamo in gita anche i lavoratori del serale. Quest’anno andiamo in Tunisia».

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venerdì 29 gennaio 2010

Consigli ai naviganti


Alcuni link a siti che, spero, troverete interessanti:

http://www.spinoza.it/ un blog davvero pieno di battute

http://www.framor.info qui puoi misurare la velocità della tua linea

http://utenti.quipo.it/base5/idxcollez.htm per chi ama i test e la matematica

http://anonymouse.org/anonwww.html con questo servizio, navighi in modo anomino nel web

http://www.carabinieri.it i consigli dell'Arma per difendere la nostra casa

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martedì 26 gennaio 2010

Sotto la gonna 2



Ma è mai possibile che si utilizzi internet per cercare filmati di questo tipo? Vedere sotto la gonna è così eccitante? va beh... sarà un segno dei nostri tempi... però, ogni tanto navighiamo nel web per informarci e per migliorare noi stessi! buona visione!

Per chi non ha l'ADSL... provate con l'immaginazione! ;)

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sabato 23 gennaio 2010

Mater morbi




«Forse ha letto le prime quattro pagine, il mio è un fumetto sulla necessità di accettare la malattia, non certo un inno al superuomo». Roberto Recchioni è perplesso per la polemica suscitata dal sottosegretario alla Salute, Eugenia Roccella, che venerdì sul Corriere della Sera ha criticato i contenuti del numero 280 di Dylan Dog, Mater Morbi, in edicola questo mese: a disegnarlo Massimo Carnevale, a scriverlo proprio Recchioni.

EUTANASIA - «Ambiguo difendere l'eutanasia come atto di pietà», ha detto il sottosegretario, «gli intellettuali dovrebbero chiedersi: perché inseguiamo il mito del corpo sano e della perfezione e rifiutiamo la malattia e la sofferenza?». Recchioni non ci sta: «Quella della Roccella (che fu portavoce del Family Day del 12 maggio 2007, ndr) è una critica perniciosa: si è soffermata sulla prima reazione di Dylan Dog, che è in ospedale malato di un male oscuro che lo trascina fino al confine con la morte». Ma la trama, argomenta Recchioni, dice molto di più: «C'è un personaggio che citando Wittgenstein dice che la cosa peggiore da fare con le malattie è ribellarsi. Se non accetti la malattia, se ti ostini a rifiutare questa cosa che è parte di te, allora sì che non puoi più vivere. L'accettazione della sofferenza è un cardine della storia».

LA REPLICA - «Sono felice che lo sceneggiatore Roberto Recchioni smentisca i miei timori rispetto al messaggio dell’ultimo numero di Dylan Dog, "Mater Morbi" - replica la Roccella - perché la mia paura è proprio che cresca nella cultura un rifiuto del corpo imperfetto e della persona malata. È sul dibattito giornalistico nato intorno al racconto che sono stata interpellata dal Corriere, e in particolare sulle interpretazioni fornite dall'Unità e dal Secolo. Se quegli articoli fornivano interpretazioni sbagliate o ideologiche, tutto il dibattito ne ha ovviamente risentito. E sono contenta di scoprire che erano "superficiali". Come avevo chiarito a chi mi ha interpellato, non avevo ancora letto la storia: la leggerò adesso e ne scriverò. Mi farà molto piacere se Recchioni si vorrà poi confrontare con me direttamente».

PRESA DI COSCIENZA - Il Fatto Quotidiano, L'Unità, Il Secolo d'Italia e venerdì Liberazione hanno indugiato in questi giorni sul canovaccio di Mater Morbi: malattia, terapie intensive, sofferenza, dilemmi etici della medicina. Del resto Recchioni, romano classe '74, ha scritto la sceneggiatura rifacendosi alla sua esperienza di malato che dalla nascita è costretto a un continuo andirivieni negli ospedali. Un percorso che lo ha condotto a una serena presa di coscienza: lui, che oltre a sceneggiare è anche disegnatore, si è ritratto in una vignetta in un letto di ospedale, mentre si domanda «Perché a me?», e una voce fuori campo gli risponde: «E perché non a te?». «Però non mi interessa 'vendere' la mia malattia», si schermisce il cartoonist, «ciò che conta è dire che il fumetto parla continuamente di cose serie, eppure non c'è attenzione per questo mezzo di comunicazione».

TEMATICHE SOCIALI - Recchioni si batte da tempo per la valorizzazione del fumetto sul suo blog, Dalla parte di Asso Merrill, che è fra i più letti in assoluto in Italia (Wikio lo colloca al 281° posto). «In Italia il fumetto sta chiuso in un ghetto che non comunica col resto dei media», prosegue Recchioni. «Ogni volta che c'è polemica pare la prima volta che il fumetto è diventato 'serio'. Certo, stavolta abbiamo toccato un nervo scoperto, ma Dylan Dog da sempre si confronta con le tematiche sociali». E Mater Morbi è un concentrato delle riflessioni di Recchioni. A pagina 97 Dylan scrive nel suo diario: «Cosa succede quando il male è una parte di noi? Ignorarlo o rifiutarlo è inutile o dannoso». Ma poche pagine prima Recchioni fa dire a Dylan: «Sono convinto che chiunque sia in possesso delle sue facoltà mentali debba essere anche padrone del proprio destino.. specie se quel destino è fatto di atroci sofferenze», pensa l'eroe in giacca e camicia, ma poi manifesta la sua perplessità a staccare la spina se non si ha chiara la volontà del malato: «Chi sono io per mettere in dubbio i miracoli?». (corriere.it)

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mercoledì 13 gennaio 2010

Flachi ci ricasca, positivo alla cocaina

Nuovi guai per il giocatore del Brescia, che ha già scontato una squalifica di due anni per doping


MILANO - Francesco Flachi ci ricasca. Il calciatore, che ha già scontato una squalifica di due anni per doping, è stato ancora una volta trovato positivo ad un metabolita della cocaina, la Benzoilecgonina. Flachi è risultato positivo all'antidoping ad un controllo al termine della gara Brescia-Modena del 19 dicembre 2009. La carriera del calciatore toscano rischia ora, in attesa dell'esito di eventuali contronalisi, di essere al capolinea. Così è stato per almeno per Jonathan Bachini, ex centrocampista di Udinese, Juventus, Parma e Brescia, squalificato a vita dall'attività agonistica in quanto recidivo nella positività alla cocaina nei test antidoping dopo Brescia-Lazio del 23 settembre 2004 e dopo Lazio-Siena del 4 dicembre 2005.

IL PRECEDENTE - Il 21 febbraio 2007, in un campione prelevato da Flachi al termine di Sampdoria-Inter, fu riscontrata la presenza di un metabolita della cocaina, la benzoilecgonina, lo stesso che ora rischia di escludere il giocatore a vita dal calcio. Il 21 giugno del 2007 la Commissione d'appello della Figc, accogliendo il ricorso presentato dalla Procura antidoping del Coni, condannò il giocatore a 2 anni di squalifica. Il giudice di ultima istanza, il 28 settembre 2008, confermò la condanna. La parola fine sulla vicenda la mise il Tribunale arbitrale dello sport (Tas) di Losanna, confermando i 2 anni. Flachi era stato trovato positivo ad un metabolita della cocaina nel test del 28 gennaio 2007, dopo la partita contro l'Inter. Il giocatore all'epoca giocava nella Sampdoria. Chiusa quella vicenda, Flachi, che è ormai sulla soglia dei 35 anni, era stato tesserato dall'Empoli ed era tornato in campo a fine febbraio 2009, nel derby di Serie B contro il Livorno. Scaduto il contratto con l'Empoli, è stato ingaggiato dal Brescia nell'agosto 2009.

«UN FULMINE A CIEL SERENO» - «È un fulmine a ciel sereno». Così l'allenatore delle rondinelle Giuseppe Iachini, tecnico del Brescia, ha commentato la notizia su Flachi. «Ci auguriamo che le controanalisi possano smentire questa positività. Flachi si è allenato sempre con entusiasmo, disponibilità e spirito. C’è un grande dispiacere sia dal punto di vista umano, per lui e per la sua famiglia, sia dal punto di vista professionale perché vengo privato di un giocatore importante», ha detto a GRT. Il Brescia condanna fermamente l'uso di sostanze vietate, ma esprime la sua vicinanza al giocatore nato a Firenze. «La Società Brescia Calcio S.p.A., in data odierna, è stata informata dai competenti organi del Coni che in occasione di un controllo antidoping successivo ad una gara ufficiale, il proprio tesserato Francesco Flachi è risultato positivo per avere assunto sostanze vietate dal vigente regolamento - si legge in un comunicato apparso sul sito del club -. In attesa di conferme definitive, disapprovando fermamente e condannando severamente il ricorso a sostanze vietate da parte di qualunque persona o atleta tesserato per il club, siamo comunque umanamente vicini a Francesco Flachi e alla sua famiglia per il momento che stanno vivendo».
corriere

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giovedì 7 gennaio 2010

Cerotti ballerini

Voglio tornare sull'idea di complotto, per l'attentato a Berlusconi.




Osservate la foto qua sopra... scattata subito dopo il "colpo" di Tartaglia.
Nessuna traccia di sangue.

Se guardiamo l'immagine sotto, vediamo che i cerotti vanno a coprire proprio quella parte del viso...


Misteri della chirurgia facciale? chissà?

Ora, guardate questa immagine "commentata" in alcuni particolari.



Chiudo con una frase di Andreotti: A pensar male, si fa peccato.. ma a volte.. ci si azzecca.

Voglio sperare che la tesi del complotto rimanga solo una fantasia... Quello che più mi fa paura è che NESSUNO all'opposizione ha provato a raccontare queste cose. Per fortuna, c'è qualche blogger che lo ha fatto. Teniamo gli occhi aperti.



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martedì 29 dicembre 2009

Superenalotto, sestina errata in diretta tv


Lunedì, ore 20 e qualcosa: il Tg1 dà i numeri vincenti del Superenalotto. Peccato che non siano quelli giusti. E dato che il jackpot superava i 110 milioni di euro l'attesa per la sestina era certo elevata. L'Aams, Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato, ha rettificato l'errore, dando i numeri giusti del concorso numero 155 (34-36-61-62-78-88, Jolly 55, Superstar 20) e invitando giocatori e mezzi di informazione a consultare le estrazioni sui siti internet ufficiali (Aams.it, Giochinumerici.info, Sisal.it) e nei punti di gioco autorizzati.

Sulla vicenda si muove anche la politica, con Donato Mosella di Alleanza per l'Italia che chiede al Tg1 di scusarsi con i telespettatori e dare la notizia corretta: «È opportuno che il telegiornale della rete ammiraglia Rai si scusi con gli utenti del servizio pubblico per quanto accaduto, nella speranza che nessuno abbia stracciato il biglietto vincente dopo aver letto i numeri errati. Sarebbe veramente una beffa se qualche vincitore sia stato tratto in inganno dal telegiornale della tv pubblica» scrive il deputato. La redazione del Tg1 ha spiegato che la rettifica è stata fatta nella prima edizione utile, ovvero quella di mezza sera di lunedì.

Il Codacons tutelerà le eventuali vittime della sestina errata. «Non possiamo far altro che raccomandare a tutti i mezzi di comunicazione di prestare la massima attenzione in circostanze del genere - ha commentato il presidente Carlo Rienzi -. Hanno certamente una grande responsabilità nel fornire questo tipo di comunicazioni. Non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se qualcuno avesse reclamato vincite importanti. Se qualcuno dovesse aver strappato la ricevuta credendo di non aver vinto nulla può rivolgersi alla nostra associazione perché ci sono i presupposti per chiedere un risarcimento del danno». Per la cronaca, non sono usciti 6 né 5+. I vincitori con 5 punti sono stati sei e hanno incassato quasi 10mila euro a testa. Il jackpot per il 6 sale a 111.300.000 euro. (corriere.it)

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domenica 31 maggio 2009

Badante eredita un palazzo a Milano

(ANSA) - MILANO, 30 MAG - C'e' curiosita' e sorpresa tra i residenti di un palazzo a Milano lasciato in eredita' da un anziano alla badante marocchina.

C'e' chi sorride allargando le braccia sorpreso e chi invece parla di una cosa normale e senza alcunche' di 'piccante'. Il paolazzo in questione si trova in via Borsieri, in zona Isola, ed e' stato lasciato in eredita' alla badante marocchina dal proprietario, Celso Canova, morto all'eta' di 82 anni, stando al Corriere della Sera che pubblica la notizia.

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martedì 7 aprile 2009

SMS per i terremotati


In attesa di capire perché edifici pubblici come la casa dello studente e come un ospedale di dieci anni debbano crollare... vi invito a mandare un sms al numero 48580 per donare un euro in favore delle vittime del terremoto in Abruzzo.

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sabato 4 aprile 2009

Sesso: Bondage e Frustini, Sadomaso Il Segreto Per Coppie Di Ferro

Roma, 30 mar. (Adnkronos Salute) - Altro che fiori e cenette a lume di candela. Il segreto delle coppie più salde sarebbe nascosto nell'alcova. Secondo due studi americani, infatti, la ricetta Doc prevede sesso estremo e attività sadomaso come bondage, sculaccioni e ben assestati colpi di frusta. Queste pratiche, infatti, hanno un potente effetto antistress e, secondo ben due studi americani, contribuiscono ad avvicinare i partner. Le ricerche, pubblicate su 'New Scientist', non lasciano dubbi sui benefici del sadomaso più o meno soft. In particolare, Brad Sagarin della Northern Illinois University di DeKalb (Usa) e i suoi colleghi hanno misurato i livelli dell'ormone dello stress (cortisolo) in 13 uomini e donne che dovevano partecipare a un party sadomaso in Arizona. I test sono stati condotti prima, durante e dopo la festa.

Ebbene, durante le scene bollenti i livelli di cortisolo salivano in modo significativo nei soggetti passivi (quelli che subivano lo stimolo doloroso), ma tornavano nella norma dopo 40 minuti se tutto andava bene, mentre non c'erano modificazioni di questo ormone nei soggetti attivi. In un'altra indagine, condotta nel corso di un evento sadomaso in Colorado, gli studiosi hanno misurato il testosterone in 45 uomini e donne, con il risultato che l'ormone aumentava significativamente nelle donne 'passive'.

Un'impennata che, commenta all'ADNKRONOS SALUTE l'italiana Donatella Marazziti del dipartimento di Psichiatria, neurobiologia, farmacologia e biotecnologie dell'Università di Pisa, si spiega con il fatto che l'ormone può aiutare le donne a gestire meglio la natura aggressiva delle pratiche sadomaso. Non solo. Alla fine in entrambi gli studi le coppie soddisfatte della serata sono risultate anche più complici, unite e intime, come si legge sugli 'Archives of Sexual Behaviour'.

Inoltre i due ormoni 'impazziti' nella fase di sesso estremo tornavano alla normalità una volta terminata la 'sessione', ma questo accadeva solo nelle coppie che avevano gradito l'esperienza. "Ne possiamo dedurre - dice la Marazziti - che se il rapporto è consenziente non è stressante, anche se si tratta di sesso estremo. Sono studi interessanti pubblicati su una rivista importante - prosegue la ricercatrice italiana - ma certo non sorprendenti: è chiaro che chi cerca e pratica questo tipo di rapporti li gradisce. Dunque, non stupisce che in questo caso anche la complicità di coppia aumenti".

Quasi tutte le attività condivise fanno bene alle coppie e nutrono la complicità, secondo lo psicologo britannico Richard Wiseman dell'University of Hertfordshire. "Non è necessario frustare il proprio partner, ma potrebbe bastare una cosa semplice come cucinare insieme o fare i lavori di casa in due", suggerisce.

Mentre per Nick Neave, psicologo dell'University of Northumbria (GB) i risultati sono interessanti, ma bisognerebbe capire se i partecipanti sono arrivati al culmine del piacere. L'orgasmo - spiega lo studioso - è associato a una riduzione dello stress e a un aumento degli ormoni associati alla complicità e all'affetto nei confronti del compagno.

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sabato 28 marzo 2009

FRA SABATO E DOMENICA LANCETTE AVANTI UN'ORA

OMA - Lancette avanti di un'ora nella notte tra sabato e domenica. Alle 02.00 di domenica 29 marzo scatta infatti l'ora legale, che resterà in vigore per sette mesi, fino alla notte tra il 24 e il 25 ottobre prossimi. Termina così il periodo di ora solare, che accompagna i cinque mesi invernali, con l'obiettivo di recuperare un'ora di luce in più a fine giornata. Il cambio d'ora non dovrebbero comportare disagi per chi viaggerà in treno.

Allo scattare dell'ora X, spiegano le Ferrovie dello Stato, i treni in viaggio si dovranno fermare alla prima stazione con personale addetto alla circolazione e sincronizzare gli orologi con il nuovo orario, per poi ripartire.


C'é intanto chi si interroga sui vantaggi (o meno) dell'introduzione di questa consuetudine. Non farebbe risparmiare secondo uno studio dell'Università della California, che ha analizzato sette milioni di abitazioni nello Stato dell'Indiana, concludendo che l'ora legale ha aumentato i consumi annuali delle utenze domestiche tra l'1% e il 4%, per una spesa aggiuntiva di 8,6 milioni di dollari l'anno. In Italia, comunque, lo scorso anno, secondo i dati di Terna, nei sette mesi di ora legale sono stati risparmiati 646 milioni di chilowattora di elettricità, pari a circa 99 milioni di euro.

La 'genesi' dell'ora legale, che tra sabato e domenica ci porterà a dormine un'ora in meno, affonda le proprie radici nel Settecento. Il primo a teorizzarla fu Benjamin Franklin il quale - facendone l'oggetto di un articolo sul 'Journal de Paris' nel 1784 - individuò nell'adozione per convenzione di un orario diverso che 'inseguisse' il sole e quindi la luce, un modo per ottenere dei risparmi energetici. L'idea non ebbe grande seguito anche perché, all'epoca di Franklin, i risparmi sarebbero stati relativamente bassi (lo scienziato pensava, ad esempio, alle poche candele che si sarebbero consumate sia nelle case che nei castelli di fine '700). I calcoli sono oggi ben diversi, visti i consumi nei Paesi piu' industrializzati.

Oltre un secolo dopo, nel 1907, l'idea venne ripresa dal britannico William Willet, e questa volta trovò seguaci: nel 1916 la Camera dei Comuni di Londra diede il via libera al British Summer Time, che implicava lo spostamento delle lancette un'ora in avanti durante l'estate. Molti paesi imitarono la Gran Bretagna, soprattutto in tempo di guerra, quando il risparmio energetico è una vera priorità. In Italia l'ora legale è stata adottata per la prima volta nel 1916, dal 3 giugno al 30 settembre. Negli anni successivi l'inizio fu anticipato a marzo.

La norma rimase in vigore fino al 1920 e poi venne abbandonata. Dopo 20 anni, però, si decise di farvi di nuovo ricorso: Mussolini decretò che era necessaria e la riammise. L'ora legale tornò così in auge nel 1940 e negli anni del periodo bellico, e vi rimase fino al 1948, anno in cui venne nuovamente abolita. L'adozione definitiva risale al 1966, durante gli anni della crisi energetica. Per i primi tredici anni venne stabilito che l'ora legale dovesse rimanere in vigore dalla fine di maggio alla fine di settembre (dal 22 maggio al 24 settembre).

Dal 1981 al 1995, invece, si stabilì di estenderla dall'ultima domenica di marzo all'ultima di settembre. Il regime definitivo è entrato in vigore nel 1996 quando si stabilì di prolungarne ulteriormente la durata dall'ultima domenica di marzo all'ultima di ottobre. Sono ormai quasi tutti i Paesi industrializzati, proprio in virtù dei risparmi possibili, ad aver adottato l'ora legale, secondo un criterio di fissazione delle date di inizio e fine il più possibile coincidenti, soprattutto per non complicare gli orari dei vettori aerei, anche in considerazione delle stagioni e delle necessità di Stati che si trovano in emisferi diversi. Quindi l'ultima settimana di marzo che in Europa (compresa la Russia) segna l'inizio del regime di ora legale, nell'emisfero australe ne celebra la fine. Ma c'é anche qualcuno che, come il Giappone, non aderisce all'ora legale: a mettere i bastoni tra le ruote (come in passato anche in Francia) sono stati gli agricoltori, visto che é soprattutto nelle prime ore della mattina che è concentrato il lavoro nei campi ed è allora che serve più luce. Le lancette non si spostano anche in gran parte del resto dell'Asia, come in Africa. Qualche incertezza, infine, per l'orologio di chi decide di visitare l'Antartide: qui l'ora legale - e quindi solare - cambia a seconda di quale bandiera sia issata sulle basi che sono state istituite per motivi scientifici (ma non solo) sull'immensa placca di ghiaccio.
ANSA

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venerdì 20 marzo 2009

ARRIVA MENU PER 12 MILIONI DI INSONNI

ROMA - Pane, pasta e riso ma anche lattuga, radicchio e uova bollite. Sono questi alcuni cibi che favoriscono il sonno e aiutano l'organismo a rilassarsi, mentre alimenti conditi con curry, paprika, ma anche salatini, scatolame e minestre con dado da cucina, rendono più difficile addormentarsi. E' quanto afferma la Coldiretti in occasione della Giornata internazionale del 'Dormiresano', organizzata in Italia dall'Associazione italiana di medicina del sonno (Aims).


Sono 12 milioni gli italiani che soffrono di disturbi del sonno, che aumentano con il cambio di stagione, in particolare con la primavera, provocando effetti sulla salute e sulla qualità della vita. E visto che l'alimentazione è in stretto rapporto con il sonno, la Coldiretti ha stilato il vademecum degli alimenti 'amici' del sonno, con i cibi 'buoni' e i 'cattivi'. Sono da evitare: patatine in sacchetto, piatti con dado da cucina, cioccolato, cacao, caffé, the, curry, pepe, paprika, superalcolici, salatini e alimenti in scatola. I cibi 'buoni' invece sono pasta, riso, pane, orzo, lattuga, radicchio rosso, aglio, zucca, rape, cavolo, formaggi freschi, yogurt, uova bollite, miele in infusi caldi, latte caldo e frutta dolce.
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